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DOSSIER sull'episodio temporalesco del 3/4 agosto in Veneto

La Coldiretti: danni per miliardi. La provincia di Verona ha chiesto lo stato di calamità naturale.

Cronaca meteo - 6 Agosto 2002, ore 08.24

Si fornisce un aggiornamento sui dati meteo registrati dalla rete dell'ARPAV, durante il transito dell'intenso sistema temporalesco a multicella sulla fascia centrale del Veneto nelle prime 6 ore di domenica. Il sistema, generatosi fra Milano e Crema nella tarda serata di sabato (vedi immagine Meteosat delle ore 23 del 3 agosto) si è sviluppato ed ingrandito molto rapidamente e si è mosso verso il Veneto nelle ore successive (vedi analoghe immagini delle ore 01 e 03 del 4 agosto). Il suo "ingresso" nella regione Veneto (Lago di Garda) è avvenuto verso le ore 2.45 e ha presentato subito una prima intensa cella temporalesca (la più violenta), seguita da altre due. L'enorme sistema temporalesco ha percorso, con la sua parte più violenta, tutta la fascia centrale del Veneto (Veronese, Vicentino, alto Padovano, Trevigiano e alto Veneziano). Nell'immagine del satellite polare delle ore 4.17 è possibile notare la vastità di tale sistema. Dal Veneto è "uscito" verso le ore 6.30, dopo aver percorso circa 150 Km in circa 3 ore, presentando una velocità media di spostamento di 50 Km/h. Le massime intensità di pioggia registrate dalle stazioni dell'ARPAV- Centro Meteorologico di Teolo sono state: in 15 minuti 34.6 mm a Malo (VI), 31.6 mm a Zero Branco (TV) e 26.2 mm a Vicenza. In 5 minuti da segnalare i 20.6 mm a Gaiarine (TV), un valore quasi record, i 16.8 mm a Trissino (VI) e 17.4 mm a Zero Branco (TV). Probabilmente alcuni di questi valori sono sottostimati a causa del forte vento e della caduta della grandine. Nella zona più colpita dalla grandine (costa sud-orientale del Lago di Garda) la stazione di Bardolino (VR) non ha registrato valori elevatissimi ma probabilmente proprio a causa delle forti raffiche di vento e della caduta della grandine che hanno ridotto la quantità d'acqua che è entrata nel pluviometro. E' possibile comunque individuare tre "ondate" distinte: la prima verso le ore 3 (11 mm in 10 minuti), la seconda verso le 4.15 (13.8 mm in 10 minuti), la terza attorno alle 5.25 (2.2 mm in 10 minuti). Le velocità massime del vento registrate dalle stazioni meteo sono state: 74 Km/h a Bardolino (VR) alle ore 1.48, 85 Km/h a Quinto Vicentino (VI) alle ore 4.20 e 96 Km/h a Mogliano Veneto (TV) alle ore 5.09. Si precisa che una rete di stazioni meteo, per quanto capillare, non sempre è in grado di misurare i valori massimi di un fenomeno come quello in esame, per cui è possibile che in altre zone non monitorate la pioggia ed il vento abbiano assunto valori anche maggiori. Per quanto riguarda le diffuse, violenti raffiche di vento va detto che sono state causate dalle cosiddette "raffiche verso il basso" o "downburst", che anticipano e accompagnano la fase iniziale dei fenomeni. Queste "downburst" sono causate dalle fortissime correnti discendenti che si producono all'interno di un cumulonembo "maturo" e che, una volta toccato il suolo, divergono verso la periferia del temporale, acquistando talvolta velocità e pericolosità. Data l'estensione della zona interessata dai forti venti e dal percorso estremamente lungo fatto dalla multicella temporalesca (dalla Lombardia al Friuli) è da escludere che all'origine delle forti raffiche di vento vi sia una tromba d'aria. Di solito le trombe d'aria interessano una fascia di terreno molto ridotta (al massimo un centinaio di metri) e percorrono un itinerario massimo di 40-50 Km. Famosa la tromba d'aria o "tornado" che l'11 settembre 1970 partì dai Colli Euganei, passò poco a sud di Padova, attraversò Venezia e si spense dalle parti di Iesolo. Da segnalare, infine, che nella tarda serata-nottata di domenica nuovi intensi fenomeni temporaleschi, anche se più localizzati, hanno interessato il Veneto: 15 mm in 5 minuti a Fossalta di Portogruaro (VE) e 12 mm in 5 minuti a Valle di Cadore (BL), con raffiche di vento di 68 Km/h a Mestre (VE) e 67 Km/h a Chioggia (VE).

Autore : Bruno Renon

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