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Roma: direzione Nord-Est, nubifragio in arrivo!

La cronaca, i sentimenti e gli appassionanti momenti del violento temporale che ieri 22 agosto 2001 si è abbattuto a nord dei Castelli Romani.

Cronaca meteo - 23 Agosto 2001, ore 15.05

E arrivò il temporale che non t'aspettavi. Ieri pomeriggio, mercoledì 22 agosto, ore 15 circa, si è scatenato un vero e proprio finimondo, almeno stando ai canoni dei fenomeni meteorologici estremi della mia zona. Più che un temporale, un nubifragio di quelli a cadenza decennale, di quelli insomma che ti impensieriscono al loro passaggio e che catturano attenzioni e commenti anche a giorni di distanza nei più disparati contesti quotidiani. Tutto inizia la sera precedente, martedì 21 agosto, ore 23 circa della sera. Mi reco a prendere l'ormai consueto cornetto caldo d'agosto in quel di Castel San Pietro Romano, ridente paesino prospiciente l'antica Praeneste, edificato sul cacume di un discreto rilievo sul versante sud-ovest della catena dei Monti Prenestini, tipico belvedere turistico su tutta la provincia di Roma; quota: metri 752 slm. Soffia un vento fresco che rischiara la notte, ed io, in compagnia dei miei amici, gradisco alquanto. Ma col passare del tempo il vento inizia ad intensificarsi, fino a divenire quasi fastidioso. La frescura diventa "freddura", ed io, incuriosito, valuto l'esatta provenienza del vento, intuendo l' "anomalia" meteorologia. Il vento, secondo le mie valutazioni, proviene da nord-est (grado più, grado meno), si presenta con attività quanto meno moderata, e inizio a pensare che con il reiterarsi nella notte di una simile situazione, il giorno dopo ci sarebbero scappate delle sorprese. Le burla dei miei amici, che sono al corrente della mia passione per il meteo, e che mi vedono stranamente turbato, non mi impensieriscono più di tanto (Alfredo addirittura vuole convincermi che il vento che soffia sia "scirocco"!), anche perché il loro concetto di meteorologia è ben lungi dall'essere quello di una scienza altamente affascinante. Secondo me il giorno dopo sarebbe accaduto qualcosa di importante. Vado a dormire con questo pensiero, ed il mattino seguente mi sveglio con dei cumuli mattutini che mi lasciano perplesso: alle ore 11 il cielo è quasi del tutto coperto, segno di una eloquente instabilità presente nell'aria. Evidentemente - penso tra me e me - le infiltrazioni di aria relativamente fredda dai quadranti nord-orientali hanno provocato tutto questo. Alle 13, in direzione sud-est (Monti Affilani, Scalambra, Simbruini ed Errnici) inizia a far buio: facile pensare al solito temporale estivo che sconfina dall'Appennino fino in Alta Ciociaria; difficile pensare a quel che stava per accadere! Alle 14, con anche i Prenestini avvolti dalle virga temporalesche, il fragore di un tuono sconvolge i miei condòmini sulle terrazze in sede di "pennichella" e di "tintarella". Il sole batte ancora forte sul mio paese, ma sta per arrivare il finimondo. Io spero in una discreta "passata d'acqua", perché ancor dubito in cuor mio che ciò che accade sui monti possa trasferirsi quaggiù. Che sbaglio! Il fragore del primo tuono altro non era che l'avvisaglia di un fulmineo ed agghiacciante peggioramento che sarebbe arrivato di lì a poco. Stavo "sfogliando" le pagine di MeteoLive, e i salti continui di corrente elettrica non mi hanno dato nemmeno modo di render noto nel Forum ciò che stava accadendo. Ore 14.30 il sole viene coperto, il cielo partorisce nubi come non mai, e le correnti sfornano cellule temporalesche in continuazione. Sui Lucretili e sui Tiburtini (direzione nord-est) compare d'improvviso un nuovo temporale, ma sembra qualcosa enormemente più spaventosa dell'altro in corso. Non passa che un quarto d'ora che inizia d'improvviso a soffiare un vento forte in direzione contraria al nucleo temporalesco. Inizio a capire che sta per succedere qualcosa di importante. Mi armo di videocamera e corro alla finestra a riprendere; come apro i battenti, un fulmine mi accieca e il tuono che segue ad una frazione di secondo mi stende al suolo: tutto già sopra di me! Inizia la bufera! Stento a rialzarmi, stordito da un fragore mai udito prima. Il fulmine è caduto un paio di centinaia di metri da casa mia! Mi sembra incredibile: un quarto d'ora prima c'era il Solleone! Il vento cambia di direzione, e con esso arriva l'acqua, tanta acqua. La visibilità si riduce a centocinquanta metri scarsi: fuori c'è l'indescrivibile. Le raffiche sollevano di tutto, dai balconi del mio condominio volano vasi ornamentali, due sedie di plastica, oggetti vari. Le piante e gli alberi sono martoriati dal vento che incessante spazza tutto ciò che incontra. Sulle strade le autovetture, colte impreparate, non possono fare altro che accostare: sulla strada non si muove nulla! Io, incredulo, inizio a riprendere immagini da amarcord con la mia digital video. Stento ancora a crederci! Magari dalle parti di "Snow" (un partecipante del forum che vive nel Canavese, ndr) tutto questo è quasi normale, ma non qui! Il vento, d'un tratto, impazzisce; cambia direzione più volte, prima di fermarsi del tutto: siamo dentro il vortice! Poi riprende, anche se con minore intensità. Per un'ora si fa buio, siamo in casa con le candele alle 15.30 del 22 agosto!! Al contrario di come era iniziato, tutto gradualmente si spegne. Il temporalone si dirige poi sui Castelli Romani, e di qui verso il litorale. La pioggia termina alle 17, ma già alle 16.15 io ero in macchina armato di macchina fotografica e di videocamera a caccia di immagini "live" sui danni provocati nei dintorni. Vi risparmio quelle che sarebbero le consuete disamine nei servizi Rai sulle ondate di maltempo. Concludo solo dicendo che ho vissuto un intenso pomeriggio con gli occhi sbalorditi ad osservare un fenomeno naturale estremamente affascinante seppur nella sua violenza: il temporale (o nubifragio?, ndr). Basterebbe un pizzico di intuizione per capire che si tratta di un aspetto della natura terrestre talmente consono a quelli che sono i ritmi del nostro pianeta, che dirne male o imprecare al suo passaggio significherebbe ignorare le leggi che regolano la biosfera e dunque gli equilibri chimico-fisico-biologici che ci permettono di giorno in giorno quella strana cosa che tanto ci sembra "ovvia": la nostra vita.

Autore : Emanuele Latini, "arbolle" nel Forum

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