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Marzo, genio e sregolatezza

Analisi climatologica del mese di marzo a Prato e in Toscana, con medie raffronti e racconto di episodi estremi del passato

Climatologia - 17 Marzo 2001, ore 11.42

Benvenuto marzo, mese capriccioso dalle atmosfere solari e dagli improvvisi ripensamenti. Se "i giardini di marzo si vestono di nuovi colori", come cantava Battisti, questo è anche il mese dei forti contrasti, delle battaglie titaniche fra opposte fazioni. Quando i ritrovati tepori di un sole già caldo e le lunghe ore di luce risvegliano i sensi e la natura, arriva una spada di ghiaccio a frenare gli entusiasmi. Marzo è il mese delle tempeste equinoziali: si passa con grande disinvoltura dalla sabbia africana alla neve; le prime brezze portano dall'ovest il respiro del mare, ma dalla stessa direzione arrivano imponenti cumulonembi carichi di elettricità e di grandine. Confrontando le medie delle temperature sul lungo periodo, nella Toscana interna marzo è parente stretto di novembre. A Prato la media tocca i 10°, una differenza di appena - 0,2° rispetto all'ultimo mese dell'autunno. Novembre recupera con le minime (6.2° contro 5,2°) ciò che perde con le massime (14,0° novembre, 14,8° marzo). Le analogie fra i due mesi si fermano alle temperature. Novembre è il mese più piovoso dell'anno: 128 millimetri. Marzo, anche se discretamente generoso d'acqua, lo è molto meno sia nel quantitativo totale (84 mm) che nella frequenza (11 giorni/pioggia contro 9). Questo mese sembra perdere nelle precipitazioni la sua proverbiale volubilità (ma è solo un effetto statistico), mostrando dati quasi armoniosi: mai si sono superati i 200 millimetri di pioggia totale e i 17 giorni di frequenza. Ultimo raffronto fra i due strani cugini: pur essendo entrambi mesi di passaggio per antonomasia, novembre ha un andamento solitamente più lineare: prima parte tiepida, tutta autunnale e seconda parte decisamente vicina all'inverno. Marzo, invece, è più disordinato, "genio e sregolatezza": non è raro che il mese cominci con la primavera affermata e finisca al freddo. Mai tentare di capire com'è stato un marzo limitandosi a leggere le sole medie mensili. Negli anni Ottanta e Novanta ha prevalso l'aspetto mite e primaverile, magari con ripensamenti tardivi in aprile. Marzo sembra abbia passato proprio all'aprile lo scettro dell'imprevedibilità, acquistando connotazioni più regolari, con periodi anticiclonici più lunghi rispetto al passato. Basta ricordare quanto è accaduto in certi marzi quasi a senso unico, come quelli del 1989, 1991, 1994 e 1997. E qui si entra su un terreno minato e complesso, quello dei cambiamenti climatici in atto di cui marzo non ne è immune, al pari di molti altri periodi dell'anno. Negli ultimi 15 anni troviamo sia il marzo più freddo (1987, media 6,6°) che quello più caldo (1989, media 12,7°) degli ultimi 80 anni. Nell'87 marzo fu la ciliegina sulla torta di un inverno fra i più rigidi. Dal 3 al 16 il Burian siberiano, con tutte le classiche complicazioni mediterranee, portò straordinarie nevicate soprattutto sul medio e basso Adriatico. I trulli di Alberobello imbiancati furono un tormentone televisivo per una settimana. Ma la mattina del 16 marzo, con grande sorpresa, un fronte dalla Francia trovò un cuscino ancora abbastanza freddo sulla Toscana, da provocare un'abbondante nevicata anche a Firenze, Prato, Pistoia, Arezzo e Siena. Un episodio che mise a dura prova la macchina della protezione civile e gli assessorati al traffico, del tutto impreparati all'evento, nonostante le belle promesse seguite al "nevone" del gennaio di due anni prima. Per fortuna, il tiepido solicello di marzo mise le cose a posto nel giro di poche ore. "Neve marzolina dura dalla sera alla mattina". E fu così anche l'8 marzo del 1976, con i fiocchi che imbiancarono il ponte Vecchio dopo i 20° del 28 febbraio. La neve a marzo nel bacino dell'Arno non è una rarità assoluta, ma è molto fugace. Chi non se la vuole perdere, spesso deve alzarsi in piena notte: roba da veri appassionati ! Pochi pratesi ricordano che i tetti cittadini si sono imbiancati anche tre anni fa, nella notte fra il 23 e il 24 marzo 1998. Insomma, la neve marzolina non è proprio una top model: si mostra con parsimonia. Un altro bel marzo in divisa da inverno è stato quello del 1971. Quella volta niente neve dalle nostre parti (ai romani invece ne toccò da record) ma tanto ghiaccio. Una curiosità: in questo mese dalla forti escursioni, può capitare che in soli 13 giorni si passi dall'inverno all'estate. Come nel 1952: i - 4,9° del 16 marzo furono sbeffeggiati dai 26,1° del giorno 29 (dati dell'Osservatorio Ximeniamo di Firenze). Ed appartiene alla metà del secolo scorso anche il record assoluto di freddo registrato a marzo in questa zona: - 8,6° il 5 marzo del 1944.

Autore : Francesco Albonetti

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