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La lunga storia del clima: un periodo di inverni molto rigidi...

Diamo uno sguardo al passato...

Climatologia - 24 Novembre 2004, ore 15.06

Il clima europeo e mondiale non è mai stato stabile, nel lungo periodo. Periodi più caldi e più freddi si sono alternati sul nostro Pianeta, con cicli irregolari. Episodi estremi si sono alternati, sia nel caldo che nel freddo, ed anche il nostro Continente europeo ne ha risentito in modo evidente. Un periodo particolare è stato il decennio 1420-30, caratterizzato da una sequenza di inverni molto rigidi. Nel 1431-32, il freddo imperversò in Germania dal 20 Novembre fino al 4 Marzo, causando il gelo di tutti i fiumi tedeschi, mentre in Francia morirono le viti, gelate nel terreno in profondità. L'inverno fu severo anche il Inghilterra, con numerosi episodi di vetroghiaccio (pioggia congelantesi una volta caduta sul terreno), sia in Gennaio che in Febbraio. Anche in Italia la bora provocò il gelo della Laguna Veneta, tanto spesso da poter sostenere il transito di carri lungo la laguna stessa. Le scarse nevicate sulle Alpi, e le frequenti tempeste sull'Italia meridionale e la Grecia, suggeriscono una situazione con Anticiclone stabile con massimi a Nord della Scozia, e Depressioni sul Mediterraneo meridionale, con "easterly winds" (venti da est-nord-est), sul resto d'Europa. Tale inverno si concluse con una fase mite di scioglimento delle nevi nel mese di Marzo, che provocò inondazioni del Danubio causate dal disgelo improvviso. Alcuni autori considerano questo come l'anno "di inizio" della cosìddetta "Piccola Era Glaciale", ma è un opinione personalmente non condivisibile, poichè i ghiacciai alpini non erano estesi come lo furono nel secolo successivo. Altro inverno terribile il 1433-34, col gelo completo del fiume Tamigi a Londra: carri di mercanzie potevano transitare da Lambeth a Westminster, e perfino nella mite Irlanda il fiume Erne gelò a tal punto da permettere il transito a piedi delle persone. Questo fu il primo di ben quattro inverni rigidi consecutivi, tutti caratterizzati da frequenti ondate di freddo da ENE, dalla Siberia. Ma anche prima di questo gelido decennio, non è che la situazione fosse rosea: il 1407-08 fu forse il più rigido inverno europeo di questo millennio: i ghiacci polari si spinsero a sud fino alla Scozia, mentre in Italia morirono la maggior parte delle specie arboree in Val Padana. A Firenze la neve ed il gelo durarono ben 45 giorni; a Londra il grande gelo durò ben 14 settimane consecutive tra Dicembre e Marzo, con grande quantità di neve, gelo del Tamigi, e morte di molte specie di uccelli, che non sopravvissero alla rigidità del clima. Anche nel 1422-23, si stabilì un traffico regolare di merci sul Mar Baltico completamente congelato, tanto da permettere a branchi di lupi proveniente da Norvegia e Svezia di raggiungere la Danimarca "a piedi" sopra il mare gelato. Insomma, si trattò di circa 30 anni di inverni molto rigidi, a partire dal "terribile" 1407-08, fino al duro decennio 1430-39, che misero a dura prova la popolazione europea già decimata dalle epidemie di peste che l'avevano colpita nei precedenti 60 anni. Fortunatamente, le altre stagioni non furono così rigide, permettendo, quindi, agli abitanti della "rigida" europa di sopravvivere a questo periodo inclemente. Per sottolineare l'estrema variabilità climatica di quel lontano periodo, da notare anche l'esistenza di 4 inverni molto miti, nel 1414, 1420, 1426 e 1427. Tutte queste notizie sono tratte dai libri "Climate History and the modern world", Routledge edition,di H.H.Lamb, e da "frost, Freezes and Fairs", by Ian Currie, Frosted Earth, Surrey, "Serie di inverni rigidi e verni miti dal 762 al 1846", di Francesco Pistolesi, atti del cimento set-ott. 1846.

Autore : Giovan Battista Mazzoni, climatologo

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