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Alluvione nel sud Toscana: il triste elenco dei danni e le zone più colpite

Un primo sommario bilancio delle forti piogge che hanno colpito la regione il 29 ottobre scorso.

Cronaca meteo - 1 Novembre 2004, ore 11.16

L'alluvione che ha colpito la Toscana meridionale difficilmente sarà dimenticata da migliaia di persone; sono 118 i millimetri di pioggia caduti in quattro ore ad Arezzo, addirittura 125 a Monte San Savino, un quantitativo sufficiente ad imporre l'apertura della diga di Levane per far defluire l'improvvisa piena; 120 mm. sono caduti in tre ore a Siena città, oltre 100 mm per il Grossetano. Lunga la lista delle zone colpite ad Arezzo città: Pesciaiola, (complice le fogne vecchie di 50 anni e non più adeguate ad un quartiere enormemente cresciuto, nelle abitazioni e nei negozi),Bagnoro, nella zona di via Giotto e di via Romana, San Marco, i sottopassi di via Arno, via Veneto e via Ferraris, oltre che all'ospedale. Rotti gli argini del torrente Sellina, in provincia esondati il torrente Vescina, verso Lucignano, il torrente Esse a Monte San Savino con la chiusura della zona industriale e della strada provinciale 26. Forti rischi di esondazione per l'Ambra che poi ha ridimensionato la portata. Problemi alla viabilità sulla 71, tra Olmo, Matto e Policiano, sulla 69 a Ponticino causa una frana, a Laterina e a Pietraviva. Gli esperti affermano che eventi così disastrosi hanno un tempo di ritorno di 180 anni. Due milioni di danni è l'ammontare provvisorio a Arezzo e provincia. Nel Senese le zone più colpite, oltre alla città del Palio in cui le strade si sono trasformate in torrenti da rafting, sono state Monteroni d'Arbia, Asciano, Buonconvento e Sovicille. Nove feriti per fortuna non gravi per incidenti stradali a Rapolano, Acquacalda e Castellina in Chianti. Problemi sulla linea ferroviaria Siena-Grosseto per alcuni smottamenti del terreno sotto i binari tanto da cancellare alcuni treni o creando fortissimi ritardi. Da segnalare il soccorso a 4 cercatori di funghi nei boschi tra Monticano e Iesa, in località La Sughereta; il nubifragio li aveva sorpresi intorno alle 15 e sono rimasti bloccati per l'improvvisa piena del torrente La Gonna, affluente del Merse. I quattro hanno chiesto aiuto con un cellulare, e per i soccorsi ci sono volute diverse ore. Salvo anche il malloppo: un buon numero di funghi. Non meno disastrosa la situazione a Grosseto e provincia. Case, cantine e sottoscala alluvionate, tetti che non hanno retto, auto ferme nei laghi di fango, campagne e giardini distrutti, zone industriali e artigianali messe in ginocchio. Nel territorio di Grosseto migliaia di ettari di terreno sono andati distrutti, specie a Barbaruta, Sticciano e Braccagni, dove un brigadiere dei carabinieri per salvare dalle acque alcuni bambini si è fatto aiutare dalla moglie. Alle 15,30 di venerdì l'Ombrone aveva raggiunto il picco massimo di piena arrivando a quota 6,41 ma poi alle 20 la situazione è leggermente migliorata. I comuni colpiti dalla alluvione tra gli altri sono stati Roccastrada, Grosseto,, Campagnatico, Civitella e Castiglione della Pescaia dove il fiume Bruna ha esondato nel centro storico, perse 15 imbarcazioni. In "superpiena" il Sovata. Nella cittadina marittima è caduto in cinque ore un quarto di acqua rispetto a quello che cade in un anno. Forti disagi nelle strade di Buriano, Vetulonia, Ampio e Cacciagrande. Danneggiato il palazzetto dello sport. Nella zona di Roccastrada le zone più colpite sono state Sticciano scalo, Madonnino e Aratrice, una ventina di famiglie fatte evacuare poi fatte rientrare nelle proprie abitazioni. Nel comune di Civitella per colpa dei torrenti Gretano, Lanzo e lo stesso Ombrone è impossibile quantificare i danni. Nella zona sono spariti alcuni terreni, sommersi da centimetri e centimetri d'acqua. Treni fermi con 240 persone a bordo dell'intercity Napoli-Spezia. L'ammontare dei danni per l'alluvione è di 3 milioni e 300mila euro.

Autore : Germano Fabris

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