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Cos'è un temporale di neve, dove e come può formarsi?

Rimini o Messina sono state recentemente imbiancate fin sulle spiagge, magari anche a suon di tuoni e fulmini. Ecco il perché dei temporali invernali e dove possiamo aspettarceli più di frequente sull'Italia.

Curiosità - 13 Dicembre 2012, ore 09.13

 

I temporali nevosi che mercoledì 12 hanno interessato alcune fasce costiere della Romagna e, ancor più, il mare aperto, sono solo l’ultimo e forse il più impressionante tra gli episodi nevosi di natura convettiva degli ultimi giorni. Anche la spettacolare imbiancata di Messina nella mattinata di domenica 9 non è stata da meno.
 
Ma cosa può dar vita a temporali in condizioni di freddo invernale come quello che in questi giorni attanaglia il nostro Paese? Naturalmente un intenso contrasto termico tra l’aria molto fredda che arriva dalle latitudini polari e quella più mite che giace sopra i nostri mari. I temporali nevosi sono dunque più frequenti e probabili a ridosso delle fasce costiere e in mare aperto.
 
L’episodio di Messina (immagine qui a fianco) ci mostra cosa può accadere quando si hanno precipitazioni convettive, anche con temperatura superiore allo zero: si è trattato di neve tonda, ovvero una precipitazione solida a carattere pallottolare, che in sé racchiude ancora l’embrione del fiocco di neve originario, pur alterato nella sua metamorfosi dai vari saliscendi entro la nube causati dalla forte instabilità tra il mare caldo e l’aria fredda .
 
Il caso romagnolo di mercoledì 12 invece trattasi di un vero e proprio temporale, con tanto di tuoni e fulmini che hanno tradito esplicitamente la presenza di nubi convettive. Dove? Naturalmente sul mare, dove l’aria gelida polare, molto fredda, secca e pesante, si è trovata improvvisamente il vuoto sotto i piedi, nella fattispecie lo strato più mite e umido, quindi leggero, che giaceva sopra il mare Adriatico.
 
L’instabilità convettiva si è quindi andata organizzando lungo alcune linee di confluenza trasportate a impulsi verso la costa dalle correnti in quota. Il grosso dei temporali nevosi si è riversato al largo, in mare aperto, ma alcune frange temporalesche sono riuscite a divagare fin verso la costa romagnola imbiancandola da Rimini a Cattolica (prima foto in alto).
 
Il meccanismo occorso lo possiamo apprezzare con l’aiuto della terza immagine qui sopra; si tratta di un flash satellitare che mostra le linee di confluenza lungo le quali si sono sviluppati i fenomeni. Li dobbiamo immaginare un po’ come delle rapide che tendono a convergere a metà del letto di un fiume con maggior sbilanciamento sul lato verso il quale spinge la corrente longitudinale.
 
Temporali in inverno e per giunta con cadute di neve? Esatto, e in Italia sono anche fenomeni piuttosto frequenti. A volte la neve riesce infatti a raggiungere il suolo pur in condizioni di temperatura di partenza al di sopra dello zero. Il rovesciamento dell’aria fredda dalle quote superiori però provvede durante il rovescio, a trascinare lo zero termico giù giù fin verso il suolo. Ed ecco, la sorpresa bianca è servita.

 


Autore : Luca Angelini

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