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Neve “pallottolare”, graupel: cosa vogliono dire questi termini?

Identificano un particolare tipo di precipitazione solida proveniente dalle nubi cumuliformi.

Curiosità - 26 Marzo 2004, ore 09.29

Capita spesso durante l’inverno di assistere a vere e proprie “mini” bufere di neve con temperature decisamente elevate, alcune volte vicine ai 10°C; sono episodi comunque molto brevi ma intensi, che spesso si accompagnano ad un successivo rovescio di pioggia. Questo è un fenomeno tipico delle situazioni in cui è presente aria molto fredda in quota, di origine artica; in tal caso infatti molto spesso si generano nubi cumuliformi molto estese, in grado di generare rovesci; date le temperature estremamente basse, la precipitazione risulterà in larga parte nevosa. Ma se al suolo sono presenti valori vicini ai 10°C, come può nevicare? I cumulonembi hanno la caratteristica di presentare correnti verticali (dal basso verso l’alto e viceversa) molto violente, pertanto all’interno di esso i fiocchi di neve vengono spesso spinti verso il basso con una tale forza da portarli ad attraversare strati d’aria a temperatura maggiore di 0°C senza che si sciolgano. Si assiste allora a questo fenomeno, simile ad una nevicata vera e propria, che però solitamente non si protrae per più di pochi minuti; per distinguere questo tipo di precipitazione dalle nevicate vere e proprie si parla quindi di “neve tonda”. Ci possono però essere altri casi interessanti: se durante la discesa dalla nube il fiocco di neve incontra strati atmosferici molto ampi a temperature positive, tenderà a sciogliersi; data la forte instabilità però più in basso la goccia di pioggia potrebbe trovare nuovamente temperature negative, che porteranno alla sua trasformazione in una pallina ghiacciata, che prende il nome di “graupel” o neve pallottolare; l’effetto è simile a quello di una grandinata, ma in realtà la dinamica di formazione della grandine non permette a questo tipo di precipitazione di verificarsi durante l’inverno. Questo tipo di precipitazione si può comunque verificare anche in altre tipologie di circolazione atmosferica (vedi articoli correlati). In definitiva quelle che abbiamo analizzato sono situazioni particolari, delle “sottigliezze” che distinguono i vari tipi di precipitazione solida da una nube cumuliforme; tuttavia dalla loro analisi si può risalire al tipo di massa d’aria che sta per arrivare sulla nostra verticale, permettendoci di stilare anche una previsione di massima nel breve termine.

Autore : Lorenzo Catania

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