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FORTE preoccupazione a Pordenone

Cosa dicono i giornali locali?

Cronaca meteo - 22 Novembre 2002, ore 08.13

Anche se ieri i dati sullo "sforo" delle dighe alpine di Ponte Racli e Ponte Antoi potevano essere rassicuranti non si esclude l'arrivo di altre piene proprio nel fine settimana. Rimane dunque l'emergenza maltempo. Sia negli uffici del Genio civile che in Comune la situazione resta costantemente monitorata. Le squadre di protezione civile rimangono allertate per essere immediatamente operative in caso di necessità. Intanto, dal Comune è partita la richiesta di stato di calamità alla Regione. Alcuni tecnici regionali hanno svolto un sopralluogo a Vallenoncello e a Villanova dove si registrano i danni più ingenti. -Una pioggia da record. La quantità d'acqua caduta nei cinque giorni a cavallo dell'ultimo fine settimana è stata piuttosto eccezionale. Da giovedì a lunedì scorsi i pluviometri hanno registrato la caduta di quasi 500 millimetri di pioggia sulla fascia prealpina che interessa la provincia di Pordenone. Si è registrata una punta, nel primo pomeriggio di lunedì, di 215 millimetri. E proprio in quelle ore, a Piancavallo, c'è stata una precipitazione record: oltre 50 millimetri di pioggia caduti in un'ora. «Un evento del genere - come hanno spiegato gli esperti del centro meteo dell'Arpa - si verifica due o massimo tre volte nell'arco di trent'anni. Stando agli studi statistici, infatti, una precipitazione così abbondante in un tempo ristretto è piuttosto rara, tale da essere registrata pochissime volte in un periodo di tempo che comprende tre decenni». Le abbondanti piogge, unite a uno Scirocco molto forte hanno creato quel "mix climatico" molto pericoloso che ha causato le esondazioni dei fiumi e gli allagamenti dei quartieri di Villanova e Vallenoncello. Nel Comune di Pordenone la situazione è tenuta costantemente monitorata. Non si esclude il possibile arrivo di una seconda ondata di piena. Per il fine settimana le previsioni meteo non promettono nulla di buono. Se il livello dei fiumi Meduna, Cellina e Noncello continua a calare, resta invece alto lo stato di attenzione da parte di tutti gli enti. Protezione civile, Comune e Genio civile rimangono in allerta. Pronti a fronteggiare una possibile replica del maltempo che potrebbe portare a un nuovo stato d'emergenza. E sperando che il clima sia più clemente, si cominciano a calcolare i danni. Dal Comune di Pordenone è partita la richiesta dello stato di calamità. «Appena la Regione risponderà dandoci indicazioni su come procedere nel calcolo dei danni - fanno sapere dall'unità di crisi del Comune - i cittadini alluvionati potranno cominciare a spedire le richieste». I primi sopralluoghi da parte dei tecnici comunali sono già cominciati e potrebbero proseguire nei prossimi giorni. Ancora non ci sono cifre sui possibili danni. «Al momento possiamo solo dire - proseguono dal municipio cittadino - che dopo i primi sopralluoghi sembra che i danni provocati dalla tracimazione dei fiumi siano inferiori a quelli del giugno scorso». Intanto non si placano le polemiche sulle cause e sulle eventuali responsabilità delle esondazioni. A protestare questa volta sono anche alcuni studenti di Claut e di Cimolais costretti a un lunghissimo giro al ritorno da scuola a causa della chiusura della statale 251 a causa della tracimazione del torrente Varma. «Per l'ennesima volta - scrivono gli studenti in una lettera - ci siamo ritrovati a dover affrontare un centinaio di chilometri in più per il rientro a casa dalle scuole di Pordenone dove ci rechiamo quotidianamente. Questa situazione crea disagi già da alcuni anni: è strano che ancora non si sia trovata una soluzione». Disagi anche in Valtramontina dove - nel tratto iniziale della pista forestale Comesta-Tamar-Monte Celant - si è verificata una frana che ha provocato alcuni danni. Sempre nel comune di Tramonti di Sotto sarebbe a rischio anche la condotta dell'acquedotto Chievolis-Faidona, già gravemente danneggiata, come riferisce il sindaco Arturo Cappello, dall'alluvione della scorso mese di giugno. E sul maltempo è stata presentata anche un'interrogazione da parte del consigliere regionale Franco Dal Mas. «Dal '66 a oggi - scrive l'esponente forzista nel suo documento - non è stata realizzata alcuna opera idraulica importante che possa ridurre i pericoli derivanti dalle esondazioni. Per questo diventa ancora più urgente la realizzazione della diga di Colle. Per l'emergenza sarebbe inoltre necessario provvedere urgentemente all'asporto della ghiaia in esubero negli alvei dei fiumi». Sintesi dai quotidiani locali. Si ringrazia il Signor Adriano di Cordenons.

Autore : Redazione

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