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Un incubo diventato realtà

La tromba d'aria nel leccese: una testimonianza.

Cronaca meteo - 20 Novembre 2000, ore 10.39

Sabato 18 Novembre, ore 03.00 Una della tanti notti di novembre per la gente del Salento, il cielo appena sporcato da qualche nube sottile ed velato da un vento di libeccio, che per la prima sera dopo molti giorni, ha risparmiato le "ossa della gente" dalla penetrante umidità di mare. Tutto tranquillo nella provincia di Lecce, fino alle 02.00 del mattino del 18 novembre. Il vento si rafforza provenendo da tutte le direzioni, in lontananza qualche barlume avverte dell'avvicinarsi di un temporale, ma tutto sembra rientrare nella normalità, anzi trattandosi di pioggia, viene da pensare "una vera manna dal cielo"! Alle 03.00, i testimoni parlano di lampi che illuminano il cielo di rosso fuoco, di un viola acceso; tuoni sempre più forti; inizia a cadere la pioggia, battente prima, poi un nubifragio, sempre più insistente, chicchi di grandine come madarini, che a stare in casa sembrano pietre cadute dal cielo! Ad un tratto il silenzio, la quiete: solo un illusione. Un vortice enorme si forma nei dintorni del comune di Scorrano, inizia il suo percorso di devastazione, prima alberi, poi castruzioni rurali, e purtroppo si insinua nelle strade della cittadina, strappando muri di recinzione, tetti delle case, auto in sosta, e tutto ciò che incontra sul suo cammino. Attimi di terrore, lungo un percorso che porta da Scorrano a Maglie, Cursi, Carpignano fino a spegnersi a Melendugno, quasi venti chilometri di spaventosa devastazione. Solo un miracolo il fatto che non ci siano vittime, solo feriti leggeri. Poco dopo un via-vai di vigili del fuoco, carabinieri, protezione civle ed il resto è sulla cronaca dei quotidiani del posto. Tanta, tanta paura, danni per miliardi, disagi, sconforto! Per finire c'è solo una considerazione da fare: ci credevamo in un isola felice, niente fiumi che straripano, niente montagne che franano, un clima sempre più mite, belle giornate tutto l'anno e guardare con dispiacere e consolazione le popolazioni del nord. Ma dopo la notte del 18 novembre, si è rotto un incantesimo, niente campana di vetro, niente isola felice!!! Sandro, Melpignano (LE)

Autore : Sandro

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