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L'INVERNO STA ARRIVANDO

Chi va piano va sano e va lontano

Considerazioni - 14 Dicembre 2000, ore 15.16

L'inverno ormai è indiscutibilmente alle porte, lo testimoniano la situazione attuale di configurazioni bariche in movimento, l'assetto generale nell'emisfero polare, la discesa termica nelle zone settentrionali europee ecc..., ed è proprio per questo che si accendono le discussioni e gli animi per il futuro di questa stagione che tanto è desiderata e che spesso ci ha colto con cocenti delusioni ed attese disilluse. Grande interesse per lo strat-warming, fenomeno riconosciuto come causa di inverni gelidi sullo scacchiere europeo e americano, ma dai meccanismi ancora misteriosi per quanto concerne lo sviluppo, la potenza e la traiettoria di codesto lago freddo che si riversa verso le latitudini meridionali con diverse intensità e direzioni. E giù a discutere, a controllare modelli che variano la situazione in preda a continui aggiornamenti e nuovi calcoli, per nulla facili, di certo non è il lavoro più rilassante da consigliare, ma comunque appassionante, se non altro vedere come la natura tenga sotto scacco numerosi esseri umani che consapevoli della loro cultura sulla materia e con l'aiuto di potenti computers e mezzi di rilevazione all'avanguardia, sono costretti ogni 12 ore a rimodellare o addirittura stravolgere ciò che fino a poco prima era quasi dato per certo, questo ancora una volta a sottolineare che l'uomo è lontano ancora dal comprendere il funzionamento della macchina terra. Si è anche molto discusso del riscaldamento globale, delle cause che lo determinano, fino a che punto possa arrivare e quali conseguenze porterà all'uomo e al sistema ambientale: dibattiti anche accesi conclusisi con divergenze di opinioni anche grandi, correnti diverse di persone che urlano le loro teorie, ma non arrivano poi a soluzioni determinanti e l'unica cosa che ci resta da sperare è che la Terra faccia da se, e riesca con il suo ecosistema a riequilibrare ciò che la "torre di babele" umana non riesce a concordare. Ma inesorabilmente l'inverno arriva, ogni volta in un periodo diverso, abbiamo assistito ad inverni precoci, interrottisi nel bel mezzo del ciclo naturale per riprendere quando ormai la stagione primaverile doveva succedergli, o al contrario ritardati e brevi con fenomeni concentrati da metà gennaio a metà febbraio lasciando lunghi periodi precedenti o successivi quasi estivi, dimenticando le stagioni intermedie, importanti per la preparazione e il compimento della stagione invernale così cruda e non facile da trascorrere per certe fasce umane deboli, che si vedevano così catapultare da l caldo al freddo in un batter d'occhio con tutte le conseguenze che la medicina conosce e ci indica ogni stagione. Ma quest'anno, l'autunno ha fatto la sua ricomparsa, seppur con valori eccessivi, ci ha portato ad un graduale passaggio anche se non indolore verso una stagione che inizia con un certo ritardo, ma con gradualità, pur se accelerata dal tempo perduto. Ed è la gradualità che a mio parere le darà quella consistenza che le permetterà una durata e una costante apprezzabile tanto da farci vivere un periodo quasi dimenticato, regolare, da poter dire alla fine che l'inverno si è fermato qui stabilmente, facendo bello sfoggio di se, regalandoci fenomeni da ammirare e un Natale da non dimenticare. Con la speranza che sia così, con la certezza che sarà una stagione che farà parlare molto di se animando gli animi di noi che la seguiamo passo passo e che di certo non moriremo di noia dietro a alte pressioni calde e stabili come successo fin troppo spesso negli ultimi decenni, continuiamo a osservare le carte e a guardare cielo e termometri, nell'attesa di certo non disillusa che presto vedremo scendere bianchi e rassicuranti fiocchi di tanto desiderata neve.

Autore : Costantino Meghini

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