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Uno scempio a cielo aperto!

Sulle alture di Genova giace una cava abbandonata da oltre 20 anni in un luogo dai panorami splendidi. La zona potrebbe sicuramente essere sfruttata al meglio, ma nessuno fa niente.

Considerazioni - 20 Marzo 2003, ore 15.41

Il pomeriggio è di quelli piacevoli, con il sole tiepido e poco vento, uno di quei pomeriggi che ti invogliano ad uscire di casa. Si può decidere anche di non recarsi in centro, ma di salire su per le colline che circondano Genova, per godere del fantastico panorama che anche nelle giornate non troppo limpide si riesce a vedere. Così facciamo. La nostra automobile sale per le curve che sovrastano il quartiere di San Fruttuoso e in poco meno di un quarto d’ora siamo nell’abitato di Camaldoli, poche case e una chiesa che fa capo alla comunità di Don Orione. Cerchiamo di proseguire ancora, ma la strada risulta impraticabile a causa dei ripetuti nubifragi che quest’autunno hanno trasformato il vecchio percorso in un autentico fiume, con detriti di ogni genere. Siamo costretti a lasciare l’auto parcheggiata in uno spiazzo e proseguire a piedi per uno bosco misto di castagni ed ontani neri. I rami degli ontani hanno già qualche gemma, mentre i castagni sono ancora indietro e mostrano i rami completamente spogli. Il posto sembra carino, ma purtroppo qualcuno ha deciso di intaccarlo, gettando un’automobile vecchia in fondo ad una scarpata. Il bianco della carrozzeria filtra attraverso i rami del bosco e sinceramente ci chiediamo perché qualche persona non debba avere il minimo rispetto per l’ambiente. Si prosegue sotto un sole tiepido e una leggera brezza; tra l’erba ancora rinsecchita si sentono ogni tanto i fruscii delle prime lucertole che subito fanno capolino appena la bella stagione dà i primi segni di risveglio. Ancora qualche passo ed arriviamo a destinazione. Dove? In un posto bellissimo, dove si gode un panorama splendido. Il mare sembra luccicare come uno specchio e si vede nitidamente la Lanterna e il porto. Tutta la città sembra a portata di mano! Nelle giornate limpide si riesce a vedere tutta la Riviera ligure di ponente fino a Capo Mele e quando è proprio limpidissimo anche la Corsica. Cosa c’è che non va allora? Con un posto del genere, i quartieri genovesi sottostanti hanno un autentico “tesoro” a disposizione dove andare a rilassarsi e riposarsi, magari in estate e dopo una giornata di lavoro. Cosa c’è di meglio? Il problema è che questo tesoro non può essere sfruttato. Se da un lato il panorama splendido ci invoglia a restare a lungo sul posto, lo spettacolo che ci si presenta alle nostre spalle è a dir poco raccapricciante. Ci troviamo in una cava, abbandonata da oltre vent’anni, con un monte letteralmente squarciato; la roccia nuda contrasta con l’azzurro del cielo, dando al paesaggio un aspetto lunare. Poco sotto è ancora visibile il piazzale dove i camion si fermavano per caricare il materiale e vicino le vecchie attrezzature arrugginite e fatiscenti. Tutto è squallido, sporco, ci si sente angosciati a vedere quel monte tagliato di netto, con le rocce franate sul piazzale sottostante. Ci si sente angosciati a vedere i detriti buttati negli angoli e osservare che le buche fatte per estrarre il materiale a suo tempo sono state riempite di rifiuti di ogni genere! Ci si sente angosciati, soprattutto, per il grande inutilizzo e la conseguente incuria presente in questo posto che, se qualcuno volesse, potrebbe trasformare in un’area ricreativa, in un punto panoramico dove portare anche i bambini a giocare tranquillamente. Invece no! Le vecchie casupole che contenevano i macchinari ormai dimessi, sono il rifugio per persone poco raccomandabili e i mucchi di detriti rovinosamente caduti dal monte in precedenza violentato sono diventati percorsi per appassionati di motocross. Dopo aver visto tutto ciò, una domanda sorge spontanea: ma perché non si è fatto nulla per bonificare questa zona? Perché si lascia tutto all’abbandono, in un luogo che potrebbe essere sfruttato al meglio per qualsiasi attività, data l’estrema vicinanza alla città e lo splendido panorama che vi si può godere, ma soprattutto perché ci si lamenta sempre della mancanza di luoghi per creare spazi adatti alla ricreazione e invece molto spesso si possiedono e non si sfruttano? Un giorno torneremo a visitare questo posto, sperando che nel frattempo qualcosa sia cambiato e di non dover chiudere gli occhi ancora davanti a questo scempio.

Autore : Paolo Bonino

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