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L'importanza di una corretta previsione del tempo in montagna

L'esperienza degli esperti locali a volte vale più di ogni previsione.

Considerazioni - 22 Agosto 2002, ore 12.29

Domenica 21 Luglio 2002 - Valdaora 1050 m. s.l.m. - Val Pusteria - BZ- Al mattino appena sveglio aprii le persiane, era decisamente una bellissima giornata quella che stava iniziando. Cielo azzurro con un bel sole splendente che riscaldava l'aria frizzante del mattino. Solo verso il Plan de Corones si poteva scorgere qualche nuvola bianca; tutt'intorno azzurro intenso. Pensai subito che quella era la giornata ideale per una bella passeggiata in alta montagna. Anche mia moglie, condividendo la decisione della passeggiata, aiutò la piccola Chiara a vestirsi. Dovevamo solo scegliere la meta, cosa difficoltosa, in quanto nelle Dolomiti, qualsiasi destinazione ha il suo fascino. Rimandammo la decisione a dopo colazione; a stomaco pieno si ragiona meglio. Scendemmo nella sala da pranzo dell' albergo nel quale stavamo trascorrendo le nostre vacanze estive. Durante la colazione iniziammo a valutare i vari itinerari possibili, pregustando già gli incantevoli scenari che si sarebbero presentati ai nostri occhi. Coinvolgemmo nella scelta della meta anche il sig. Hans (proprietario dell'albergo) chiedendogli consigli su quale zona era meglio visitare con una giornata così. Il sig. Hans, ci rispose serenamente con il suo italiano dallo spiccato accento altoatesino: " Per oggi, è meglio restare in zona e non avventurarsi in alta montagna. Per mezzogiorno aspettiamo un bel temporale, quelle nuvole bianche che vedete sul Plan de Corones annunciano l'imminente arrivo di brutto tempo." Non volevo crederci, ma conoscendo il sig. Hans (nativo di quel posto) ero sicuro che non stava parlando per niente. Dopo qualche esitazione decidemmo, un po' a malincuore, di ascoltare il suo consiglio e di optare per una meta più vicina e meno rischiosa. Finita la colazione quindi, preparammo zaino, scarponi e ci incamminammo verso la zona boschiva del paese per una tranquilla passeggiata in cerca di funghi e mirtilli. Continuai comunque a scrutare il cielo, soprattuto nella zona del Plan de Corones. Avrei voluto vedere dissolversi quelle nuvole per poter riprendere la decisione della gita in alta montagna, ma al contrario quelle nuvole stavano rapidamente aumentando di volume e da bianche iniziavano a diventare sempre più grigie e minacciose. Verso le 11.30 si alzò il vento e dopo qualche minuto si udì, in lontananza, il sordo rumore di un tuono. Il sig. Hans aveva ragione, da lì a breve sarebbe arrivato un temporale. Invertimmo la marcia e ritornammo verso l'albergo, cercando di accellerare il passo in quanto il cielo si stava velocemente coprendo, il sole sparì dietro le nuvole ed i tuoni si udivano sempre più vicini. Arrivammo finalmente in albergo quando iniziarono a cadere i primi goccioloni di pioggia, il sig. Hans ci accolse con un sorriso che sembrava dire :" Ve lo avevo detto che arrivava il temporale.". Erano le 12 in punto! Coincidenza o fortuna nell'aver previsto ed azzeccato l'ora di arrivo del temporale? O forse frutto dell'esperienza di chi è nato e vissuto in un posto dove ti insegnano fin da piccolo a rispettare ed a capire i fenomeni della natura? Per chi vive in montagna, queste cose aiutano a decidere come e quando muoversi, evitando così rischi inutili. La cronaca delle disgrazie accadute in montagna insegna che non è la "montagna assassina", ma è l'escursionista sprovveduto. Un tuono assordante interruppe questo mio pensiero, nel frattempo la pioggia era diventata torrenziale, il cielo plumbeo veniva ogni tanto rischiarato dai fulmini che continuavano a cadere nei dintorni. La temperatura esterna era decisamente scesa, optammo quindi per un buon pranzetto che il solerte Sig. Hans si apprestò subito a prepararci. Lentamente il temporale si allontanò, smise di piovere e qualche raggio di sole iniziò a trafiggere le nuvole, dando vita ad uno spettacolo che non avevo mai visto. Un bellissimo arcobaleno spiccava sulla parte di cielo ancora scuro e pieno di pioggia, mentre un raggio di sole illuminava il verde dei boschi circostanti. Mi apprestai subito ad immortalare quel momento con una foto. Guardai poi verso il Plan de Corones sperando di vederlo finalmente sgombro dalle nuvole, ma ahimè altri nuvoloni stavano sopraggiungendo da quella parte. Consultai subito il sig. Hans chiedendogli :" A che ora prevede l'arrivo del prossimo temporale?" Mi rispose sorridendo:" Vedo che hai imparato qualcosa oggi." Aggiunse poi: "Per l'ora di cena o anche prima arriverà un altro temporale. " Così avvenne. La delusione per non aver potuto effettuare quella gita, venne subito cancellata dalla soddifazione di aver imparato due cose: ascoltare i consigli di chi, come dicevo prima, ha colto fin da bambino i segni del tempo. E poi la piccola soddisfazione di aver imparato come scrutare il cielo di quella zona, prevedendone gli sviluppi.

Autore : Umberto Lissoni

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