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Le terribili ondate di caldo che sconvolsero PARIGI con oltre 700.000 morti

Climatologia - 25 Luglio 2019, ore 12.21

Parigi, settembre 1911. Siamo in piena "belle epoque" ma la città è in lutto. Così come tutta la Francia. 70 interminabili giorni di un caldo mai sperimentato prima hanno sconvolto la vita della gente per tre lunghi mesi, e lungo la Senna  la polizia continua ancora a recuperare i corpi di chi ha cercato di fuggire alla canicule senza successo. 

Tutto era iniziato il 4 luglio 1911. Poi l’illusione di una breve pausa con temperature più miti tra il 16 e il 18. Infine la sorpresa del ritorno di un caldo asfissiante fino al 31 dello stesso mese.
I tetti delle case della capitale sono fatti per lo più di zinco, e la gente comincia a fuggire dalle proprie abitazioni. Da Montmartre a Pigalle uomini e donne, giovani e anziani, dormono per le strade per non soffocare. Mentre di giorno sugli Champs Elysees pochi parigini si trascinano come fantasmi, cercando di resistere nonostante tutto.
Si assiste a un rilassamento dei costumi inconcepibile per l’epoca: le ricche signore si liberano dei sofisticati vestiti imposti dalla moda e cominciano a circolare in modo discinto. Ma i moralisti non hanno nemmeno le forze per protestare.
 
E comincia una caccia alle streghe contro i meteorologi che sembrano aver illuso la popolazione con la promessa della fine del caldo per l’inizio di agosto. Si sbagliavano. Politici e intellettuali li usano come capro espiatorio. In realtà non sanno come rassicurare una popolazione disperata. Si temono rivolte. Ma la situazione se possibile peggiora ulteriormente. La capitale non ha più acqua.
 
La gente non può nè lavarsi nè rinfrescarsi e comincia a patire la sete. I giornali intanto elencano giorno dopo giorno i  nomi di chi non ha resistito ed è morto. Non c’è scampo. Il caldo rimarrà mortale ben oltre la fine di agosto. E la lugubre conta dei cadaveri continuerà a riempire le giornate di cronisti e pubblici ufficiali.
 
Sembra un racconto di guerra, o la scena di qualche film apocalittico. Ma non è così. A testimoniarlo i 41.072 morti, soprattutto bambini, che hanno messo in ginocchio  la Francia in quella terribile estate del secolo scorso.
Parigi infatti ha patito ondate di caldo davvero eccezionali in passato. Anche se le previsioni meteo fossero confermate e la città superasse il record di 40 gradi nella giornata di oggi (25 luglio 2019) sarebbe comunque poca cosa rispetto a eventi eccezionali che in passato hanno funestato le estati dei nostri cugini francesi.
 
Secondo lo storico Emmanuel Le Roy-Ladurie nell’anno 1636, sotto il regno di Luigi XIII il caldo uccise 500 mila persone in tutta il paese. Proviamo a immaginare cosa sia stata Parigi in quei giorni. Condizioni igieniche pessime, impossibilità di mantenere commestibili derrate alimentari lasciate a marcire sotto il sole. Non abbiamo misurazioni in gradi di quell’evento ma le temperature dovettero essere davvero eccezionali. Così come quelle che secondo il testo di riferimento per meteorologi Histoire humaine et comparée du climat portarono alla morte 740 mila francesi durante due estati consecutive, nel 1718 e 1719.
 
Parigi fu descritta dai contemporanei come “trasformatasi in Sahara”. E la gente moriva di stenti oltre che di sete viste le concomitanti invasioni di locuste che sconvolsero la città sulla Senna. Di notevolissima portata anche l’estate del 1757, che nella Parigi del tempo fu definita come “la più calda degli ultimi 500 anni”. A ricordarcela il fisico settecentesco John Huxham nel suo libro intitolato “An Account of the Extraordinary Heat of the Weather in July 1757”. Fu il mese più caldo nella storia della città. L’afa durò dal 9 al 20 luglio, con temperature che raggiunsero i 37,5°C per diversi giorni. E la media mensile fu di 25 C° contro i 24.8 C° dell’ondata di caldo del 2006.
 
Altre estati ricordate come caldissime sono quelle del 1705, 1747 e 1779. Più recentemente si sono imposte come davvero insopportabili quelle del 1976 e del 2003. Durante quest’ultimo evento la città raggiunse i 39 C° e nell’intero paese morirono più di 15 mila persone. Il record del caldo risale però al 1947 quando si stabilì il record di 40,4 C° il 28 luglio. Del 2015 invece la seconda giornata più calda con 39.7 C° il primo dello stesso mese.
Nessuno nega l’effetto serra. Che il clima stia drammaticamente cambiando è sotto gli occhi di tutti. Viene però naturale chiedersi come titolerebbero oggi i giornali se si verificassero eventi simili a quelli del XVIII secolo quando sicuramente il riscaldamento globale non era ancora in atto.

Autore : Dott. ALESSANDRO ASPESI

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