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Anticicloni sempre più invadenti? Colpa della circolazione generale dell'atmosfera

La fascia anticiclonica subtropicale si estende sempre più frequentemente fino alle medie latitudini invadendo in primis il Mediterraneo. Le cause sono da ricercarsi in una mutata circolazione generale sul nostro emisfero

Considerazioni - 29 Gennaio 2008, ore 11.20

Il clima sta cambiando, anzi il clima è già cambiato. Ce ne siamo accorti tutti ormai. Se sulle cause è aperta la perenne diatriba che chiama sul banco degli imputati talvolta l'Uomo, tal'altra la Natura, sugli effetti i pareri sono ormai quasi tutti concordi. La circolazione generale dell'atmosfera è cambiata. I manuali di meteorologia anni '70, quelli che hanno fatto scuola a schiere di meteorologi sono ormai obsoleti per non dire carta straccia. Tutto da rifare dunque, il tempo cambia con una rapidità che l'Uomo non riesce a seguire ed ecco che anche le uniche certezze, le leggi della fisica, si combinano in un cocktail sempre diverso che pone costantemente nuovi spunti, nuove prospettive. Il tempo è come una montagna che assume infinite sembianze a seconda dei punti di vista dalla quale la si osserva. Eppure, mentre la montagna è sempre li immobile, il tempo cambia ogni giorno, ogni ora, ogni istante frantumando anche le basi sulle quali si fonda la vita dell'Uomo: la ricerca della certezza. La cella di Hadley si è fatta avanti. Ma cos'è la cella di Hadley? Si tratta di uno schema chiuso che raffigura la circolazione tra equatore e tropici. L'aria calda sale verso le alte quote all'equatore, si porta verso nord con venti noti come controalisei e discende sui tropici dove va ad alimentare la fascia anticiclonica che ben conosciamo. Ora il punto di discesa, ossia il fulcro di questi anticicloni, si è portato in questi ultimi decenni sempre più verso nord invadendo sovente anche il Mediterraneo. Alle alte latitudini la pressione esercitata da questa espansione dell'aria calda ha causato una contrazione del vortice polare il quale ha subito pertanto una sorta di effetto centrifuga. Ecco dunque la corrente a getto sempre più spesso tesa e poco ondulata, i flussi perturbati che scorrono sempre più lontani sul nord Europa e la poca invadenza dell'anticiclone invernale russo-siberiano, sospinto a forza da queste correnti entro il suo alveo naturale asiatico. Fuori dalle nostre case l'inverno fa fatica ed eventuali sciabolate artiche sono del tutto occasionali. Le depressioni non entrano più pimpanti sul Mediterraneo e le perturbazioni raramente giungono cariche. Questa è la linea guida del tempo di questi anni. Dobbiamo farcene una ragione e comprendere che la norma del passato è divenuta eccezione nel presente. La meteorologia non è una scienza programmabile. La sua costante evoluzione la rende tra le più complesse e le meno scontate ma per questo sicuramente tra le più affascinanti.

Autore : Luca Angelini

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