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Gli animali e la siccità

Questo lungo periodo di siccità sta mettendo a dura prova persino la sopravvivenza di alcuni animali. Se non dovesse piovere in tempi brevi la situazione potrebbe diventare drammatica.

Considerazioni - 22 Luglio 2003, ore 10.25

L’acqua: una risorsa indispensabile. Molto spesso la si spreca, non pensando alla sua reale utilità. Solo quando la pioggia smette di cadere dal cielo per mesi, allora il problema “acqua” torna alla ribalta, insegnandoci che non si tratta di una risorsa illimitata, ma di un bene prezioso. Tutte le forme viventi, in pratica, sono messe in crisi da questa carenza idrica che colpisce soprattutto il nord Italia, dove sono mancate sia le nevicate invernali, sia le piogge primaverili. Le immagini dei telegiornali scorrono sotto i nostri occhi, mostrandoci i fiumi ridotti a pietraie e le nostre campagne completamente rinsecchite. Si parla spesso e giustamente del rischio black-out elettrici, dei danni che sta subendo l’agricoltura e dei possibili razionamenti idrici a cui potremmo andare incontro. Si parla poco, invece, di ciò che sta capitando nel mondo animale. L’acqua, naturalmente, è una risorsa indispensabile non solo per l’uomo, ma per qualsiasi forma vivente. Provate a passeggiare in un bosco in questo periodo. Normalmente la copertura vegetale garantisce umidità e refrigerio e la nostra salutare camminata è spesso accompagnata dai profumi classici dei fiori e delle piante del sottobosco, che hanno bisogno di un ambiente molto umido per svilupparsi. Naturalmente le piante del sottobosco sono spesso rifugio per animali di ogni tipo, animali che solitamente possono disporre di un notevole “serbatoio” d’acqua. Quest’anno le cose non stanno andando in questi termini. Anche all’interno di un bosco fitto si evidenzia la carenza idrica creatasi a seguito di mesi e mesi di mancanza di pioggia. Il sottobosco risulta poco folto e nell’aria non ci sono i profumi classici derivati dall’umidità che solitamente è presente in questi luoghi. Tutto è sofferente e la nostra sensazione è che all’interno di questo habitat si consumino ogni giorno delle piccole “tragedie” che riguardano molte specie animali. Basti pensare alle covate degli uccelli. La carenza idrica si ripercuote anche sulla disponibilità di cibo che la madre deve dispensare ai suoi piccoli. Se il cibo è insufficiente, la madre è costretta a fare una selezione molto crudele, ma necessaria, eliminando i pulcini più deboli, gettandoli letteralmente giù dal nido. Decine, se non centinaia, sono state le segnalazioni di piccoli di uccelli abbandonati dalle loro madri a causa della carenza di cibo in questo periodo. La LIPU ( Lega Italiana Protezione Uccelli) ha addirittura messo a disposizione dei volontari che pattugliano i nostri boschi alla ricerca di eventuali abbandoni di piccoli da parte della loro madre. Naturalmente questo è uno dei casi più emblematici, che fa sicuramente riflettere sulla grave situazioni venutasi a creare in questi ultimi mesi. Altri animali, tra cui caprioli, cinghiali e volpi, sono anch’essi messi alle strette e costretti a vivere in vicinanza della poca acqua rimasta nei fiumi. Ricordiamoci, di conseguenza, che l’acqua è fonte di vita per tutti gli esseri viventi, un bene prezioso e non una risorsa illimitata.

Autore : Paolo Bonino

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