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Il clima cambia anche per colpa dell'uomo? Voi che ne pensate?

Continua il grande dibattito sul ruolo svolto dall'uomo nei cambiamenti climatici.

Climatologia - 6 Ottobre 2012, ore 10.02

Scienziati e climatologi si dividono ormai tra coloro che ritengono l'uomo una forzante importante nel cambiamento climatico naturale (che in questo momento va verso il caldo) e gli scettici, che invece nutrono molti dubbi sul ruolo dell'uomo in questo cambiamento e sono invece convinti che l’influenza dei gas-serra sul riscaldamento globale sia marginale, sposando più la linea di una ciclica variazione naturale del clima.
 
A sostegno degli uni e degli altri facciamo alcune considerazioni interessanti: l’età della Terra viene misurata in cinque miliardi di anni ma rispetto a questo lungo periodo solo nell’ultima fase possiamo ricavare informazioni rilevanti circa l’andamento climatico.

Limitandoci all’esame delle ultime due ere geologiche, quella del Terziario e quella nella quale viviamo, il Quaternario, si ritrovano periodi inizialmente miti, poi sempre più freddi, finché ritroviamo una regolare alternanza. Si ritiene però che durante i periodi caldi la temperatura alle latitudini medie fosse di almeno 2 gradi più alta rispetto a quella attuale e che per oltre l’85% del tempo della storia della Terra il clima sia risultato più caldo dell’attuale.

Il Pleistocene è il periodo più antico del Quaternario e fu caratterizzato da quattro periodi glaciali: l'ultimo di questi è detto "Wurmiano" ed ha avuto inizio circa 40 mila anni fa. Fra 8000 e 7000 anni fa c'è stato il famoso periodo dell'optimum climatico con temperature di almeno 2°C gradi più alte di quelle attuali.

Da allora il clima si è gradualmente raffreddato sia pure sempre a fasi alterne. Ad esempio, dopo il riscaldamento del 1200 ci fu un ritorno del freddo e nel 1431 iniziò la piccola era glaciale che si concluse intorno al 1850. Dalla fine della prima guerra mondiale al secondo dopoguerra c'è stato un notevole riscaldamento ma nel trentennio successivo le temperature sono mediamente calate.

Nell'ultimo trentennio la tendenza all'aumento è stata così "spettacolare" che gli scienziati ritengono che la fase di ciclicità sia stata alterata dall'impiego massiccio dei gas-serra. Così come una rondine non fa primavera non bisognerebbe nemmeno tener conto delle "performances" di singole annate calde o fredde. Invece negli ultimi anni una prevalenza di annate particolarmente calde ha fatto mettere a segno molti "goals" ai serristi.

Non è bastato il rigido inverno del 1985 o del 2012 e qualche intensa ondata di freddo a far cambiare parere agli esperti. Ma nelle carote di ghiaccio antartico un gruppo di ricercatori ha confermato che la ciclicità continuerà e che l'effetto serra, così come sostiene anche l'illustro professor Antonino Zichichi influenza in maniera davvero marginale il cambio climatico.

A sostegno dei “serristi” ci sono però dati inconfutabili che dimostrano come nell’ultimo secolo l’aumento della concentrazione di anidride carbonica sia stato direttamente proporzionale a quello della temperatura globale. Ma non ci sono solo i gas serra sul banco degli imputati: l'aumento della temperatura del Pianeta sembra sia anche correlato ad una riduzione della velocità di rotazione della Terra che farebbe aumentare la durata del giorno di qualche millisecondo all'anno.

Ci sono poi tutte le teorie di Milankovitch sulla variazione climatica dovuta a cause astronomiche: lenta variazione della forma dell'orbita terrestre, variazione dell'inclinazione dell'asse di rotazione terrestre. Tenendo presente che le glaciazioni si sono verificati mediamente ogni 150 milioni di anni si è fatto un collegamento con il passaggio di polveri cosmiche che circondano i bracci spiraliformi della Via Lattea che attenuerebbero in parte la radiazione solare.

Gli scienziati serristi ritengono comunque che solo il grosso lavoro di assorbimento svolto dagli oceani nei confronti dell'anidride carbonica ha impedito fino ad ora un riscaldamento ancora più netto; ma questa ancora di salvezza si spezzerà nel corso dei prossimi trent'anni. Gli scettici ricordano però che la sospensione di polveri nell'aria farà aumentare i nuclei di condensazione a disposizione delle nubi per formarsi e attenuare così l'incidenza della radiazione solare.

I serristi portano prove riguardanti l'inquinamento dei mari; laddove si riscontra la maggiore presenza di idrocarburi l'aerosol marino, che dovrebbe produrre nuclei di condensazione, non si forma. Gli scettici rispondono con i dati sui vulcani. Come vedete siamo in piena bagarre ma i serristi al momento sono in vantaggio. E voi, cosa ne pensate, a chi date ragione? Scriveteci!


Autore : Alessio Grosso

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