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Il tempo si ripete, l'anticiclone del 31 gennaio 1968

Gli ultimi 15 giorni del gennaio 1968 sono stati per molti versi alquanto simili a quelli che stiamo attualmente vivendo con un grande anticiclone subtropicale protagonista assoluto del Mediterraneo e dell'Europa centrale. I primi di febbraio però il tempo prese una piega decisamente diversa

Curiosità - 24 Gennaio 2008, ore 10.09

Esattamente quarant'anni fa il tempo sull'Europa presentava caratteristiche sorprendentemente analoghe alle attuali. Tutto parti il 15 gennaio del lontano '68 quando un potente anticiclone di matrice subtropicale si allungava sull'intero bacino del Mediterraneo. La classica situazione di Atlantico alto (ossia con flusso oceanico teso con le perturbazioni che scorrono alle alte latitudini) sferzava nel frattempo l'Europa settentrionale con venti di tempesta sulle coste britanniche e sulla Danimarca ma in un contesto di temperature molto miti. Nei giorni a seguire aria fredda di origine nord atlantica tentò di demolire l'alta pressione spingendo verso sud una perturbazione che andò a finire contro l'arco alpino e poi sui Balcani. L'Italia fu battuta lungo i suoi versanti orientali con venti forti e un drastico calo delle temperature mentre il foehn irrompeva sulla pianura Padana. L'anticiclone non si fece intimorire e, raccolte le forze, mise in atto una reazione stizzita che lo riportò alla ribalta più forte di prima. Giungiamo dunque a quel 31 gennaio di quarant'anni fa. L'Africa dominava nuovamente con una imponente struttura di aria calda a tutte le quote. Uno dei massimi di pressione abbracciava la Svizzera con i suoi 1030 hectopascal mentre su nord Atlantico ed Europa settentrionale scorreva veloce la corrente a getto che si portava dietro vari nuclei depressionari forieri di venti forti, piogge ma temperature tutto sommato miti. Una profonda depressione spiraleggiava frattanto sull'Islanda con i suoi -45° a soli 5080 metri e si collegava in serie con un'altra saccatura estesa tra la Scandinavia e la Finlandia. Lo scorrimento più mite nel settore orientale della struttura vorticosa apportava estese nevicate tra la Finlandia e la Russia europea con temperature comprese tra -6° e -8°. Italia assolata con temperature molto miti, soprattutto su Alpi e Appennino con valori compresi tra 6° e 8° alla quota di 1500 metri. Nelle ore notturne l'inversione termica raccoglieva strati nebbiosi sulla pianura Padana e nelle vallate del centro. I giorni successivi la pietra scartata dai costruttori divenne testata d'angolo. Ecco infatti materializzarsi una saccatura che dall'Islanda si proiettò minacciosa sull'Europa occidentale e si riversò poi con due affondi successivi sul bacino centrale del Mediterraneo imprimendo al tempo italiano una brusca sterzata verso l'inverno più pieno.

Autore : Luca Angelini

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