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Il tempo di Natale a Potenza

Una cronistoria ragionata del tempo natalizio a Potenza negli ultimi 10 anni: curiosità ed eccezioni, sorprese e contrasti, in una delle località italiane con la fenomenologia più variabile.

Climatologia - 24 Dicembre 2002, ore 16.03

Il mese di Dicembre a Potenza, contrariamente a quanto si pensa, non è il più freddo e tantomeno il più nevoso, compresa la sua ultima parte che abbraccia il cuore del periodo natalizio. È infatti questo il momento in cui il fronte polare avvolge tali latitudini e la ciclogenesi si fa più attiva e frequente, tanto che si osserva normalmente un rapido passaggio delle classiche perturbazioni atlantiche sul nord dell'Italia e un loro successivo indugiare e invorticarsi sul sud per più giorni con richiamo di aria fredda da est nord-est. Non è dunque l'altitudine e neppure l'esposizione di questa località al versante adriatico a garantire eventuali periodi freddi e nevosi intorno a Natale, ma anche altre cause come noto concorrono al che si verifichino tali condizioni. Dopo il soltizio invernale l'evoluzione del tempo è stata sempre molto rapida e raramente nel passato si è assistito a condizioni stabili e durature della circolazione generale. Anche le previsioni in questo periodo sono molto complicate da tanti fattori, compresi quelli citati, che possono trasformare una previsione di cielo sereno in uno coperto, una pioggia in una nevicata, un miglioramento in un rapido e brusco peggioramento. Quasi sempre tra Natale e l'Epifania, attraverso il Capodanno i cambiamenti sono stati infatti anche vistosi e, senza annegare nella pioggia di proverbi che caratterizzano questo lasso di tempo, diamo uno sguardo a ciò che si è verificato realmente negli ultimi anni; in particolare gli ultimi 10. Alla fresca memoria di tutti, potentini e non, balza subito il ricordo dello scorso Natale quando una fitta ed intensa nevicata (30 cm) cominciata in sordina nella tarda mattinata del 24 si è protratta fino a notte inoltrata. Le temperature molto basse infine (anche di -7°C) contrastarono palesemente con la pioggia prevista dalla quasi totalità dei meteorologi. Altri episodi nevosi, ma meno intensi si alternarono fino alla notte di Capodanno scemando verso un freddo sempre più secco. Quest'ultimo si protrasse fino all'Epifania e fece di nuovo scendere abbondantemente, complice il cielo sereno e il sole evidentemente molto basso, le temperature. Tra Capodanno e l'Epifania la temperatura massima non salì mai sullo 0°C e si mantenne su valori medi di -3°C! Anche il vento fu protagonista soprattutto tra Natale e Capodanno con un freddo libeccio che ha sfiorato i 100 km/h il giorno 30. Il Natale del 2000 segnò invece l'inizio di un lungo periodo umido dominato dalle correnti occidentali e da un rapido alternarsi di perturbazioni atlantiche. Tra Natale e Capodanno non si è contato un giorno senza pioggia con temperature molto al di sopra della media (il giorno 27 si registrò una minima di ben 10°C!). Tra Capodanno e l'Epifania un anticiclone di matrice afro-mediterranea, fatta eccezione per un episodio temporalesco, riportò un po' di sole ma ci lasciò tanta umidità. Dunque la neve, caso eccezionale, mancò nell'arco di tutti e 15 i giorni. Ma la cosa più strana è che l'unica temperatura negativa (-1°C) si registrò solo la mattina del 2 Gennaio. L'ultimo Natale del millennio (1999) fu il classico Natale grigio-umido intervallo fra due ondate di freddo che si concretizzarono nelle deboli nevicate dei giorni (20-21-22-23 da un lato e 29-31-2 dall'altro). Un caso a parte fu la sera del 28 quando, alle grandinate del giorno, fece seguito una violenta ed intensa nevicata di circa due ore con lampi e tuoni ed un accumulo di 10-15 cm. Da notare che le previsioni erano piovose, al più di temporale, e che le temperature si mantennero abbondantemente sopra lo 0°C (quando la pioggia cominciò a trasformarsi in neve il termometro segnava 5°C! e non scese mai sotto i 3°C durante tutto l'episodio). Nei giorni tra Natale e Capodanno più volte il vento sferzò queste zone sfiorando i 100 km/h. L'ultimo dell'anno trascorse con la massima sotto lo zero, mentre verso l'Epifania una rimonta anticiclonica riportò il Sole, il cielo sereno e temperature via via più miti. Il giorno di Natale del 1998 coincise con l'inizio di un periodo anticiclonico abbastanza stabile che durò fino alla notte di San Silvestro. La notte di Natale la passammo con -6°C, mentre il giorno trascorse quasi sereno ma con la temperatura di -1°C. Le minime fino a Capodanno rimasero pressoché costanti mentre la compressione anticiclonica dell'aria riportò le massime gradualmente verso i 5°C e il cielo via via divenne sempre più coperto. Tra Capodanno e l'Epifania la circolazione occidentale riportò piogge, tempo umido e temperature miti, ma mai superiori ai 10°C. Il Natale del 1997 fu il più triste, meteorologicamente parlando, che ricordi perché in un clima quasi primaverile si alternarono brevi piovaschi e molte giornate quasi del tutto serene. Ciò contribuì a mantenere le temperature massime prossime ai 10°C e le minime sotto lo zero solo pochi giorni prima del Capodanno. Tutt'altra cosa fu