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Che cos’è la “Maccaja”?

Cerchiamo di capire che cosa c’è alla base di questo fenomeno tipicamente ligure.

Curiosità - 17 Gennaio 2008, ore 11.34

Ogni volta che le correnti nei bassi strati si orientano dai quadranti meridionali, sulle coste liguri è frequente il fenomeno dell’ammassamento dell’umidità proveniente dal mare contro i rilievi retrostanti. La massa d’aria umida, nel tentativo di superare l’ostacolo montuoso, tende a sollevarsi e a condensare in nubi in prevalenza medio-basse, che possono stazionare sopra un tratto di costa anche per parecchio tempo. La nuvolosità, in pratica, rimane “intrappolata” tra il mare e la terraferma, determinando la cosiddetta “Maccaja”. Di norma questi annuvolamenti non portano quasi mai precipitazioni; solo in corrispondenza di addensamenti molto compatti può cadere della pioviggine o addirittura brevi rovesci. Le caratteristiche della “Maccaja” sono un elevato tasso di umidità, che spesso raggiunge il 100% e una temperatura praticamente costante tra il giorno e la notte, con minima escursione termica. In inverno, molto spesso, la “Maccaja” (etimo di derivazione incerta, forse di origine araba) si presenta quando il tempo è governato da un anticiclone sub-tropicale ormai invecchiato e porta temperature molto miti di notte, con differenze anche superiori a 10° con la vicina Pianura Padana. In primavera, invece, può presentarsi quando una massa d’aria più calda scorre sopra alla superficie marina ancora fredda, determinando nubi basse e talvolta anche delle nebbie di avvezione marittima. Le nubi molto basse, quasi sempre, non riescono a valicare l’Appennino. Di conseguenza mentre il resto del nord Italia è sotto un tiepido sole, la costa ligure può trovarsi immersa nella “Maccaja” che in questo caso porta temperature molto più basse di quelle che si registrano in Pianura Padana. In estate, invece, è spesso fonte di notevole malessere fisico, a causa della combinazione tra l’alta umidità e le temperature elevate. Si origina quasi sempre quando un fronte temporalesco transita in prossimità dell’arco alpino, richiamando umide correnti da S. In questo caso le nubi che si formano possono anche dare luogo e brevi rovesci sui rilievi appenninici esposti.

Autore : Paolo Bonino, adattamento Alessio Grosso

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