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Italia Centrale: 7 giorni di tempeste temporalesche

Nell'entroterra laziale e nelle pronvince di Terni, Perugia, L'Aquila, Isernia e Caserta, una settimana di continue tempeste temporalesche hanno creato notevoli disagi alla circolazione e arrecato danni ingenti alle coltivazioni, in primis a quella del grano.

Cronaca meteo - 4 Giugno 2003, ore 10.48

Si era detto "rischio temporali", e alla fine temporale è stato. Ma chi, una settimana fa, avrebbe scommesso un sol centesimo sull'incredibile mole di acqua e grandine, unita ai furiosi colpi di vento, che in questi giorni hanno letteralmente battuto e devastato vaste zone dell'entroterra laziale, umbro ed abruzzese? Nessuno, crediamo proprio nessuno. Si è trattato di un evento con rari precedenti nell'economia di un'intera annata, evento che probabilmente a tutt'oggi non ha ancora emesso il verdetto definitivo, e che molto probabilmente dovrà ancora dire la sua nei giorni avvenire, a cominciare proprio da oggi. La rilevanza dell'evento sta sia nell'intensità dei fenomeni - sicuramente al di sopra delle aspettative - sia nella reiterazione degli stessi, che ormai da una settimana stanno interessando incessantemente le medesime zone con ossessiva cadenza quotidiana, con conseguenti danni ai raccolti e con notevoli dissgi per la circolazione e per le attività umane. Le zone più colpite sono l'Alta Ciociaria, la Sabina, il Sublacense, il Cicolano, il Reatino, la Valnerina e l'Alta Valle dell'Aterno. In molte di queste zone, dallo scorso 28 maggio, ogni giorno si sono registrati temporali, e non in rare occasioni si sono avuti fenomeni di notevole intensità, associati a violente grandinate. In particolare, sui Monti Prenestini, Affilani e Simbruini si è avuta un'intera settimana con temporali pomeridiani. Su queste zone sta piovendo sistematicamente ogni pomeriggio, e non di rado si sono avuti fenomeni intensi, come quello del 30 maggio scorso. Lo stesso giorno, a non molti chilometri di distanza, una violenta tempesta di vento e pioggia si è abbattuta sul tratto autostradale della Roma-Napoli tra la barriera di Roma Sud e l'uscita di Monte Porzio Catone, sul versante nord-occidentale dei Colli Albani. Molte autovetture sono state costrette a fermarsi, mentre altre si sono messe di traverso sulla carreggiata rendendo ancora più difficoltosa la circolazione. Facciamo un passo avanti nel tempo e arriviamo alla giornata di ieri, martedi 3 giugno, quando un violento fenomeno temporalesco innescatosi sui Lepini, si è poi riversato sull'Alta Ciociaria, dove ha scaricato i fenomeni più intensi. Il moto rotatorio delle correnti al suolo, l'impeto dei colpi di vento, la violenza e l'intensità della precipitazione (per lunghi tratti grandinigena) lascia pensare che si sia trattato di un principio di tromba d'aria, sviluppatasi magari in zona disabitata non lontana dal luogo di osservazione. L'area in oggetto è quella compresa nel tratto della SS6 Casilina tra Anagni e Ferentino. Nella circostanza, molti sono stati gli alberi sradicati dalla furia del vento che si sono abbattuti sulla statale, creando non pochi problemi al traffico, mentre l'accumulo medio di grandine al suolo ha sfiorato i 20 cm, con punte di quasi mezzo metro! Danni alle carrozzerie delle automobili, nonché allagamenti negli abitati e nelle strutture industriali di Anagni. Le tempeste temporalesche non hanno risparmiato per certo la Sabina, area da sempre ritenuta a rischio temporali. I fenomeni di questi giorni si sono rivelati particolarmente intensi nella zona compresa tra Passo Corese, Marcellina e Orvinio, dove si sono vissuti attimi di autentico diluvio monsonico. Anche a diverse ore dagli ultimi rovesci, la terra rimane intrisa d'acqua, con allagamenti sia nei centri urbani che nelle aree agricole. Nell'aria si respira un'aria satura di umidità e le alte temperature di questi giorni accrescono il notevole disagio di una popolazione bersagliata dalle angherie di un tempo in questi frangenti incredibilmente bizzarro. Sembra di vivere il giorno successivo ad una rovinosa esondazione! Non si hanno dati certi sulle piogge di questi giorni, ma certo che una valutazione approssimativa non può prescindere da una stima complessiva dell'apporto pluviometrico che si aggiri per lo meno sui 100/120mm per le zone più colpite: tanti! Ancora più delicata la situazione nell'Alta Valnerina e nel Norcino, dove da sei giorni si registrano fenomeni grandinigeni con cadenza quotidiana. Le forti precipitazioni (anche 20cm di grandine), stanno creando notevoli disagi per la raccolta del fieno, letteralmente strapazzato a terra. Se il tempo non concederà una tregua di circa tre o quattro giorni per permettere al fieno stesso di asciugarsi e di essere raccolto, questo andrà velocemente a macerare, rovinando di fatto tutto il raccolto della stagione, con inevitabili ripercussioni sull'economia locale. Chiudiamo infine con il Perugino e L'Aquilano, dove si sono registrati violenti temporali, che localmente hanno causato danni alle colture. In particolare, citiamo la Val Roveto ed il Sorano, dove da una settimana cadono decine di millimetrin d'acqua al giorno! Meno violenti ma pur sempre meritevoli di citazione gli episodi temporaleschi della Bassa Pontina, dell'Iserniense e del Casertano, ai quali nel corso degli ultimi giorni si sono aggiunti quelli del Chietino e del Teramano. In una situazione del genere, in cui ci si auspicherebbe il ritorno del bel tempo, almeno per quattro-cinque giorni, se non altro per evitare ulteriori problemi all'agricoltura, non si deve non tenere in considerazione la situazione opposta che si vive sul litorale tirrenico, a pochi chilometri in direzione "ovest", dove non piove decentemente ormai da mesi, ed dove il deficit pluviometrico sta raggiungendo valori importanti, per non dire allarmanti. Tanto basta per esprimere il difficile e complesso concetto della grande diversità e varietà dei microclimi - in un'area già di per sé ristretta e limitata - del nostro Paese. Si ringrazia per la preziosa collaborazione: Marco Baiocco, Stefano Bartozzi, Claudio Ricci, Marco Scozzafava e Ludovico M. Tacconi.

Autore : Emanuele Latini

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