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Le immagini dei lettori: nuvole "bucate" nei cieli del Padovano

Si tratta di una curioso fenomeno disegnato negli strati nuvolosi d'alta quota e dovuto ad un particolare quantunque naturale e noto processo fisico delle nubi.

Curiosità - 28 Dicembre 2011, ore 13.32

 Le stranezze del cielo spesso si rivelano agli attenti osservatori con manifestazioni assolutamente "inedite". E' il caso di questo buco nel tessuto nuvoloso che è stato immortalato il giorno di Santo Stefano dal nostro lettore Stefano Andreghetti sui cieli del Padovano, lungo la tratta autostradale che porta verso Venezia.


Di cosa si tratta? Ufo? Scie chimiche? Niente di tutto questo: si tratta di un fenomeno assolutamente naturale noto come "Fallstreak hole". Vediamo a cosa è dovuto. Anzitutto dobbiamo tener presente che gli strati nuvolosi coinvolti nel processo sono due, uno sovrapposto all'altro: il primo, a quota leggermente più elevata, si identifica con quei filamenti nuvolosi sottili visibili anche all'interno del buco noti come cirri. Subito sotto e tutto intorno una consistente banda di cirrocumuli.


Ebbene, analizzando il flusso alle quote superiori, abbiamo notato un sottile cuscino di aria calda e umida che scorreva tra due strati di aria più fredda e secca, l'uno sopra e l'altro sotto. La leggera instabilizzazzione dovuta a questa stratificazione, unitamente ad altri processi di natura sinottica e in particolare ad una ondulazione prodotta per motivi orografici su larga scala, ha causato la discesa di alcuni pacchetti di aria fredda verso il basso.


In sostanza si sono formate piccole "virga" formate da aghetti di ghiaccio che dai cirri sono cadute sopra i cirrocumuli. Il processo, inizialmente puntiforme, si è poi espanso a macchia d'olio dando origine allo dissipazione dei cirrocumuli. Ma perchè i cirrocumuli si sono dissipati sotto questa debolissima precipitazione d'alta quota? Gli aghetti di ghiaccio, cadendo sopra le goccioline sopraffuse (allo stato liquido pur a temperatura sotto zero) dei cirrocumuli, le hanno inglobate al loro interno e, con un processo noto come accrezione, hanno causato l'aumento di peso di queste ultime, le quali sono precipitate a loro volta verso il basso evaporando le''aria secca e disfacendo in tal modo il tessuto nuvoloso.

Il processo, inizialmente puntiforme, si è poi espanso a macchia d'olio dando origine visivamente al buco ritratto dal nostro lettore.


La legge fisica di Bergeron-Findeisen ci dà un'ulteriore suggerimento matematico in merito, poichè ci fa notare che all'aumento dei cristalli di ghiaccio all'interno della nube superiore, corrisponde la proporzionale evaporazione di altrettante goccioline sopraffuse di quella inferiore. Da qui il motivo dell'allargamento del nostro buco, che si può quindi manifestare in tutto il suo stupefacente e spettacolare alone di mistero.


Autore : Luca Angelini

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