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L'inverno 1995-96 fu "il vero" inverno normale. Perchè?

Richiamiamo l'attenzione sulla fisica e in particolare sulla circolazione atmosferica generale terrestre.

Climatologia - 10 Dicembre 2002, ore 15.43

Innanzitutto, consideriamo il moto della Terra intorno al sole e quello di rotazione intorno a se stessa. Rispetto al piano dell'orbita di rivoluzione intorno al sole, il piano dell'orbita di rotazione è inclinato di 23°27'. Questo da origine al fenomeno delle stagioni. Infatti, il 21 marzo e il 23 settembre i raggi del sole sono perpendicolari all'equatore, mentre il 21 giugno lo sono a 23°27'N, ovvero al Tropico del Cancro, e il 22 dicembre lo sono a 23°27'S. Da questo derivano importanti fenomeni. Il 21 marzo e il 23 settembre, poichè i raggi del sole sono a mezzogiorno perpendicolari all'equatore, si avrà un forte riscaldamento, e quindi l'aria tenderà a muoversi verso l'alto (avete presente una pentola d'acqua calda?), lasciando un "vuoto d'aria" sulla superficie, ovvero una zona di bassa pressione. L'aria, salendo, incontra delle temperature più fredde e, non potendo ridiscendere sulla zona equatoriale, tende a precipitare verso i tropici: si hanno così ivi due zone di alta pressione. Nello stesso tempo, ai poli, il forte raffreddamento accumula dell'aria verso la superficie terrestre, e quindi la sua pressione è più elevata. Si hanno così delle zone di alta pressione. Inoltre, poichè nel minimo di una zona di bassa pressione vi è una specie di vuoto d'aria, poichè in natura, per il secondo principio della Termodinamica, se si verifica una perturbazione di una quantità fisica, questa cercherà di ristabilire l'equilibrio, si avrà un afflusso di aria verso il centro della bassa pressione, per farla diventare "meno bassa", ovvero più equilibrata. Quindi, in una zona di bassa pressione, tutti i venti dovrebbero convergere verso il minimo. Questo non avviene per via della rotazione terrestre (pensate a un nuotatore in un fiume con una costante corrente trasversale), che causerà quindi (per somma vettoriale) la classica circolazione dei venti in senso "quasi antiorario" nelle zone di bassa pressione. Viceversa, in una zona di alta, c'è troppa aria nel massimo, e quindi, per ripristinare l'equilibrio, l'aria dovrà fluire fuori dalla zona di alta, ma a causa della rotazione terrestre si avrà allora la classica circolazione "quasi oraria" delle zone di alta pressione. E' quindi chiaro che, attorno alla zona di alta pressione polare, si avranno dei venti orientali o nord orientali (circolazione oraria),mentre dei venti affluiranno dall'alta tropicale verso la bassa equatoriale (i famosi alisei). Ora, se dal Polo affluiscono venti orientali, è chiaro che, a latitudini temperate, questi verranno deviati; d'altra parte, a latitudini temperate (45 N e S),poichè al Polo e ai Tropici vi è una zona di alta presione, per il principio dell'equilibrio vi deve essere una zona di bassa pressione, e i venti orientali verranno deviati da questa circolazione antioraria depressionaria, che causerà quindi dei venti occidentali o suddoccidentali proprio tra 40 e 55 di latitudine, ovvero sulle nostre regioni. Questo spiega il motivo per cui da noi la primavera e l'autunno siano stagioni generalmente piovose, dato che la prevalenza di venti occidentali e sudoccidentali apporta le piogge dall'Atlantico. Il 21 giugno invece, essendo i raggi del sole perpendicolari al Tropico del Cancro, tutta la circolazione descritta sarà spostata verso nord di 23°27', e quindi si avrà: 1) bassa pressione al tropico del cancro (stagione delle piogge) 2) alta pressione tra 30 e 50 di latitudine N (anticiclone delle azzorre) 3) bassa pressuione tra 50 e 70 N (sappiamo che in Scozia e in Norvegia piove molto anche in estate) 4) Restringimento dell'alta pressione polare. Ovviamente, nell'emisfero sud è tutto il contrario. Viceversa, il 22 dicembre, tutto è spostato verso sud di 23°27' rispetto al 21 marzo e 23 settembre, quindi si avrà: 1) alta pressione forte ai tropici (semestre secco) 2) bassa pressione tra 40 e 30 N (piogge invernali dei climi mediterranei 3)Estensione dell'alta polare e dei venti orientali verso sud, in particolare nel nostro emisfero, poichè la grande massa continentale russa e canadese si raffredda rapidamente, e quindi l'alta polare (anticiclone russo siberiano) si ingrandisce enormemente) Di conseguenza, un inverno è normale quando vi è un'alta pressione russa-siberiana a cerchio intorno al Polo e ovviamente più estesa nelle masse continentali, proprio come nell'inverno 95-96 o come, ad esempio, nel gennaio 1979. Naturalmente, nella meteorologia influiscono molti altri fattori, ma, in media, la situazione tipica dovrebbe essere quella descritta. Di conseguenza, un inverno dove da noi prevalgono venti da ovest o sud ovest è anomalo (che poi possa avere una certa frequenza non ha importanza) ma, a maggior ragione, è fortemente anomalo un inverno con l'alta delle azzorre in Europa, poichè questa situazione compete all'estate. Sarebbe quindi interessante cercare di comprendere la causa di così vistose anomalie, come si sono verificate negli anni 90, e non è detto che, se in passato vi sono stati decenni con inverni miti, questo debba proprio essere sempre dovuto all'anticiclone delle azzorre.

Autore : Prof Paolo Pellegrino

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