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Il clima di Roma è davvero "Mediterraneo"?

L'Atlantico è sempre più latitante e il cambiamento si avverte anche sul versante tirrenico e a Roma, dove non tutti i quartieri hanno esattamente lo stesso tipo di clima.

Climatologia - 1 Giugno 2004, ore 11.42

Afa spesso opprimente in estate, piogge e allagamenti in autunno (favoriti da strade e tombini non in perfette condizioni), fredda Tramontana e cielo limpido d'inverno e il mitico "Ponentino" che sempre più ormai sembra intrappolato in qualche coda sul Raccordo, la Via del Mare o la Colombo... Il clima degli ultimi anni sulla Capitale può davvero definirsi "Mediterraneo"? In Europa questa definizione è usata per descrivere l'andamento climatico di gran parte delle regioni che si affacciano direttamente sul Mare Nostrum e sottintende genericamente "un'estate secca e un inverno umido". Da costa a costa, dal Portogallo e la Spagna fino in Grecia è evidente come la particolare conformazione del territorio dia origine a centinaia di microclimi con delle affascinanti sfumature. Non fanno eccezione nemmeno le pianure su cui è costruita Roma inclusi i leggendari 7 colli. Come si stanno comportando ultimamente le 4 stagioni sulla Città Eterna? La primavera, che in passato era estremamente variabile con temporali pomeridiani che sconfinavano dall'Appennino senza grandi problemi, è divenuta più siccitosa. Manca infatti, a parte qualche eccezione, l'afflusso umido da ovest o sud-ovest, innescato dall'arrivo delle ormai rare perturbazioni atlantiche. Spesso si verificano situazioni diametralmente opposte: soleggiato e secco durante le fasi anticicloniche, temporalesco, anche con qualche danno, nel caso di break freschi da nord. L'estate sta diventando il vero tormentone dei romani. L'alta pressione che occupa quasi stabilmente il territorio da giugno a settembre è sempre meno azzorriana e sempre più subtropicale con forti ondate di caldo più frequenti che negli anni precedenti. L'isola di calore urbano e il tasso di umidità elevato danno una forte sensazione di afa e nottate insonni per chi vive o lavora in città e non ha un condizionatore a portata di mano. Il Ponentino, la brezza marina che nel pomeriggio si spingeva fino in città (ricordiamo che il mar Tirreno si trova a circa 40 km dall'Urbe) è sempre più ostacolato da palazzoni di vario tipo. Al suo posto, soprattutto nei quartieri periferici, insorge una brezza da isola di calore urbano, visto il diverso riscaldamento che c'è fra il centro della città e le campagne esterne al Raccordo. L'autunno è spesso annunciato da temporali rovinosi che creano allagamenti e smottamenti sulle strade, oltre ad alberi spezzati e danni ai cornicioni dei palazzi. La regolarità delle piovose perturbazioni atlantiche è sempre più spesso rimpiazzata da umidi fronti afro-mediterranei che oltre alla pioggia riversano ingenti quantitativi di sabbia. L'inverno poi vede aumentato il numero delle giornate con Tramontana, che a Roma assume un carattere favonico mantenendo il cielo di un azzurro intenso. La neve, in perfetta sintonia col passato, fa apparizioni molto rare che non lasciano traccia di sé se non nelle annate eccezionali, come il 1929, il 1956 o il 1985-86. Nei mesi più freddi dell'anno, le perturbazioni più importanti tendono ad arrivare da nord-ovest, quando gli impulsi di aria artica marittima si infilano nella Valle del Rodano o nella Porta di Carcassona. Oltre questo andamento generale per la città, si distinguono 3 grandi aree che presentano ulteriori sfumature o microclimi: il litorale, il centro-nord, i Castelli. Gli effetti del mare infatti si avvertono, oltre che ad Ostia e Fiumicino, anche su i quartieri occidentali o sud-occidentali come l'Aurelio, Portuense, l'EUR e in certe occasioni Testaccio. Su queste zone si fa sentire l'effetto mitigatore del mare che limita il freddo in inverno e il caldo in estate di qualche grado. Frequenti a fine inverno anche le nebbie che a volte costringono l'aeroporto Leonardo Da Vinci ad una momentanea chiusura. I quartieri posti a nord e ad est, oltre tutta la zona centrale sono troppo lontani dal mare per sentirne gli effetti. Dunque in inverno sono più probabili gelate notturne (escluso il centro storico che risente dell'effetto dell'isola di calore) e le nebbie al primo mattino. D'estate, al contrario il caldo è più torrido e ad esempio, in giornate particolarmente torride possono esserci anche 10° di differenza fra Fiumicino e il Salario. I temporali pomeridiani, con il loro apice fra maggio e giugno, raggiungono più facilmente i quartieri più settentrionali ed orientali. Con caratteristiche simili ma anche alcune differenze è la zona dei Castelli romani o Colli Albani che estende la sua influenza anche su Casilino, Tuscolano e Appio, il sud-est della città. D'estate infatti, vista la maggior vicinanza con la campagna e con la collina, si può beneficiare di una brezza e di nottate leggermente più fresche (ad eccezione delle zone dove i palazzi sorgono a distanza molto ravvicinata). Sui Colli Albani, con situazioni di instabilità si formano dei temporali che non di rado raggiungono Cinecittà, il Quarto Miglio, Tor Pignattara.

Autore : Simone Maio

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