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Uno sguardo al lungo termine: cosa potrebbe accadere tra agosto e settembre?

Il passaggio di consegne tra estate ed autunno è ancora difficilmente inquadrato dai modelli di previsione che stentano a proporre una di tendenza chiara ed univoca. Meteolive prova a dire la sua, chiarendo quali potrebbero essere i protagonisti della scena meteorologica europea ed italiana tra la terza decade di agosto e la prima decade di settembre.

Considerazioni - 17 Agosto 2013, ore 13.10

L'estate 2013 si riconferma una stagione dalle caratteristiche assai diverse rispetto alle ultime annate "made 2000", spesso e volentieri dominate dall'anticiclone afro-mediterraneo. Il Jet Stream polare è infatti riuscito a mantenere una buona vivacità anche nel cuore della stagione estiva, favorendo in più di un'occasione la distensione dell'anticiclone azzorriano sin verso il bacino del Mediterraneo.

Alcune importanti anomalie negative della temperatura marina sono sopravissute all'estate, mantenendosi attive soprattutto tra i settori groenlandesi ed est canadesi. Da qui è ripartito proprio in questi giorni un ricompattamento del Vortice Polare con netto anticipo rispetto all'anno 2012, riportando sull'Europa un abbozzo di zonalità con la formazione di alcune importanti depressioni sull'Atlantico settentrionale.

Con queste premesse quale potrebbe essere l'evoluzione futura del tempo atmosferico in Europa?

Il ricompattamento del Vortice Polare a partire dai settori canadesi e nord-atlantici rappresenta senza dubbio una novità rispetto alle annate appena trascorse. I modelli matematici fanno ancora fatica ad inquadrare quale potrebbe essere la conseguenza di una ripresa delle vorticità zonali su questi settori. Nelle ultime annate infatti, il ricompattamento del Vortice Polare in troposfera è partito spesso e volentieri dal comparto euroasiatico, vedendo l'oceano Atlantico come protagonista ideale di alcune importanti elevazioni anticicloniche in senso meridiano, foriere di veri e propri "blocchi" alla circolazione zonale. Questa condizione che ha portato come conseguenza un forte raffreddamento dell'area euroasiatica.

Volgendo lo sguardo al tempo europeo entro la fine del mese, appare subito chiara la volontà dell'atmosfera di voler preservare quanto andrà costruendosi in queste giornate sul comparto nord-Atlantico. Al contempo i modelli sul lungo termine "spingono" nel prevedere ancora una volta un raffreddamento euroasiatico con modalità simili a quelle del recente passato, con la tendenza ad un netto raffreddamento termico rivolto ai settori scandinavi settentrionali. Una ripresa dell'attività ciclonica di natura squisitamente artica andrà quindi a contrapporsi con una ripresa delle vorticità anche sui settori nord atlantici e groenlandesi.

Con queste premesse è facile ipotizzare l'avvio di una sorta di "competizione" tra questi due grandi poli depressionari posti alle latitudini polari, i quali assieme all'anticiclone delle Azzorre saranno i principali protagonisti del tempo europeo nell'ultimo scorcio di agosto e probabilmente anche del mese di settembre.

Quale potrebbe essere il destino del nostro Paese?

Nonostante l'anno 2013 segni una sostanziale ripresa delle vorticità zonali in sede nord-atlantica, è difficile poter immaginare l'interessamento del nostro Paese da parte del solo contributo instabile derivato da questa massa d'aria. Assai più facile poter immaginare una sorta di "patto d'alleanza" tra depressioni artiche ed atlantiche, due forze messe assieme, che saranno in grado di poter estendere l'influenza delle prime masse d'aria fredda dalle caratteristiche autunnali sin verso il Mediterraneo, avviando la stagione estiva al tramonto.

Quando potrebbe succedere?

I modelli abbozzano l'eventualità di una netta battuta d'arresto della stagione estiva a cavallo tra gli ultimi giorni di agosto e la prima decade di settembre. Si tratta tuttavia di una linea di tendenza ancora incerta, che andrà verificata accuratamente nei prossimi giorni.


Autore : William Demasi

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