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Una settimana da dimenticare

Il resoconto dell'ondata di maltempo nella provincia della Spezia

Cronaca meteo - 11 Novembre 2000, ore 09.46

Se dovessimo elencare tutti i fenomeni atmosferici che si sono abbattuti nella provincia della Spezia in questa martoriata prima decade novembrina, faremmo molto prima a dire che è mancata solo la neve. Per il resto, ci è capitato l'immaginabile. La forte ondata di maltempo che ci ha colpito a partire da lunedì 6 ha lasciato un segno indelebile sul nostro territorio, sia sulla costa che nell'entroterra, colpiti da una tempesta che non si ricordava da tempo, forse la più intensa degli ultimi 10 anni. Per non rischiare di dimenticare alcuni particolari, cominciamo la cronistoria partendo dall'alba del fatidico lunedì, quando gli artigli di "Pamela" cominciavano ad agguantare forte la preda. LUNEDI' 6: Il cielo comincia a coprirsi nel corso della serata di domenica e già verso sera i primi rovesci bagnano la città e le campagne. Si tratta comunque di pochi millimetri, giusto quelli necessari a formare le prime pozzanghere sulle strade: al mattino, intorno alle ore 6, il pluviometro segna solo 4. Il vento comincia a soffiare, con velocità sempre più violenta già da metà mattinata, mantenendo inizialmente una componente variabile tra S/E e S/W, poi dal pomeriggio segue una decisa rotazione a libeccio (media forza 8), con raffiche che raggiungono e localmente superano i 90 km/h. Le intense correnti meridionali erano comunque d'obbligo visto il forte gradiente barico che si è avuto al passaggio della forte perturbazione: nell'arco di 24 ore la pressione ha subìto un calo pari a 25 hPa, passando da 1017 a 992 dalle ore 21 di domenica 5 alla stessa ora di lunedì 6. Sulla costa sembra di essere in Florida, quando la gente aspetta con ansia e preoccupazione l'arrivo di un uragano: il vento soffia impetuoso, il mare è agitato e pieno di schiuma,la visibilità pessima, la pioggia è fitta ed i grossi alberi sono mossi come canne di bambù. Nel golfo, per nulla riparato dalle tempeste da sud, le onde arrivano ad un altezza di quasi 4 metri; i pianali dei pontili vengono scardinati dagli assi portanti e le imbarcazioni di piccola e media stazza strappano gli ormeggi assai facilmente per affondare in un batter d'occhio nel mare in tempesta. Sul fronte della pioggia i timori e le paure di un imminente disastro hanno scosso gli animi della gente che abita nella Valle del Magra e del Vara. Il terribile e lungo nubifragio che si è abbattuto su tutte le località dello spezzino ha ingrossato improvvisamente i fiumi ancora alle prese con lo smaltimento delle piogge della settimana scorsa ed ha portato all'esondazione del Magra stesso in prossimità della foce a causa delle pessime condizioni del mare che, per il forte libeccio, impedivano il libero deflusso delle acque. Il fiume Vara è invece staripato più a monte, allagando le campagne e alcuni stabilimenti nei paesi di Varese Ligure, Beverino, Follo e Bolano. Il bilancio della giornata in queste zone :case evacuate, ponti chiusi, frazioni isolate o senza energia elettrica, smottamenti e frane ovunque che non si possono più controllare e monitorare. Alle Grazie, per tutta la giornata, l'alta marea ha raggiunto valori da record: tutto il paese è rimasto allagato da almeno 30 cm di acqua salmastra ed in alcuni punti si è arrivati fino ad un'altezza di mezzo metro. Soltanto oggi si sono contati ben 74 mm di pioggia, una quantità giornaliera che risulta essere la più intensa dall'inizio dell'anno. In serata si fa strada qualche timida schiarita e la notte trascorre all'insegna del vento forte ma senza la minaccia di piogge. MERCOLEDI' 8: Dopo una giornata di tregua, il valzer ricomincia. Una violenta grandinata si abbatte sulla zona ad ovest del Golfo dei Poeti (della Spezia) intorno alle ore 12. I chicchi, dal diametro variabile tra 0.5 e 1 cm, cadono ininterrotamente per 15 minuti ricoprendo ogni cosa e dando al paesaggio un aspetto decisamente invernale. La temperatura crolla da 15 a 9.7 °C, ma in serata si riporta sui 13 °C, complice il vento da sud. E' da segnalare inoltre, nel pomeriggio, la formazione di una vistosa tromba marina vicino alla costa delle Cinque Terre che fortunatamente si è esaurita in mare. La pioggia aqccumulata oggi è parì a 10 mm. GIOVEDI' 9: L'instabilità ha ormai piantato le sue radici. Ancora grandine, ma questa volta la zona più colpita non è il paese in cui abito, ma il centro città. Dopo una notte molto rumorosa ma avara di precipitazioni, intorno alle 10:30 il cielo si scurisce nuovamente e ricomincia a piovere. Il fenomeno grandinigeno ha interessato la città dalle ore 11:15 alle 11:30 ma, poichè unito ad un forte rovescio di pioggia, non ha lasciato tracce apprezzabili al suolo. Sono stati raccolti in tutto altri 13 mm. VENERDI' 10: Notte all'insegna dei tuoni e dell'ennesimo forte rovescio di pioggia misto a grandine (1 mm). Brusco calo della temperatura minima che, per la prima volta, scende abbondantemente sotto i 10 °C, raggiungendo il valore di 7.3 °C. Infine alcuni dati per rilettere sulla quantità di pioggia caduta alla Spezia dall'inizio dell'anno: PERIODO GENNAIO-SETTEMBRE: 391 mm PERIODO OTTOBRE-1/10 NOVEMBRE: 475 mm Ciò significa che in 40 giorni è caduto ben il 121% della pioggia che abbiamo avuto in nove mesi. Il dato è davvero preoccupante in tema di estremizzazione dei fenomeni: siamo passati da un inverno siccitoso ad un autunno alluvionato e disastrato. Ricordo che il mese di gennaio e febbraio hanno contato rispettivamente solo 20 e 17 mm, mentre ottobre ben 306 e la prima decade di novembre addirittura 169, pari alla quantità di pioggia caduta per l'intero mese l'anno scorso. Tutto ciò mentre l'Atlantico dispone la flotta per l'ennesimo attacco serrato al Nord-Ovest...

Autore : Andrea Corigliano

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