il periodo natalizio del 1996 che si pose come spartiacque tra una settimana di tempo umido e piovoso, così come fu lo stesso giorno di Natale, ed un periodo freddo anche se scarsamente nevoso. Anche in questo caso è stridente la differenza tra la settimana di Natale Capodanno e quella tra Capodanno e l'Epifania. Nella prima le temperature si mantennero molto basse con una punta minima di -9°C il 27, mentre nella seconda si alzarono progressivamente, soprattutto le massime ed il clima si fece più umido e ventoso, ma senza esagerazioni. Con la vigilia del Natale del 1995 cominciava invece il periodo natalizio più piovoso che io ricordi. Tranne una pausa nella notte tra il 4 e il 5 Gennaio non si contò un solo giorno senza pioggia. Alla fine si registrarono accumuli di circa 150 mm segno di precipitazioni non sempre intense. Ma il vero protagonista fu il vento che tra Natale e Santo Stefano soffiò impetuoso con punte di 120-130 km/h. Si contarono molti danni in città e soprattutto fuori dove alcune zone boscate furono letteralmente spianate. Fu l'unico periodo natalizio senza temperature inferiori allo zero, ma quell'anno la neve cadde abbondante in tutto il mese di Febbraio. Un periodo natalizio quello del 1994 dai due volti assolutamente contrastanti. Tra Natale e Capodanno tanta umidità e cieli grigi più o meno come quest'anno; poca pioggia e temperature miti fino a San Silvestro. Allora una profonda saccatura atlantica contribuì a invertire il senso delle correnti e dopo tre giorni di pioggia a cavallo proprio del Capodanno fece seguito un periodo freddo e abbondantemente nevoso. Tra il 2 e l'8 Gennaio caddero in totale 80 cm di neve e, tranne brevi pause di qualche ora, non smise mai di "fioccare". Due furono però le nevicate più intense però, nei giorni 2 e 6 Gennaio, con accumuli di 20-25 cm. Da segnalare che quella del 2 Gennaio fu la prima neve dell'inverno 1994-1995, mai così tardi per Potenza, per quanto la mia breve memoria ricordi. Anche il periodo natalizio del 1993-1994 presentò due facce contrastanti. Il giorno di Natale si aprì con una debole nevicata a seguito del passaggio di un rapido ed intenso fronte freddo. Altri impulsi via via relativamente più freddi si avvicendarono con temporali seguiti da rovesci nevosi fino al giorno 29, quando un cuneo anticiclonico pose la parola fine a questa forte instabilità. Le temperature non scesero mai al di sotto -6°C e solo la notte di San Silvestro si toccarono i -7°C. tra Capodanno e l'Epifania il clima si fece sempre più mite e la circolazione acquisì una componente sempre più occidentale; tanta umidità e qualche piovasco. Solo il giorno di capodanno fu caratterizzato dal passaggio di un rapido ed intenso corpo temporalesco fotocopia di quelli precedenti che però non diede seguito ad episodi nevosi se non al di sopra dei 1000 m. si poterono osservare fiocchi misti alla pioggia ma nulla più. Natale del 1992 inaugurò l'inizio di un periodo sempre più freddo che culminò in una vera e propria ondata di Burian tra il 2 e il 4 Gennaio successivi quando le temperature minime scesero a -11°C. La neve però fece la sua comparsa, per la prima volta quell'anno, già la sera del 27, quando una debole perturbazione lasciò il posto a correnti nord-orientali. Alcuni fronti di origine nord-atlantica nei giorni successivi movimentarono il cielo con brevi piovaschi subito seguiti da intensi rovesci nevosi culminanti il giorno di San Silvestro con una fitta e duratura nevicata (15 cm). Ma il bello doveva ancora venire quando la notte tra il 1 e il 2 Gennaio si instaurarono forti correnti orientali di Burian. Due impulsi principali, intervallati da un esiguo quanto gelido miglioramento il giorno tre, scaricarono in totale ben 60 cm di neve, che il vento (con raffiche di 60-80 km/h) provvide a distribuire in maniera così irregolare che ad aree quasi scoperte con pochi cm di neve, si succedevano aree sepolte da oltre 1,5 m di neve! L'Epifania fu l'ultimo giorno grigio a cui fece seguito un lungo periodo anticiclonico a cielo sereno di oltre 20 giorni. Dunque di periodi natalizi senza neve dal 1992 ce ne sono stati tanti (2000-01; 1998-99; 1997-98; 1995-96) concentrati soprattutto nell'ultima parte; ma se è mancata la neve non certo è mancato il freddo. Ciò che invece mi preme sottolineare è la notevole variabilità fenomenologica di questo periodo che, fatta eccezione per il 1997-98, ha sempre presentato notevoli contrasti. In primis quelli di natura termica quando, in barba alle medie, si sono registrati valori molto discostanti. Un'altra caratteristica non evidenziabile da questa analisi è però la difficoltà revisionale, soprattutto in termini di fenomenologia. Molte nevicate hanno colto di sorpresa gli abitanti di Potenza, così come il vento che in queste zone di crinale spesso è stato accelerato da effetti orografici oltre limiti pericolosi. Per concludere mi preme dire che anche se questo Natale trascorrerà in una grigia umidità le probabilità che il Capodanno, e ancor più l'Epifania, saranno differenti sono davvero tante, soprattutto in questo lembo di meridione così notevolmente esposto ad ogni cambiamento.

Autore : Giuseppe Tito

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