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La Groenlandia non accetta le perturbazioni

Spieghiamo un fenomeno piuttosto curioso

Curiosità - 28 Febbraio 2003, ore 13.00

Soprattutto durante l’inverno vediamo che spesso la Groenlandia è interessata da un forte anticiclone termico; sappiamo che la sua presenza è dovuta al fatto che il suolo dell’Isola è ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio che porta ad un raffreddamento dell’aria fra il suolo ed i 3 km di quota circa. Questo non è però l’unico fenomeno legato alla presenza della figura di alta pressione; infatti c’è da notare come tutte le perturbazioni, da qualsiasi direzione esse provengano, non riescano quasi mai a penetrare nelle zone interne dell’Isola. D’altra parte il cospicuo “blocco” di ghiaccio fa proprio da barriera alle correnti, portando alla deformazione dei sistemi frontali stessi. Vediamo un esempio emblematico che riassume la maggioranza dei casi che ci interessano: supponiamo che una perturbazione dalle coste meridionali canadesi si porti verso NE con il ramo caldo, sospingendo venti temperati ed umidi (perché di origine oceanica) verso la Groenlandia. L’avvicinamento di tale massa d’aria porta ad un calo della pressione sul comparto oceanico appena a sud dell’Isola e quindi al richiamo di correnti prefrontali da NE o addirittura da N, proprio dove si trova il ghiaccio; ciò porta ad un ulteriore aumento della pressione sul settore meridionale groenlandese e quindi all’intensificazione ulteriore dei venti freddi di richiamo. In questa fase l’anticiclone termico prende proprio la forma dell’Isola, con un massimo non proprio nella zona centrale, ma leggermente spostato verso sud; in poche parole il fronte caldo è costretto a rimanere sull’Oceano. Dopo qualche ora arriva il fronte freddo, che introduce aria piuttosto fredda dal Canada verso le coste occidentali della Groenlandia; il contrasto fra tale massa d’aria e quella gelida presente sull’Isola porta ad una rapida occlusione di parte del sistema frontale. Una seconda e più graduale occlusione viene invece favorita dal fatto che le correnti miti che intanto continuano a scorrere verso N-NW sul tratto di oceano non ancora interessato dal fronte freddo, a causa del sempre più intenso contrasto fra la depressione in arrivo e l’anticiclone termico, sono obbligate a salire verso l’alto, andando ad accelerare il processo di colmamento della depressione stessa. Tale fenomeno è caratteristico di questa zona e porta notevoli conseguenze climatiche anche sul tempo in Europa; non a caso le depressioni oceaniche vengono spesso riassunte con la dicitura “depressione d’Islanda”, dato che tali strani giri di correnti tiepide portano all’approfondimento dei minimi depressionari proprio sull'Atlantico settentrionale.

Autore : Lorenzo Catania

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