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NAO, Vortice Polare, Minimi di Maunder, eruzioni vulcaniche: gli ingranaggi del motore del cambio climatico

Quanto hanno inciso tutti questi parametri sul cambio climatico?

Climatologia - 29 Aprile 2008, ore 09.51

Vi portiamo oggi a ragionare sul cambio climatico chiamando in causa alcuni tra i protagonisti (o ritenuti tali) del grande motore del clima. Quali fenomeni possono incidere sulle oscillazioni climatiche? Cosa sappiamo? Cosa non sappiamo? Cosa non potremo mai sapere? MeteoLive vi fornirà qualche elemento in più per riflettere. Per spiegare ad esempio la piccola era glaciale, verificatasi tra il 1400 e il 1850, non è necessario pensare a cause eccezionali. Basterà invece soffermarsi sulla: -diminuzione dell'energia emessa dal sole, quello che tecnicamente si definisce minimo di Maunder. -su un'intensa attività vulcanica Proprio una decina di eruzioni concentrate nel periodo 1750-1850 accentuò e prolungò la durata del freddo con una notevole concentrazione di polveri e gas vulcanici nella stratosfera. Come si spiega il cambio climatico degli ultimi 25 anni? Ammesso e concesso che le attività antropiche stiano forzando il naturale temporaneo riscaldamento del pianeta, qualcosa non quadra in termini di precipitazioni. Perchè insomma piove meno? Per conoscere la risposta dobbiamo parlare di NAO, north atlantic oscillation. Il Vortice Polare, che staziona oltre il 50° parallelo, alimenta due zone di bassa pressione: il Ciclone d'Islanda e quello delle Aleutine sul Pacifico. Avviene talvolta che entrambi questi vortici facciano misurare valori pressori particolarmente bassi, direttamente proporzionali al loro grande padre (Il vortice polare). Quando questo avviene si verifica parimenti una crescita dei valori pressori nell'anticiclone delle Azzorre e in quello del Pacifico (proporzionalità inversa). Questo giochino penalizza l'Europa centro-meridionale perchè le perturbazioni seguono rotte più settentrionali, e l'Italia gode di lunghi periodi di tempo asciutto, anche se per la verità con la depressione d'Islanda molto attiva, il numero di perturbazioni cresce; esse però non interessano il nostro Paese. Negli ultimi 25 anni le fasi di NAO positiva, cioè con situazione simile a quella descritta, sono stati molto più numerosi rispetto a quelli con NAO negativa, dalle quali dipende il rifornimento d'acqua per il nostro Paese. Infatti con NAO negativa la situazione si ribalta, cresce la pressione alle alte latitudini, diminuisce nei settori centro-meridionali e così si assiste ad una maggiore penetrazione verso sud del Ciclone d'Islanda o meglio delle sue perturbazioni con frequenti episodi di maltempo sull'Italia, soprattutto durante i mesi autunnali, dove si è vista crescere negli ultimi anni la tendenza ad una NAO negativa. L'aumentata temperatura dell'acqua mediterranea dovuta al lungo ed implacabile soleggiamento estivo esalta la fenomenologia. Interessante ciò che è stato scoperto in fatto di collegamento tra minimo di Maunder e Nao negativa: con la diminuita attività solare pare diminuisca gradualmente anche l'attività del Vortice Polare e la Nao tende al negativo. Durante l'inverno 2007-2008 però, nonostante una modesta attività solare il vortice polare è risultato eccezionalmente attivo e la Nao si è mostrata spesso leggermente positiva o neutra piuttosto che negativa. La frequente positività della Nao attuale è comunque assai sorprendente e non trova riscontro nel passato. Per giustificarlo si è allora pensato al solito riscaldamento globale: 1 gli strati bassi subiscono un notevole riscaldamento 2 si sollevano, si espandono e provocano un raffreddamento della stratosfera che approfondisce così il Vortice Polare dando inizio al meccanismo di Nao positiva. Quando scatterà un prolungato periodo di Nao negativa? Qualcuno pensa che possa coincidere con la fase di scarsissima attivià solare previsto per il 2020-2022. (ciclo 25).

Autore : Alessio Grosso

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