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L’effetto delle correnti aeree da S sul Mar Ligure e sul nord-ovest in genere

Pur provenendo sempre da meridione, l’effetto che queste correnti creano in questo settore del nord Italia variano molto a seconda della stagione. Cerchiamo di capire perché.

Climatologia - 8 Ottobre 2003, ore 09.09

Ogni volta che transita un fronte nuvoloso che proviene da W, questo viene preceduto, di norma, da venti di Scirocco. In quota, invece, prevale una componente più occidentale e le correnti si presentano da SW. L’impatto che tali correnti hanno sulla superficie del Mar Ligure e sui rilievi retrostanti è in stretta correlazione con il periodo che si sta attraversando. In altre parole, se la perturbazione passa in autunno, le zone soggette a maggior precipitazione saranno diverse da quelle che si avrebbero se lo stesso fronte transitasse in primavera inoltrata o in estate. Perché? Il problema non è di facile risoluzione. Per prima cosa l’Italia (tutta) è un paese dalla morfologia molto complessa. Basti pensare alla notevole presenza di montagne che in qualche caso si ergono maestose a poche chilometri dal mare. Di conseguenza un fronte nuvoloso che transita sulla Francia e distribuisce piogge in modo regolare, da noi viene distorto dall’orografia molto complessa e le precipitazioni possono variare molto anche in punti relativamente vicini. Tuttavia ciò non spiega il perché le stagioni facciano molto spesso la differenza sulla distribuzione delle piogge. Il nocciolo del problema, difatti, è un altro e richiede qualche nozione di termodinamica. In una giornata molto calda estiva, la terraferma, appena il sole sorge, si scalda immediatamente raggiungendo un massimo nelle ore pomeridiane. Ovviamente il calore è energia in transito e viene convertita, se le condizioni lo permettono, in energia meccanica. Questa è la causa dei temporali che molto spesso avvengono nei pomeriggi soleggiati nelle zone interne e possono essere anche violenti. La superficie dell’acqua, invece, risulta molto meno soggetta alle variazioni diurne dell’insolazione, in quanto il suo potere riscaldante e molto più lento rispetto a quello della terraferma. In sostanza, se per far aumentare la temperatura della terraferma di 1° bastano poche ore, per la superficie marina possono occorrere giorni o settimana. Ecco, allora, che l’accumulo di energia utile per creare temporali o fenomeni intensi nel periodo estivo o tardo primaverile si collocherà, ovviamente, in zone lontane dall’influenza del mare. Di conseguenza una perturbazione che transita in questo periodo troverà sulla sua strada molta più energia sulle zone di terra ( vedi Pianura Padana ) e in queste zone i fenomeni risulteranno inevitabilmente più intensi. Sul mare, la massa d’aria verrà a scorrere su una superficie ancora fredda e di conseguenza mancherà l’energia sufficiente a creare forti contrasti. Le nubi inevitabilmente non potranno avere un grande spessore e le eventuali piogge saranno deboli e isolate. Nel periodo autunnale il discorso si ribalta. Con l’arrivo dei primi freddi, la terraferma perde molto rapidamente il calore accumulato nei mesi estivi, anzi basta una giornata rigida che subito si raffredda. Il mare, invece, ha una latenza molto lunga; ci mette molto a scaldarsi, ma quando si scalda mantiene il calore anche per mesi. Si parla di “potere calorico” che nel caso dell’acqua è molto alto. Quindi la temperatura del mare nel mese di ottobre non è molto dissimile da quella di agosto. Logico attendersi, dunque, un surplus di energia in prossimità delle coste liguri pronto a trasformarsi in fenomeni temporaleschi anche intensi, non appena si attivano le correnti di Scirocco. Ecco spiegato l’accanirsi delle piogge e dei rovesci nel periodo autunnale sul capoluogo ligure. Tali fenomeni, una volta arrivati sulla terra, non ricevono nessuna alimentazione dal basso dato che il terreno oramai è freddo. In questo modo arrivano su Torino e Milano già scarichi, capaci di dare piogge deboli o moderate. Quindi, in sostanza, nel periodo estivo il mare risulta una preziosa fonte di stabilità, mentre nel periodo autunnale una fucina di temporali.

Autore : Paolo Bonino

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