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TUTTO su El Nino e le influenze del clima sulla Terra (parte I)

Iniziamo un breve viaggio in tre puntate alla scoperta del Nino e della sua capacità di alterare il clima mondiale. Partiamo dal capire meglio cosa sia El Nino, che effetti produce a "casa sua" e cosa si intende per ENSO.

Climatologia - 7 Luglio 2004, ore 09.38

Abbiamo ormai una certa familiarità con l'Anticiclone delle Azzorre, la depressione d'Islanda e le perturbazioni atlantiche e anche chi mastica meno la meteo sa, a grandi linee, quali siano le loro influenze sul clima in Italia. Siamo dunque pronti per saperne di più, per comprendere, attraverso semplici esempi, dei meccanismo più generali del clima sulla Terra. E' infatti evidente come l'atmosfera e i suoi fenomeni siano strettamente collegati, quanto interagiscano tra di loro, proprio come avviene tra gli organi del corpo umano. Iniziamo questo meraviglioso viaggio partendo dal cuore, dal motore di tante anomalie climatiche: El Nino. Lo sentiamo spesso nominare e citare ma ci siamo mai chiesti cosa sia esattamente? Per comprenderlo, facciamo un salto con la fantasia allo sconfinato Oceano Pacifico, nella parte che bagna l'emisfero terrestre meridionale, dalle coste sudamericane a quelle asiatiche. In condizioni normali, nella fascia tropicale, l'intenso soleggiamento riscalda di parecchi gradi l'acqua marina superficiale. Gli alisei, quei venti costanti che a basse latitudini spirano per tutto l'anno da NE nell'emisfero nord e da SE in quello sud (per effetto della forza deviante di Coriolis), spostano questo strato superficiale marino più caldo, allontanandolo dalle coste cileno-peruviane e accumulandolo su quelle indonesiano-australiane. Mediamente infatti, le temperature di superficie sulle coste orientali del Pacifico si aggirano sui 23°, mentre ad ovest la media è di 29°; inoltre da quest'ultima parte il livello delle acque è di 50cm più alto. Questa massa liquida in movimento viene rimpiazzata dalle acque circostanti, più precisamente da quelle provenienti dall'Antartide, più fresche e ricche di plancton, dunque più pescose. Si genera la cosiddetta corrente di Humboltd, che risale da sud a nord le coste del Cile, mitigandone la temperatura marina. Sulle coste occidentali si ha invece una sorta di enorme "piscina calda". Questo ciclo marino avviene quotidianamente in condizioni normali. Ad acque più calde corrisponde una maggior evaporazione, quindi più nubi e più precipitazioni. I venti e le figure bariche dominanti (un possente anticiclone ad est, una costante zona depressionaria ad ovest) fanno il resto: il clima è piovoso sul sud-est asiatico e sulle coste orientali dell'Australia ed è molto più arido ad ovest delle Ande sudamericane, tanto che proprio in Cile si trova il deserto più arido del mondo (una media di 100mm di pioggia ogni 20 anni!). Periodicamente, questo meccanismo viene sconvolto totalmente. Per motivi non del tutto chiari, gli alisei si attenuano o scompaiono, la corrente fresca dal Polo sud cessa e la temperatura del pacifico orientale inizia a risalire. Il fenomeno si origina a settembre-ottobre e raggiunge il culmine a dicembre. Con meno nutrimento a disposizione, molte specie ittiche sono costrette a migrare per non morire, con ingenti danni per i pescatori locali che lo hanno ribattezzato "El Nino", in onore a Gesù bambino perché proprio a fine dicembre si ha il momento più intenso del fenomeno. Con El Nino in azione si ha un'enorme piscina calda superficiale, da Giakarta al Golfo di Arica, profonda anche 200m. Non più frenata dagli Alisei l'area di bassa pressione e le piogge cominciano ad estendersi verso est, fino a lambire le coste sudamericane. Il Perù e il Cile assistono a precipitazioni torrenziali mentre paurosi incendi divampano in Indonesia e in Australia. El Nino è sempre collegato a fasi negative della "Southern Oscillation". Analogamente a quanto avviene per la nostra NAO, anche sulle acque più meridionali del Pacifico si osserva un'oscillazione di pressione a livello del mare tra i settori oceanici ad ovest e ad est. Se ad occidente la pressione cala e ad oriente aumenta si ha una SO positiva; se avviene il contrario, la SO è negativa e c'è probabilmente in atto una manifestazione di El Nino. Proprio per la stretta correlazione tra il "Bambino" e la SO, tutta questa anomalia climatica viene definita ENSO (El Nino Southern Oscillation). Nella prossima parte del nostro viaggio faremo la conoscenza anche della sorella di questo "bambino dispettoso", "la Nina" e vedremo come da qui si originano tante anomalie in zone del mondo lontanissime, non perdetevela!

Autore : Simone Maio

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