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Lazio e Abruzzo: NEVE e FREDDO al debutto sull’Immacolata

Domenica 7 il passaggio di un fronte ha garantito accumuli insperati anche sul settore Tirrenico, fin sul litorale, provocando nevicate interessanti sull’Antiappennino Lazale. Lunedi 8 è stata invece la volta del settore adriatico, con forti nevicate sul versante orientale dell’Appennino anche a quote collinari e tormente in montagna. Dispersi tre giovani escursionisti sul Gran Sasso. Crollo delle temperature ovunque, -12°C al Terminillo, - 15°C a Campo Imperatore!

Cronaca meteo - 9 Dicembre 2003, ore 11.24

Le festività del week-end dell’Immacolata sono trascorse all’insegna dell’atteso peggioramento del tempo su tutto il Centro Italia. Lazio ed Abruzzo, tra le centrali, sono state le regioni maggiormente interessate da fenomeni. DOMENICA 7 DICEMBRE Il fronte freddo investe gradualmente tutto il Centro, riversando precipitazioni ovunque. Le piogge sono deboli su settore adriatico, Reatino, Fucino, Sabina e Viterbese; moderate invece su Basso Lazio, Ciociaria, Colli Albani e Sublacense. Ovunque però si presentano incessanti e continue, senza soluzione di continuità. Succede così che in alcuni comuni del Pontino si registrino alla fine accumuli complessivi notevoli, che superano i 40mm, come è il caso di Priverno (LT). A Roma, invece, gli accumuli sono decisamente più esigui (anche 5 mm nei quartieri a nord della Capitale). Ma un altro dato significativo è quello della quota neve: fiocchi bianchi cadono a 500 metri sui Monti della Tolfa e su parte del Viterbese; sulla Sabina la neve invece guadagna quote decisamente più alte: sul Monte Gennaro, a quota 1271 metri, le tracce della spolverata non tardano a scomparire già nella mattinata di lunedi; qualcosa in più cade invece sul Pellecchia (m. 1368). Ma in generale sui Lucretili non imbianca sotto i 1000 metri. Sono gli effetti delle tese correnti da est che rendono difficoltosa la precipitazione su queste aree montane. Testimonianza assoluta ne è il Terminillo, dove, a quote prossime ai 2000 metri, si registrano fiocchi radi senza accumulo al suolo, in un contesto di nebbia congelantesi e temperatura che raggiunge i -12°C! Sui Monti Prenestini (Antiappennino Laziale) scendono fiocchi bianchi, bagnati, anche a 600 metri, ma imbianca solo dagli 800 in su. Dieci centimetri di neve cadono a Capranica Prenestina. Qualche fiocco, bagnato o misto ad acqua, cade anche sui Castelli Romani, ma senza lasciar traccia di sé. Dove invece la quota neve subisce un brusco abbassamento è su Ciociaria e Basso Lazio. Lepini ed Ausoni ricevono discreti accumuli nevosi sopra i 1000 metri di altitudine (fino a 30 cm), ma l’imbiancata riguarda zone poste a soli 400 metri. In Ciociaria nevica alla medesima quota, ma senza accumulo (Veroli, Alatri). Su Ernici e Simbruini, però, cadono cospicue quantità di neve. Dieci centimetri a Monte Livata, fino a trenta a Monna dell’Orso, dove tra le altre cose il giorno 8 aprono gli impianti (unica località sciistica del Lazio a farsi trovare pronta in occasione della festività dell’Immacolata). In Abruzzo nevica debolmente, fiocchi radi a L’Aquila, con conseguente spolverata; 10 centimetri di neve si accumulano invece all’uscita del tunnel del Gran Sasso d’Italia sul versante teramano. Precipitazioni più insistenti in zona Parco Nazionale e Maiella, dove si registrano accumuli anche di 10-20 cm. LUNEDI 8 DICEMBRE Mentre ampie schiarite si estendono a tutto il Lazio, l’Abruzzo viene come risucchiato in una sorta di gelido alito che fa precipitare le temperature e dispensa nevicate di moderata intensità un po’ su tutta la regione. A L’Aquila, dopo la spolverata del giorno precedente, cadono più di 10 centimetri di neve fresca. Nevica anche a Sulmona e a Teramo, ma è sulla Maiella e in Alta Val di Sangro che si hanno i maggiori accumuli. Sul Gran Sasso è invece autentica tormenta di neve, con raffiche di vento che sovente superano i 100 km/h e con la colonnina di mercurio che stenta a salire sopra i -10°C, con punte in negativo che sfiorano i -15°C! In serata il tempo peggiora ulteriormente. La neve si infittisce su molte zone nel sud della regione e invade anche la parte più orientale del Basso Lazio. Vere e proprie tormente di neve vengono segnalate sui Monti Simbruini, sulla Meta, sulla Maiella e sul Greco/Genziana. Nevica fitto anche in zona Peligna. Nel frattempo, torna a coprirsi il cielo su Frusinate, Reatino e Sublacense, con la neve che inizia a cadere anche al Terminillo. Dalle montagne del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga arriva la drammatica notizia del mancato ritrovamento di tre ragazi dispersi da due giorni sul versante teramano del gruppo montuoso abruzzese, con ogni probabilità sorpresi da una bufera di neve inizialmente sottovalutata. Le ricerche sono tutt’ora in atto e sembra che stiano portando alla lieta conclusione del ritrovamento (il gruppo è stato avvistato proprio in queste ultime ore).

Autore : Emanuele Latini

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