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Riscaldamento, globale o parziale? Ecco dove il fenomeno sta colpendo di più

I cambiamenti climatici si sono fatti maggiormente sentire su alcune zone del Pianeta a scapito di altre che quasi non hanno subito modifiche.

Climatologia - 20 Maggio 2013, ore 09.18

I cambiamenti climatici in atto stanno apportando modifiche all'assetto di alcuni territori, quelli che, vuoi per la loro particolare posizione geografica o per motivi più strettamente legati ai flussi delle correnti, ne hanno risentito di più. Gli studi effettuati e le rilevazioni che ne hanno permesso la validazione, sono comunque ben lontani da scenari semplicemente catastrofici, ma hanno accertato un diverso stato di equilibrio delle energie del sistema terra-oceani-atmosfera.

Ora, non vogliamo in questa sede discutere i motivi che hanno causato questo trend del nostro clima, ma desideriamo solo focalizzare l'attenzione su tutti quei luoghi dove il riscaldamento del clima si è maggiormente palesato.

Artico: ha in effetti mostrato una inequivocabile tendenza ad un netto riscaldamento, così come dimostra anche il depauperamento delle distese glaciali e le costanti anomalie positive delle acque oceaniche rimaste scoperte dal ghiaccio. Tuttavia non risulta tra le zone del Pianeta ove il cambiamento climatico ha inciso maggiormente.

Ma quali sarebbero allora questi luoghi dove il global warming ha dato il meglio di sè? C'è a esempio la Siberia, dove le temperature estive, sempre più spesso sopra lo zero, hanno causato il parziale fusione del permafrost, con modifiche strutturali della tundra. Possiamo anche citare i territori affacciati sull'oceano Indiano, in particolare tra l'India e il Bangladesh, dove i frequenti alluvioni legati ad una modifica della portata del Monsone estivo sono causa di vaste inondazioni, con diffusione delle malattie infettive e depauperamento dei raccolti.

La savana dell'Africa centrale sembra stia cedendo terreno al deserto del Sahara, a causa di una diminuzione delle piogge in quell'area a causa della modifica della posizione su cui si distende la cosiddetta linea di convergenza intertropicale, ovvero la fascia ove vanno a convergere gli Alisei e le relative piogge legate al clima tropicale. Lungo i tropici da segnalare anche l'anomalo sbiancamento dei coralli in Australia, fenomeno che sembra dovuto alla modifica delle temperature del Pacifico occidentale.

Non ultima ecco la situazione delle nostre Alpi, secondo gli ultimi studi destinate a separarsi in due settori climatici. Le alte quote, quelle poste sopra i 3500 metri, riceveranno apporti nevosi più consistenti, mentre al di sotto dei 3000 metri è probabile una diminuzione delle nevicate e un ulteriore, seppur più lento e contenuto arretramento delle fronti glaciali, la cui fusione non bilancerà ancora a sufficienza gli aumentati apporti provenienti dai bacini superiori di alimentazione.


Autore : Luca Angelini

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