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Le ondate di caldo storiche in Inghilterra, con le conseguenze sulla popolazione (1° parte)

Climatologia - 26 Luglio 2019, ore 19.01

Il Regno Unito ha sperimentato molte ondate di caldo nel passato, alcune delle quali tanto intense da rimanere impresse a vita nella memoria di una popolazione abituata a nebbie e piogge intermittenti. Memorie come quelle legate all’estate del 1906 quando la stagione divenne improvvisamente torrida tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. Le temperature si mantennero al di sopra dei 32 C° su tutta la nazione per 4 giorni consecutivi. Tanto che rappresentano ancora oggi un record imbattuto per settembre i 35.6 C° registrati nella città di Batry, nel South Yorkshire, il 2 di quel mese. 

Decisamente peggio andò nel 1911, quando secondo il weather report del Met office, nella giornata del 9 agosto si toccarono i 38 C° a Greenwich, nel centro di Londra. L’estate aveva cominciato a farsi bollente il 17 luglio. Per 20 giorni poi non cadde una goccia d’acqua dal cielo e si cominciò a parlare di siccità. Condizione che si protrasse fino all’11 settembre, mese nel quale in buona parte del paese si registravano ancora temperature fino ai 33 C°. 
 
A soffrirne non solo l’agricoltura ma l’intera filiera della pastorizia, con la mancanza di foraggio e i contadini obbligati ad aumentare il prezzo del latte.
Questa stagione eccezionale influì profondamente sulla vita di tutti gli inglesi, a qualsiasi condizione sociale appartenessero, modificandone profondamente anche le abitudini.
 
Si pensi che nell’intera regione del Lancashire gli orari di lavoro nelle fabbriche vennero cambiati. Si cominciava alle 4.30 di notte e si tornava a casa per mezzogiorno. Il tutto per sfuggire al caldo più implacabile, quello delle prime ore del pomeriggio. Da registrarsi anche veri e propri ammutinamenti come nel mese di agosto quando 5 mila scaricatori di porto abbandonarono il loro posto di lavoro ai Victoria and Albert Docks, nella parte est di Londra, dichiarando testualmente che con quel caldo era impossibile anche solo muovere un dito.
 
Intanto anche l’asfalto cominciava a sciogliersi come neve al sole e si registrarono moltissimi incidenti. Giornali come il Times infatti cominciarono la pubblicazione di editoriali intitolati per l’appunto deaths by heat, letteralmente morti causate dal caldo.
Da notare che proprio quell’anno si stabilì un altro record davvero singolare per un paese come la Gran Bretagna. Nel paese di Eastbourn, Sussex, il sole splendette per un totale di 383.9 ore contro una media di 255, con un incremento del 50% nel solo mese di luglio. Cifre comparabili solo con quelle di località come Las Vegas, nel mezzo del deserto del Nevada. 
L’ondata di caldo del 1911 causò alla nazione 2.500 morti, oltre al decesso di 629 bambini sotto i due anni di età.
 
Fortunatamente passarono molti anni prima che si ripresentassero condizioni simili. Purtroppo però nel 1955 caldo e siccità tornarono a devastare le colture nello Yorkshire, mentre nel 1976 le cose andarono addirittura peggio. Quell’anno cadde solo la metà dell’acqua che abitualmente bagna le isole britanniche. E cieli sereni da giugno a settembre fecero schizzare in alto le colonnine di mercurio. 
 
Si pensi che a Heathrow, principale aeroporto londinese, le temperature diurne si mantennero sopra i 32.2 C° per ben 15 giorni consecutivi dal 23 di giugno al 7 di luglio. Particolarmente rilevante il fatto che in cinque di queste giornate si raggiunsero i 35 C°. Southampton, nell’Hampshire, stabilì invece con i suoi 35.7 C° il record di caldo assoluto per il mese di giugno nelle isole britanniche.
 
Tutto ciò portò non solo ad un aumento del 20% della mortalità ma anche a curiose conseguenze che ancora oggi gli inglesi ricordano. Come l’invasione di coccinelle che, secondo la British Entomological and Natural History Society, raggiunsero la cifra record di 23.65 bilioni di esemplari in tutta la nazione. Vanno poi segnalati i terribili incendi che colpirono il sud del paese, come quello nella foresta di Hurn, nel Dorset, con 50 mila alberi in cenere. O come un aumento del 12% nel prezzo del pane a causa della perdita di migliaia di tonnellate di grano del valore complessivo di 500 milioni di sterline.
E quando a settembre finalmente arrivarono le piogge il bacino idrico di Haweswater, una delle principali riserve d’acqua della nazione, era quasi completamente rimasto a secco.

 


Autore : Dott. ALESSANDRO ASPESI

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