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I rapporti tra la pioggia e l'agricoltura in Liguria

Cerchiamo di capire come la pioggia influisca sulle attività agricole di questa regione.

Curiosità - 20 Marzo 2013, ore 13.30

Se potessimo fare un viaggio partendo dall'estremo ponente ligure verso levante ci troveremo di fronte a paesaggi molto diversi. Tralasciando le diversità ovvie che si hanno tra la costa e l'entroterra e concentrandoci sulle diversità paesaggistiche costiere, si può certamente apprezzare una differente gestione delle risorse agricole che variano da luogo a luogo.

Partendo dall'estremo imperiese, dove l'attività agricola è improntata soprattutto alla coltivazione dei fiori in serra, si può notare che tutti gli stratagemmi adottati dagli agricoltori sono mirati per far fronte ad una possibile carenza d'acqua.

I terreni coltivati sono delimitati da muretti a secco e fasce costruite in salita, in modo da raccogliere tutta l'acqua piovana e ridurre al minimo i suoi sprechi. Addirittura in prossimità di alcuni orti ci sono grossi recipienti che vengono riempiti di acqua piovana e usati in caso di prolungata siccità.

Da tutti questi accorgimenti si evince che in questa parte della Liguria non piove molto e tutta l'acqua piovana che cade deve essere usata in maniera razionale e non sprecata. In tutto l'estremo imperiese cadono in media dai 600 ai 700 mm di pioggia concentrati soprattutto nel periodo autunnale.

Procedendo verso levante si arriva nel savonese. Si nota subito la quasi scomparsa dei recipienti vicino ai campi, sintomo che l'acqua qui difficilmente manca. Le colture sono spesso costituite da ortaggi di vario tipo ed ancora dalla coltivazione dei fiori, specie nella piana di Albenga.

Un aspetto interessante è la disposizione delle fasce e dei muretti: queste sono poste leggermente in discesa in modo da facilitare, ma non troppo, il ruscellamento dell'acqua verso valle in caso di piogge abbondanti. In questa zona le piogge sono più abbondanti rispetto all'imperiese e in effetti si arriva sui 1000-1100mm annui.

Procedendo ancora verso est si arriva nella provincia di Genova, la più vasta di tutta la Liguria. Qui il regime pluviometrico è molto complesso, tant'è vero che occorre fare una distinzione tra la parte occidentale della provincia( da Cogoleto fino alla parte ovest di Genova), la parte centro-orientale ( dal centro cittadino fino grossomodo a Chiavari) e la parte estrema orientale ( da Lavagna fino a Deiva Marina). Se nella parte occidentale il regime pluviometrico supera difficilmente i 1300-1400mm annui, nella parte centro-orientale si possono superare anche i 1500-1600mm annui ed è la zona più piovosa di tutta la costa ligure.

Nella parte estrema orientale della provincia di Genova le precipitazioni raramente superano i 1500mm. Il motivo va ricercato nella forma ad arco della Liguria: con le correnti da Sud, che sono responsabili delle piogge più copiose, si ha un accumulo di umidità che predilige la parte centrale piuttosto che i lati della regione. Da qui la formazione di nubi imponenti e piogge torrenziali che vengono ulteriormente esaltate dalla catena appenninica restrostante.

Gli agricoltori ne hanno tenuto conto, edificando muretti a secco con pietre più grandi in modo da lasciar passare meglio l'acqua in eccesso dalle fessure, ma soprattutto le fasce, che sono molto più in pendenza rispetto a quelle edificate nel resto della regione.

In questo modo si facilita ulteriormente il ruscellamento dell'acqua verso valle e si impedisce l'inzuppamento del terreno.

Per quanto riguarda le colture, spicca su tutti quella del basilico. Tuttavia quello coltivato nella zona centro-orientale e orientale della provincia, non ha il gusto e l'aroma di quello coltivato nella parte occidentale. Il motivo nessuno lo sa, comunque si pensa che sia dovuto, oltre che a fattori di geologia del terreno, anche a fattori climatici.

Infine arriviamo nell'estremo levante della regione. La provincia di La Spezia si distingue soprattutto per i paesaggi caratteristici sul mare, come le Cinque Terre. Qui a farla da padrona è la vite, che produce un vino molto buono e caratteristico. 

La vite viene coltivata su terrazzamenti molto scoscesi, quasi a picco sul mare. Il problema delle frane è all'ordine del giorno anche se gli agricoltori hanno costruito questi terrazzamenti in modo da smaltire il più possibile l'acqua in eccesso con la costruzione di autentici canaletti tra un terrazzo e l'altro.

Le fasce sono ovviamente in pendenza e l'acqua piovana può facilmente scorrere a valle. Il regime delle precipitazioni è più costante, anche se non mancano forti rovesci e nubifragi, l'ultimo il 25 ottobre del 2011 che fece molti danni e vittime. I valori precipitativi si aggirano sui 1400mm sulla costa, oltre i 2000mm invece nelle zone interne.  

Concludendo, i contadini e gli agricoltori hanno costruito le loro opere anche in passato, tenendo sempre conto dei fattori ambientali e delle precipitazioni così variabili che cadono in questa regione, cosa che purtoppo molti costruttori oggi non fanno.


Autore : Paolo Bonino

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