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L'estate esploderà improvvisamente e sarà rovente come quella del 2003?

Quante condizioni si devono avverare prima di poter fare un'affermazione del genere?

Climatologia - 4 Maggio 2004, ore 10.50

"Correte a comprare i climatizzatori!", "...Paghi 1 e prendi 2", "...Inizi a pagarlo 3 euro al mese fra 10 anni", "Avete visto che caldo l'anno scorso? Correte ai ripari!". Sono solo alcune delle trovate pubblicitarie che in questi giorni iniziano a bombardarci preparandoci al caldo afoso che "sicuramente" farà. Se l'anno scorso è andata così, perché non si dovrebbe bissare? Forse non molti sanno che ad oggi, niente e nessuno, se non il Padreterno, è in grado di saperlo. Ci sono uguali possibilità che l'estate 2004 sia piovosa, normale o estremamente torrida. Certo, ci si può appellare alle statistiche quanto si vuole, ma è un motivo sufficiente per farsi prendere dalla fobia pre-estiva? I black-out dell'anno scorso non ci hanno insegnato nulla? Se tutti accendessimo il condizionatore non appena il termometro raggiunge i 30° con un notevole consumo energetico, cosa accadrebbe? L'unica cosa che possiamo fare per "sapere" che linea di tendenza avrà l'estate che viene, sono delle supposizioni, dei ragionamenti basati sull'osservazione di determinate condizioni a scala planetaria: Circolazione atmosferica: sono ormai noti i grandi motori che influenzano il tempo fin dalle nostre parti, come El Nino e le oscillazioni su Pacifico e Atlantico (tra cui la famosa NAO). I modelli di previsione, in base a queste variazioni climatiche stagionali, calcolano dei parametri che potrebbero esserci tra 2 mesi e da lì cominciano a formulare ipotesi Condizioni del terreno: la maggiore o minore umidità della terra, il periodo di scioglimento delle nevi, la quantità di precipitazioni già cumulate, forniscono altre preziose indicazioni e correttivi sulle supposizioni fatte con la sola circolazione atmosferica. Le osservazioni da satellite sulla copertura nevosa e i modelli idrologici aiutano ad avere un quadro generale della situazione ma l'errore nella stima è sempre dietro l'angolo. Inoltre si devono considerare i tipi di vegetazione e la loro estensione sul territorio. Mare e oceano: come tralasciare il più grande serbatoio naturale di vapore, caldo e precipitazioni? Si parla molto di Corrente del Golfo rallentata o inceppata. Non a torto, le variazioni nella temperatura del mare influenzano anche l'intensità dei fronti e il movimento di alte e basse pressioni. Il Mediterraneo è un mare "caldo", mediamente ha 4° in più rispetto all'Oceano. Le discese di aria fredda sortiscono effetti a volte imprevedibili sull'Italia: perturbazioni che diventano incredibilmente forti, oppure piogge annunciate che poi non si verificano. Va bene, ma alla luce di tutto questo, cosa si può dire sull'estate 2004? Molto poco. Per gli amanti delle statistiche, rispetto alla primavera 2003, già si notano finora una piovosità nettamente maggiore e delle temperature mediamente più basse. L'anticiclone subtropicale che l'anno scorso di questi tempi già era padrone del Mare Nostrum sta tranquillo a casa sua, mentre l'alta pressione delle Azzorre, continua a spingersi in maniera anomala sull'Atlantico del nord. Risultato? Circolazione più meridiana che zonale, frequenti ondate di maltempo sull'Italia. Ma allora si prepara un'estate instabile? Chi può dirlo con tanta sicurezza. L'alta pressione potrebbe continuare così per mesi, oppure la corrente a getto potrebbe rafforzarsi fino a piegarla obbligandola a distendersi anche sulle nostre regioni. Oppure, nella più sciagurata delle ipotesi, le irruzioni fredde punteranno sempre più su Spagna e Marocco e le risposte da sud sulla Penisola chiameranno in causa il temibile anticiclone sahariano. È davvero prematuro e fuori luogo annunciarlo ora. Quindi, se abbiamo già deciso di comprare un climatizzatore, pensiamoci bene...

Autore : Simone Maio

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