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Per non dimenticare: DOSSIER inverno 2009-2010, freddo e nevoso al nord

L'andamento dell'inverno 2009-2010: anno generoso in termini di neve sia in montagna che in pianura e complessivamente freddo nel nord Italia.

Climatologia - 27 Dicembre 2016, ore 11.00

La stagione invernale 2009 – 2010 sulle Alpi italiane è stata caratterizzata da temperature rigide, da un buon innevamento con frequenti nevicate di debole o moderata intensità, ripetuti episodi di vento, lunghi periodi con grado di pericolo marcato e da 43 vittime da valanga.

In particolare, per quanto riguarda le temperature, da dicembre ad aprile la stagione è stata particolarmente fredda con una temperatura di 0,5°C inferiore alla media di riferimento del periodo 1961-1990.

L’inverno meteorologico, nello specifico, è stato particolarmente rigido, con una temperatura di ben 2,3°C inferiore rispetto alla media, mentre il periodo primaverile
(marzo – aprile) è stato più mite (+0,6 °C).
Le basse temperature invernali hanno favorito la durata della neve al suolo e anche la trasformazione dei cristalli in forme generalmente fragili (cristalli angolari e brina di profondità).
La stagione è stata anche caratterizzata da frequenti episodi nevosi con più di 50 giornate con nevicate da dicembre ad aprile in molte località delle Alpi italiane.

La stagione invernale è stata alla fine la 4a più nevosa del periodo 1987 – 2010, dopo la stagione 2008- 2009 (una delle tre più nevose dal 1920 ad oggi), la stagione 2003- 2004 e la stagione 2000-2001.

La distribuzione mensile delle precipitazione per i 3 grandi settori delle Alpi italiane ha evidenziato una buona nevosità nei mesi di dicembre e febbraio, un mese di gennaio con precipitazioni nella media nelle Alpi occidentali e centrali, un mese di marzo nevoso nelle Alpi occidentali e un mese di aprile con poca precipitazione nevosa nelle Alpi occidentali e orientali.

Gli spessori del manto nevoso al suolo sono stati nella norma e, rispetto ai valori medi di riferimento, leggermente inferiori nelle Alpi occidentali e leggermente superiori nelle Alpi orientali.

Molto importanti per l’attività valanghiva sono stati alcuni episodi perturbati: dal 21 al 26 dicembre 2009, quando è piovuto abbondantemente fino in quota (2300 - 2500 m) e si sono verificate molte valanghe spontanee
anche di grandi dimensioni un po’ su tutto l’arco alpino italiano; dal 29 gennaio al 7 febbraio 2010, quando sono avvenute diverse nevicate seguite da forti venti; in questo periodo si sono verificati numerosi incidenti da valanga su tutte le Alpi con più di 35 vittime (16 in Austria, 13 in Italia, 9 in Francia, 5 in Svizzera).

Infine, dal 16 al 23 marzo 2010 quando tutto l’arco alpino è stato sotto l’influenza di un promontorio anticiclonico che dall’Africa settentrionale si estendeva verso l’Europa Centrale con numerose valanghe di neve bagnata.

Su tutte le Alpi la stagione invernale 2009 – 2010 è stata caratterizzata da molte vittime da valanga, ben 148, 46 più della media degli ultimi 25 anni. In Italia le vittime sono state ben 45 (43 sulle Alpi e 2 in Appennino).

I profili stratigrafici tipo del manto nevoso più ricorrenti negli incidenti da valanga nelle Alpi orientali sono stati caratterizzati da piani di rottura costituiti da cristalli angolari o da brina di superficie sepolta.

La stagione invernale, da dicembre ad aprile, è stata particolarmente fredda con
una temperatura media dell’aria di 0,5°C inferiore alla media di riferimento del periodo
1961- 90.

Nello specifico è stato il periodo corrispondente all’inverno meteorologico (dicembre-gennaio-febbraio) particolarmente rigido con una temperatura di ben -2,3°C rispetto alla media mentre, il periodo primaverile (marzo - aprile), è stato più mite +0,6 °C. Le basse temperature invernali hanno favorito la durata della neve al suolo e anche la trasformazione dei cristalli in forme generalmente fragili (cristalli angolari e brina di profondità) conseguenti alla crescita cinetica dei grani di neve per forti gradienti termici
interni al manto nevoso.

La stagione è stata anche caratterizzata da frequenti episodi nevosi. Dalla fine di novembre alla fine di aprile sono state più di 50 le giornate con nevicate in molte località delle Alpi.

I principali episodi nevosi sono stati:
1. 3 - 10 novembre
2. 30 novembre - 2 dicembre
3. 4 - 5 dicembre
4. 19 dicembre
5. 21 - 26 dicembre
6. 7 - 11 gennaio
7. 30 - 31 gennaio
8. 5 - 6 febbraio
9. 11 - 12 febbraio
10. 16 - 23 febbraio
11. 24 - 27 febbraio
12. 7 - 11 marzo
13. 25 marzo - 6 aprile
14. 12 - 18 aprile
Molto importanti per l’attività valanghiva sono stati alcuni episodi: dal 21 al 26 dicembre
2009 quando, dopo una abbondante nevicata arrivata fino in pianura, è piovuto abbondantemente fino in quota (2300- 2500 m).

In PIANURA
La neve in pianura Padana è ricomparsa molte volte
• il 17 e il 19 dicembre con 20 cm di neve a Venezia;
• fra il 21 e il 23 dicembre con 30 cm a Milano. il 5 gennaio con 15 cm di neve nel ravennate e neve in generale in tutta l’ Emilia, nel basso lombardo e veneto;
• fra il 7 e il 9 gennaio con 40 cm di neve nel basso Piemonte, nel Pavese e
nel Piacentino;
• il 26 e il 27 gennaio con neve in Piemonte occidentale, in Emilia Romagna e nel basso Veneto, con accumuli fino a 15 cm sulla pedemontana bolognese
e riminese
. il 31 gennaio con 20 cm a Cattolica, 20 cm a Reggio Emilia, 28 cm a Modena
e Carpi;
• il 5 febbraio e poi 11-12 febbraio con cm 31 a Cuneo, 30 cm a Pinerolo;
• il 7 marzo con neve nel Piemonte occidentale con valori massimi nel cuneese (Fossano 28 cm, Cuneo 30 cm);
• ed infine il 9-10 marzo 2010, quando quasi tutta la pianura Padana è interessata da abbondati nevicate anche a carattere di bufera, i massimi accumuli si riscontrano nel cuneese e in Emilia: 80 cm di neve fresca tra Cuneo e Mondovì, oltre 50 cm sulla pedemontana emiliana, Reggio Emilia e Modena con 40 cm e, poco meno, le altre città della Via Emilia.


Autore : A cura dell'Aineva, rielaborazione ed adattamento sintetico di Alessio Grosso

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