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Pillole meteo: Fenomeni che si manifestano con i venti di Foehn

Il Foehn sulla Pianura Padana spesso è più intenso durante il giorno che non in nottata. Come mai? Inoltre con questo vento spesso si vedono ghiacciare le pozze d’acqua anche se la temperatura è di diversi gradi al di sopra dello 0°C

Curiosità - 13 Dicembre 2003, ore 10.11

- In generale i venti di Foehn sono generati (fra le altre cose) da un forte divario pressiorio fra i due versanti di una catena montuosa; in particolare il Foehn alpino che soffia dalla Svizzera verso la Pianura Padana è dato dalla formazione di un’area di alta pressione fra la Svizzera e l’Austria, contrastata da valori barici relativamente più bassi in pianura. Tale tipo di corrente porta all’accumulo di umidità ed alla formazione delle nubi sui crinali esteri alpini, mentre sulla Pianura il cielo è limpido ed azzurro. Questo è dovuto al fatto che in presenza di tale vento durante la notte la temperatura alle quote basse dell’atmosfera tende comunque a diminuire (anche di soli 1-2°C), soprattutto in pianura dove il cielo è stellato e si ha un debole irraggiamento; ecco che allora la pressione aumenta leggermente (più l’aria è fredda più è pesante) proprio in corrispondenza delle zone pianeggianti ed il divario pressorio con il versante settentrionale delle Alpi diminuisce, portando all’indebolimento del vento stesso. Durante il giorno invece il forte riscaldamento delle zone pianeggianti porta ad un certo abbassamento della pressione, mentre sul versante estero delle Alpi (dove ci sono le nubi) non ci sono cambiamenti di rilievo; il divario fra i due versanti si fa più marcato e quindi si ha una accentuazione del Foehn. - Durante la stagione invernale può capitare di alzarsi la mattina e vedere che la neve sul balcone di casa si è estremamente compattata e ghiacciata, oppure nella bacinella dell’acqua appena fuori della porta si è formato uno spesso strato di ghiaccio; allora andiamo a vedere il termometro pensando che la temperatura sia andata almeno a –4, –5°C, ma in effetti leggiamo +3, +5, anche +6°C. A cosa è dovuto questo apparente paradosso? In generale alla bassissima umidità a causa sia delle caratteristiche della massa d’aria preesistente sia dei possibili venti di Foehn che soffiano dai monti verso valle. In pratica un vento secco che soffi al di sopra della superficie di un oggetto (non illuminato dal sole) tende a “portare via” la pellicola di aria subito a contatto con l’oggetto stesso accentuando l’evaporazione dell’acqua contenuta. Il passaggio di fase da liquido a vapore (l’evaporazione appunto) è un processo che per manifestarsi ha bisogno di sottrarre calore all’ambiente; ma allora in tal caso la temperatura dell’aria immediatamente sopra l’oggetto in questione tende a calare. Più l’oggetto è umido e più il vento è forte e secco, maggiore sarà l’evaporazione (e la diminuzione della temperatura); nel caso della neve o dell’acqua ovviamente l’umidità iniziale è elevatissima e di conseguenza il calo dei valori termici sarà anche dell’ordine di 8-10°C. Se la temperatura dell’aria è di 4-6°C il gioco è fatto, l’acqua congela rapidamente e si forma lo strato di ghiaccio

Autore : Lorenzo Catania

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