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Gli indici AO e NAO vogliono rovinare l'ultimo piano del Generale Inverno

Dopo settimane di incubazione la stagione fredda ha deciso di uscire allo scoperto ma la circolazione generale dell'atmosfera non esiterà a metterle i bastoni tra le ruote

Considerazioni - 29 Febbraio 2008, ore 09.47

Primavera indietro tutta. L'ordine del grande nord è inappellabile, l'inverno non ha ancora esaurito il suo compito. La prossima settimana potremmo assistere ad una delle classiche sfuriate di un inizio marzo più a connotazione tardo invernale che pre-primaverile. La grande depressione d'Islanda non rimarrà più inchiodata alla sua amata isola atlantica ma si librerà verso l'Europa e potrebbe puntare questa volta dritto dritto verso la nostra penisola. Sarebbe tutto facile vista cosi, se non che saranno molte le condizioni che remeranno contro agli affondi perturbati. Tanto per iniziare le Alpi si troveranno esattamente nel mezzo e risulteranno determinanti nella destinazione finale delle colate fredde in arrivo. Abbiamo parlato al plurale. Certo, perchè l'esuberanza di tutto quel gelo accumulato sull'Artico in questo strano inverno polare si riverserà a più riprese verso le medie latitudini. Le carte al momento più affidabili mostrano l'impulso apripista giungere a ridosso delle nostre regioni settentrionali martedi 4 marzo ma l'indice NAO da una parte e il vortice polare dall'altra potrebbero però stravolgere i piani del Generale. Il primo (oscillazione della pressione ai due estremi dell'Atlantico) rimarrà in terreno neutro tendente al positivo, mentre il secondo ( AO, oscillazione della pressione tra l'Artico e le medie latitudini) punterà con tutta probabilità nuovamente verso l'alto. In sostanza la situazione vedrebbe un anticiclone delle Azzorre pronto a spingere verso i Balcani le colate fredde e in seguito un vortice polare nuovamente in forze che favorirebbe una nuova rimonta stabile verso il bacino del Mediterraneo. In ogni caso nei prossimi giorni la corrente a getto dovrebbe impattare la catena alpina da nord-ovest nel suo settore centro-orientale e alle quote inferiori l'aria fredda si incanalerà in parte dalla valle del Rodano (al momento pare 35% del totale) e in parte da quella della bora (rimanente 65%). Una tale situazione potrebbe portare con maggiore probabilità alla formazione di un minimo temporaneo sul medio Adriatico e quindi al sud dove potrebbe isolare una goccia fredda. Non si esclude anche una temporanea ciclogenesi sull'alto Adriatico la quale andrebbe in ogni caso a confluire nella medesima posizione finale. Sostanzialmente gli indici ci suggeriscono che lo zoccolo duro del tempo perturbato si porterebbe sui Balcani viaggiando sul lato orientale della nostra penisola, limitando quindi al nord-ovest un transito più rapido e sbrigativo. La prognosi in questi casi tuttavia non è mai scontata, anzi risulta semmai alquanto complessa in dipendenza anche dalla vorticità localmente imprevedibile che si crea in seguito agli impatti orografici delle correnti. Il consiglio è quello di seguire con attenzione i nostri aggiornamenti.

Autore : Luca Angelini

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