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I problemi della misurazione della pioggia in caso di vento

Il vento forte risulta sicuramente uno degli ostacoli maggiori per l’esatta misurazione della pioggia che cade in un determinato luogo. Il problema è al momento di difficile soluzione.

Curiosità - 3 Dicembre 2003, ore 16.11

Sulla Pianura Padana la pioggia cade quasi sempre in modo perpendicolare al terreno, ad eccezione dei temporali estivi accompagnati da vento forte. In altre parti d’Italia, come per esempio in Liguria, in Sardegna e in Sicilia, gli eventi piovosi sono molto spesso accompagnati da vento, che testimonia il passaggio di fronti perturbati. I primi pluviometri che vennero utilizzati, altro non erano che grossi recipienti con base quadrata di un metro quadro di area. In occasione di piogge che cadevano in assenza di vento, la misurazione dell’altezza della precipitazione era in sostanza corretta, dato che non vi erano “perturbazioni” esterne che potevano alterare l’entrata delle gocce nel pluviometro. Volendo tracciare un quadro d’insieme, tuttavia, molto raramente la pioggia cadeva verticalmente e spesso risultava accompagnata da vento forte, con una conseguente sottostima delle cumulate piovose in questione. Il problema è stato parzialmente risolto con l’introduzione dei pluviometri elettronici, che trasmettono i dati recepiti da un sensore in un lasso di tempo piuttosto breve ( un’ora o una mezz’ora). Tali dati vengono in seguito visualizzati con una schermata su un monitor e l’osservatore può comodamente leggere la quantità di pioggia caduta nel periodo preso in considerazione. Pur essendo molto più precisi dei pluviometri “a recipiente”, i pluviometri elettronici non riescono tuttavia ad eliminare del tutto l’effetto vento, che in occasione di cumulate piovose notevoli può anche far variare di molto il quantitativo finale. Anche due pluviometri che si trovano relativamente vicini tra loro possono presentare diversa esposizione ai venti e segnare cumulate differenti durante un episodio piovoso. Se poi gli strumenti si trovano relativamente vicini ad ostacoli come muri, alberi ecc, il vento forte può limitare ancor di più la quantità di pioggia che cade all’interno della “bocca”, con variazioni anche ampie sul totale finale. Un tipico esempio di variazioni considerevoli sulle cumulate di pioggia giornaliere da parte di due strumenti molto vicini lo si può riscontrare nei due pluviometri che registrano le precipitazioni del levante genovese. In occasione di forte vento vi possono essere differenze anche di parecchi millimetri, nonostante le stazioni si trovino a meno di un chilometro di distanza. Come fare per valutare quale pluviometro ha ragione? Innanzi tutto bisogna assicurarsi che entrambi i pluviometri siano a norma, ovvero ubicati in zone prive di interferenze di ogni genere. Se la sottostima dell’uno è da mettere in relazione a possibili interferenze di ostacoli posti intorno ( anche a distanza di metri), la valutazione più corretta sarà del pluviometro che sovrastima. Se entrambi gli strumenti sono ubicati a norma, il problema potrebbe essere dovuto ad una errata taratura di uno dei due pluviometri, con conseguente maggiore apertura o chiusura della “bocca”. Le tarature degli strumenti, tuttavia, si fanno abbastanza spesso e ciò dovrebbe scongiurare errori di questo tipo.

Autore : Paolo Bonino

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