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Pillole Meteo: raffreddamento notturno e graupel

Perché in inverno se il cielo è sereno la temperatura scende più velocemente in assenza di vento? Cos’è il graupel e quando si forma?

Curiosità - 20 Dicembre 2002, ore 11.50

RAFFREDDAMENTO NOTTURNO: durante l’inverno come sappiamo la durata della notte è maggiore rispetto al periodo estivo; questo permette alla poca radiazione solare acquisita dal terreno durante le ore di luce, di essere riemessa verso l’alto come radiazione infrarossa durante le ore di oscurità. Se il cielo è coperto di nubi questa radiazione viene in parte assorbita da esse, ma in generale “rimbalza” sulla base della coltre per tornare verso il basso, e di conseguenza la temperatura fa fatica a scendere. Il medesimo discorso vale anche in presenza di vento: in questo caso l’aumento o la stabilizzazione della temperatura dipendono in misura maggiore dal rimescolamento dell’aria portato dalle correnti stesse. Infatti anche se non ce ne accorgiamo il vento non procede linearmente da una direzione all’altra, ma grazie alla presenza di ostacoli più o meno grandi è sottoposto a sollevamenti e discese forzate, più o meno turbolente, che permettono lo scambio di calore fra masse d’aria a temperature diverse. Una parte importante la gioca anche l’attrito fra la massa d’aria trasportata dal vento ed il terreno; come quando ci strofiniamo le mani per sviluppare attrito e quindi calore durante una giornata fredda, anche qui (seppur in misura molto minore) la temperatura viene influenzata nell’ordine di 3-4°C da questa forza dovuta allo scorrimento di una massa d’aria molto densa (perché fredda) ed il terreno “ruvido”. Quando invece il cielo è sereno ed il vento è calmo, la radiazione infrarossa riemessa dal terreno può disperdersi tranquillamente verso l’alto, portando ad un calo repentino delle temperature al suolo, così intenso che a volte si assiste a fenomeni di inversione termica (con valori di temperatura più alti di diversi gradi a poche decine di metri di quota rispetto al suolo). GRAUPEL: si tratta di una precipitazione particolare, che può essere assimilata a grandine di piccole dimensioni, anche se la dinamica della sua nascita prende in alcuni casi una strada completamente diversa. Si può verificare in 2 casi ben distinti: 1) durante un temporale: i forti moti ascendenti e discendenti presenti all’interno delle enormi nubi temporalesche, unite alla pressione estremamente bassa presente alla sommità di queste formazioni nuvolose, porta dell’acqua allo stato liquido a rimanere tale fino a temperature che sfiorano i –40°C (valori presenti a 7-9 km di quota anche in estate). Quando queste gocce vanno a scontrarsi con altre simili, oppure con alcuni microscopici pezzi di ghiaccio, per ragioni fisiche piuttosto complicate congelano istantaneamente, dando vita ad un piccolo cristallo di ghiaccio. Se le correnti ascensionali tendono a smorzarsi, questo “chicco” di ghiaccio comincia a scendere sempre più rapidamente verso il basso, sciogliendosi in parte e prendendo la forma di una pallina opaca che spesso presenta un “anello” di ghiaccio ancora più denso tutto attorno, generando il graupel appunto. 2) se dopo una irruzione fredda invernale, con temperature inferiori allo zero dal suolo fino ad una certa quota, comincia a scorrere aria calda ed umida al di sopra del cuscinetto freddo, può verificarsi un fenomeno curioso, ma piuttosto frequente nelle nostre zone. In pratica, mentre al suolo per qualche ora la temperatura rimane al di sotto dello zero, in quota i valori termici tendono a salire gradualmente, fino ad arrivare a 2-3-4°C; Questo cosa comporta? I fiocchi di neve che si erano formati inizialmente, durante la loro caduta si sciolgono gradualmente, accelerando sempre di più. Quando poi arrivano a contatto con temperature nuovamente negative, la velocità di caduta non permette una cristallizzazione tranquilla e graduale della goccia (e quindi il fiocco di neve non si forma più); si verifica invece un congelamento repentino, che porta alla formazione di pezzi di ghiaccio pericolosi per la circolazione degli automezzi.

Autore : Lorenzo Catania

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