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Trovate altre prove sul Diluvio Universale?

Studiosi, archeologi e ricercatori da oltre un secolo cercano di stabilire quanto c'è stato di vero nella storia narrata nella Genesi con risultati talvolta sorprendenti.

Climatologia - 7 Ottobre 2005, ore 16.41

Praticamente tutti hanno ben nota, magari dai ricordi di catechismo, la storia di Noè, dell'Arca su cui vennero stipate le specie animali, e il gran diluvio abbattutosi sulla Terra. È solo una favoletta scritta sulla Bibbia o c'è un fondamento di verità? Molti ricercatori, affascinati da questo episodio, si sono messi alla ricerca di tracce o indizi di questo antico evento catastrofico. In particolare hanno provato a rintracciare il leggendario monte Ararat, la prima cima che riemerse dall'inondazione e su cui si incagliò l'Arca. Credendo di averlo localizzato in una vetta della Turchia nordorientale, negli anni 50 una spedizione di archeologi rinvenne alcune assi di legno che però in seguito la prova del carbonio 14 ha attribuito al VII o VIII secolo d.C. In precedenza, nel 1929 lo studioso inglese Woley, in uno scavo in Mesopotamia (la pianura tra i fiumi Tigri ed Eufrate) per riportare alla luce una tomba risalente al 3500 a.C., ha incontrato uno spesso strato fangoso, testimonianza di spaventose inondazioni avvenute proprio in quell'area tra il 3000 o il 4000 a.C. Da altri studi effettuati, si è trovato conferma che proprio in quell'epoca il clima nel Medio Oriente era molto diverso da quello attuale: piogge frequenti, straripamenti dei fiumi e vallate verdeggianti erano una consuetudine laddove ora dominano i deserti. Alcuni scienziati hanno ricollegato il diluvio universale alle trasformazioni geologiche dell'attuale Mar Nero. Si pensa infatti che anticamente fosse un lago con dimensioni di circa due terzi dell'attuale. In seguito ad un repentino e prolungato innalzamento delle temperature si sciolsero grandi masse di neve e ghiaccio sulle pianure russe. Milioni di metri cubi d'acqua si riversarono in questo lago "Nero" che crebbe fino ad aprirsi un varco nel Mediterraneo, erodendo la zona degli attuali Dardanelli. Passata la piena, si formarono onde gigantesche che dal Mare nostrum si riversarono con violenza nel Mar Nero, sommergendo ogni cosa nelle vicinanze e avanzando al ritmo di 200m al giorno fino a riversarsi, attraverso le valli, sulle pianure del Medio Oriente. Di qui un Diluvio "Universale" perché all'epoca quelle erano le uniche terre conosciute. Robert Ballard, studioso di siti archeologici sommersi ha ritrovato tracce di antichi villaggi proprio sui fondali del Mar Nero, a 150m di profondità. Altri biologi hanno ritrovato nel bacino alcuni molluschi d'acqua dolce ormai quasi fossilizzati. Altre tracce di ancestrali diluvi avvenuti in Medio Oriente sono presenti anche nell' "Epopea di Gilgamesh", un poema Babilonese del 2000 a.C., in cui si narra di una tempesta che durò sei giorni consecutivi per volere del Dio Enlil, in collera con l'umanità per aver continuamente disturbato il consiglio degli dei. Il Dio Ea avvisò per tempo Utnapishtim (una sorta di Noè Babilonese) pregandolo di mettersi in salvo su una grande barca insieme a quante più specie animali e vegetali possibili. Queste inondazioni avvennero realmente o si tratta solo di leggende? Difficile stabilirlo con certezza, altre indagini sono tuttora in corso.

Autore : Simone Maio

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