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Roccacaramanico ha probabilmente sfiorato il record mondiale di nevosità nel 1961

Contestato il Guinness dei primati!

Climatologia - 18 Dicembre 2007, ore 09.57

Dal "Guinness dei primati" si apprende che la massima precipitazione nevosa in un giorno appartiene a Silver Lake, Colorado, con 193 cm di neve in un giorno. Tuttavia non è così, il record apparterrebbe a Roccacaramanico, piccolo borgo nei pressi di Caramanico Terme, a NE di Sulmona, in Abruzzo che anche in questi giorni del dicembre 2007 ha fatto segnare in soli 3 giorni un accumulo di ben 2 metri e 20cm di neve. La sua posizione, a quota 1050 metri, sul Massiccio della Maiella, sul versante ENE del Monte Morrone (2061 metri) e chiusa a SE dal Monte Amaro (2793 metri), permette un eccezionale accumulo di neve da Stau nei casi di ondate di freddo dai Balcani. Nella "Rivista di Meteorologia Aeronautica" del Luglio-Settembre 1962, nell'articolo "Il tempo in Italia nel trimestre Ottobre-Dicembre 1961", di Edmondo Bernacca (un nome, una leggenda!), viene riportato: "Dal giorno 14 al 20 Dicembre 1961, per la presenza di alte pressioni sull'Europa Settentrionale, si ha un marcato afflusso di aria fredda. Abbondanti nevicate si verificano sulle regioni del versante adriatico. A Roccacaramanico, la massima precipitazione nevosa in un giorno è stata, infatti, di 340 cm (avete letto bene: tre metri e mezzo di neve in un giorno!)." Tutto ciò per "portare" in Italia un record prestigioso: quello della località più nevosa del mondo in un giorno solo! COLPO DI SCENA PERO'... Il nostro lettore Sig. Simone Parisi ( meteoclima@tiscalinet.it ), ha compiuto una accurata ricerca presso l'Istituto Idrografico. I risultati sono i seguenti: purtroppo l'altezza della neve veniva misurata soltanto al termine di ogni decade, cioè i giorni 10, 20 e 31 dicembre. Il giorno 10 la neve misurata era di 10 cm, mentre il giorno 20 era di ben 370 cm. Le cose si complicano, in quanto nei giorni 17, 18 e 19 dicembre 1961, venne misurata l'equivalente in acqua della neve caduta, anzichè l'altezza della neve stessa. La faccenda viene resa ancora di più complessa dal fatto che la misurazione della precipitazione caduta viene effettuata alle ore 09 del mattino, riferita alle 24 ore precedenti, quindi riesce ancora più difficile capire quanto ne sia caduta in un singolo giorno solare. I giorni 17-18-19 caddero, rispettivamente, 83 mm, 65 mm e 53 mm di equivalente in pioggia della neve caduta. Le temperature furono sempre comprese tra i -11° ed i -5°, per cui, utilizzando la formula altezza neve=h20/dens , ove la densità vale 0,20 se ci sono 0° C, e 0,05 se ci sono -10°, mentre h20 sono i mm di pioggia caduti, allora il giorno 17 sarebbero caduti 166 cm, il 18 130 cm, il 19 75 cm, per un totale di 371 cm. Le singole nevicate non sarebbero record, ma restano ugualmente incertezze dovute al fatto che non sappiamo il quantitativo caduto nelle 24 ore solari, che il calcolo dell'equivalente in pioggia della neve caduta è pur sempre un calcolo approssimativo, (non conoscendo la reale densità della neve caduta, che potrebbe essere stata molto bassa), e poi, insomma, potrebbe pur essere il record di neve caduta in tre giorni consecutivi. E' probabile, poi, che Edmondo Bernacca possa aver tratto la sua informazione da una fonte diretta, da lui conosciuta, che noi ignoriamo. Possiamo, comunque, vedere quale era stata la situazione barica che aveva causato una simile grande nevicata. In quota una profondissima saccatura di 5300 hPa, con minimo sull'Adriatico ad est del Gargano, giunta da ENE sull'Italia grazie ad una espansione meridiana dell'Anticiclone delle Azzorre, attiva forti moti vorticosi sull'Abruzzo; al suolo un anticiclone di 1042,5 hPa è centrato sulla Polonia, e convoglia forti correnti orientali sull'Abruzzo stesso, interessato da un vigoroso effetto-stau. Le temperature sono molto basse (ad 850 hPa l'Abruzzo è interessato da una isoterma di -12°). E' questa la situazione tipica che provoca le più intense nevicate sul versante adriatico italiano. Ringraziamo il Sig. Simone Parisi per il gentile interessamento e la ricerca dei dati d'epoca.

Autore : Giovan Battista Mazzoni, climatologo

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