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La meteo di oggi: l'uomo serve ancora per fare previsioni?

Uomo o macchina? L'emblema del progresso che toglie la manodopera e affida il lavoro alle macchine fortunatamente non ha preso piede nel campo della meteo, anche se determinanti passi avanti sono stati fatti ad opera dei super calcolatori.

Considerazioni - 16 Gennaio 2012, ore 13.33

 Una interessante discussione sul nostro Forum http://meteolive.leonardo.it/meteoforum/l-uomo-serve-ancora-per-fare-le-previsioni-del-tempo-t38058.html ha dato spunto alla nostra redazione per introdurre un interessante discorso su quello che è oggi il rapporto tra uomo e macchina nel campo della previsione meteorologica. In una intervista di non molto tempo fa, il generale Andrea Baroni aveva disegnato la figura del meteorologo suddividendone le affinità in tre settori: Fisico, Matematico e Previsore.

Possiamo approfondire il discorso aggiungendo che in meteorologia, come in tutti i campi dove si lavora in equipe d'altronde, si va dall'operaio al dirigente, passando per impiegati e funzionari. Tutti hanno un proprio ruolo, una propria specializzazione, pur lavorando nella stessa direzione: si va dal semplice raccoglitore di osservazioni a chi invece si occupa del prodotto finale, che è la divulgazione delle previsioni.

Nel nostro caso fisici, matematici, programmatori, modellisti e previsori sono tutti tasselli del lavoro del meteorologo, una figura professionale generica che, probabilmente anche a causa della sua complessa e molteplice trasfigurazione, non ha riconoscimento tramite relativo albo. C'è anche da osservare che in Italia il corso universitario di Fisica dell'Atmosfera e Meteorologia (al momento sono attive la Facoltà di Tor Vergata a Roma e la FAM di Bologna) forma ottimi teorici ma la pratica quotidiana e concreta della previsione, e soprattutto la sua divulgazione, è tutta un'altra cosa. 

Fisici, matematici, divulgatori: ma quali sono le mansioni affidate a ognuno di essi? Ecco un quadro di massima:

Il Fisico si occupa di applicare alla modellistica (fornita a sua volta da programmatori informatici con grafica curata dai modellisti) le formulazioni più appropriate: ogni situazione si presta in modo differente, tanto che le equazioni primitive, quelle base per elaborare un modello, vanno integrate con altre equazioni che spaziano dalla macroscala alla microfisica. Si trattano numericamente elementi come masse d'aria di vastità continentale, oppure la fisica delle nubi che tratta i processi che avvengono tra goccioline di centesimi di millimetro.

Il Matematico subentra a monte quando la trattazione numerica dei processi fisici diventa tale da necessitare appropriate approssimazioni, nonchè particolari algoritmi di lavorazione, elaborazioni statistiche o semplicemente per introdurre correttivi volti ad arginare gli inevitabili errori dovuti all'approssimazione dei calcoli. I calcolatori infatti sfornano anche 20-30 mila miliardi di operazioni al secondo e, con le approssimazioni matematiche delle equazioni, i risultati possono amplificare rapidamente e in via esponenziale eventuali (frequenti) errori, tali da inficiare il run finale del modello.

Il Previsore è quello che interpreta i dati grezzi; un tempo si armava di carta e matita e disegnava il tutto di suo pugno. Oggi, lasciata la parte grafica ai computer, ci mette comunque del suo: esperienza, memoria, conoscenza del territorio. Sono tutte cose che nessuna macchina potrà mai fare. Una osservazione: in TV chi legge il lavoro finale dei previsori, ad eccezione delle emergenti meteorine il cui scopo non è certo quello divulgativo (e per fortuna che ci sono siti web come Meteolive a sopperire e ad approfondire), sono essenzialmente colonnelli, generali, dirigenti, perchè?

Leggere dieci righe di previsione non è certo il passaggio più difficile dell'iter prognostico, ma cimentarsi in un approfondimento sinottico richiede senz'altro doti non comuni di sintesi e di divulgazione. Uno speaker computerizzato ad esempio, pur permettendo notevole risparmio, non renderà mai quanto un ottimo divulgatore. E' il divulgatore che valorizza il complesso lavoro dell'equipe nascosta dietro le quinte. Prendete il nostro Capo Redattore Alessio Grosso: lo scambiereste con due freddi speaker a voce metallica? 


Autore : Luca Angelini

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