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La “rottura” dell’estate

Si tratta di una crisi della bella stagione, che si presenta con fenomeni anche intensi. Al suo seguito, di norma, si ristabilisce il bel tempo, ma con temperature più sopportabili.

Curiosità - 25 Luglio 2003, ore 11.13

L’estate mediterranea, fatte le dovute eccezioni, è caratterizzata da tempo nel complesso stabile e temperature elevate. Se negli anni novanta la stagione estiva trascorreva in maniera più regolare, con l’alta pressione delle Azzorre che dal medio Atlantico si distendeva verso il bacino occidentale del Mediterraneo, in questi ultimi tempi la bella stagione si presenta a noi con maggiore irregolarità. L’alta pressione delle Azzorre risulta spesso latitante, mentre al suo posto prende spesso piede una figura stabilizzante di matrice africana, che determina temperature molto più elevate del normale. Se poi, come successe l’anno scorso, l’alta pressione africana manca, le condizioni di instabilità prendono il sopravvento, trasformano l’estate in una sorta di “saga” dei temporali. Quest’anno l’alta pressione africana ha deciso di fare sul serio e da molto tempo mantiene il controllo delle operazioni in area mediterranea. Il caldo risulta insopportabile e tutti oramai si augurano che la “rottura” della stagione estiva sia alle porte. Normalmente, con il termine “rottura”, si intende il primo vero affondo delle correnti perturbate atlantiche, che nei periodi precedenti si erano limitate solamente a lambire il settentrione. La “rottura”, di norma, avviene nella seconda parte del mese di agosto, prendendo anche il nome di “burrasca di Ferragosto”. A determinarla è quasi sempre una perturbazione proveniente dal nord Atlantico, seguita da aria più fredda ed instabile. La penetrazione del fronte perturbato in area mediterranea è accompagnato da fenomeni intensi, a causa del contrasto tra le correnti nord atlantiche in ingresso in genere dalla Valle del Rodano e la preesistente massa di aria caldo-umida che staziona sull’Italia. Il contributo del mare fa il resto e i fenomeni, come sopra accennato, risultano intensi. Il maltempo, quasi sempre, si sposta dalle regioni settentrionali verso quelle centro-meridionali. Le due Isole Maggiori sono spesso scarsamente interessate da fenomeni precipitativi, ma avvertono un notevole rinforzo del vento, in prevalenza dai quadranti settentrionali. Il transito perturbato, in linea di massima, si compie in due o tre giorni e al suo seguito l’alta pressione torna a riprendere il sopravvento. Si ritorna quindi all’estate, ma in maniera più blanda e meno rovente. Naturalmente ogni anno fa storia a sé e non è detto che la rottura debba per forza arrivare dopo Ferragosto. Nell’estate del 2001 la sfuriata temporalesca arrivò alla fine di agosto, mentre lo scorso anno si può sicuramente affermare che l’estate non è mai decollata.

Autore : Paolo Bonino

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