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Gli ingressi delle depressioni in Italia

Cerchiamo di fare chiarezza sulle diverse modalità in cui le depressioni possono entrare in Italia. In relazione alla sinottica quali parti del Paese saranno esposte maggiormente e quali saranno escluse?

Climatologia - 21 Settembre 2012, ore 18.00

Il clima dell'Italia è caratterizzato dall'essere influenzato in buona parte dalla presenza preponderante del mare, il quale favorisce senza dubbio l'inserimento o la formazione in loco di perturbazioni dalle più disparate origini sinottiche. Oltre all'oceano Atlantico ed il mar Mediterraneo ritroviamo come protagonisti fondamentali del nostro clima l'influenza delle correnti fredde da nord o da est e la presenza del continente africano, rendendo così ulteriormente complesse le sfaccettature del tempo sullo stivale. 

Alla luce di queste premesse cerchiamo di fare un pò di chiarezza riguardo "le modalità" di ingresso di fronti e perturbazioni sul nostro Paese. In che modo possono presentarsi le depressioni? A seconda del loro ingresso quali saranno le regioni più esposte a precipitazioni? 

A comandare le redini del tempo ed il modo in cui i fronti perturbati entrano nel nostro Paese, l'anticiclone delle Azzorre subordinato a quello africano durante il periodo estivo, svolgono un ruolo fondamentale.

Proviamo a sintetizzare questo discorso elencando le situazioni più ricorrenti a cui è possibile assistere sull'Europa e sull'Italia. 

- anticiclone delle Azzorre sbilanciato verso est sin verso penisola Iberica e Francia: come anticipato, la posizione dell'alta pressione azzorriana svolge un ruolo fondamentale circa la distribuzione delle depressioni. (e quindi dei fronti ad esse annessi) La presenza di un'area di alta pressione decentrata verso il settore occidentale d'Europa determina solitamente una deviazione della jet-stream alle alte quote atmosferiche la quale tende a provenire sul nostro Paese da nord-ovest. 

Un pattern di questo tipo predispone l'atmosfera all'ingresso di fronti perturbati da nord o da nord-ovest. In questo panorama le regioni settentrionali risultano spesso fuori dai giochi soprattutto in termini di piogge o neve. Le regioni meridionali e le due isole maggiori i settori invece più privilegiati. 

Durante il periodo tardo estivo un pattern di questo tipo provoca un proseguimento dell'estate sotto temperature più fresche e tempo secco al nord. Il meridione risulta di sovente interessato da nuclei temporaleschi ed instabilità sparsa. 

Durante l'inverno la presenza di aree di bassa pressione e gran freddo su Scandinavia ed Europa dell'est può complicare ulteriormente un quadro di questo tipo. Le depressioni che isolano il loro perno al meridione risucchiano aria gelida continentale portando ad episodi di freddo e neve sino a bassa quota su versanti adriatici e meridione. Vento freddo e gran secco al nord. (inverno 2012)
 

- anticiclone delle Azzorre ritirato in pieno oceano Atlantico oppure sbilanciato verso nord:  una situazione di questo tipo è di solito garanzia di tempo instabile più diffuso a tutto il Paese. Il settentrione d'Italia risulta spesso protagonista degli acuti di maltempo più intensi. 

La mancanza di una struttura di alta pressione sull'Europa occidentale consente l'ingresso di masse d'aria fredda da penisola Iberica o Francia. L'ingresso dell'aria fredda da queste due regioni determina spesso la formazione di depressioni da contrasto con la formazione di sistemi frontali organizzati direttamente nel Mediterraneo occidentale. 

Il letto di correnti meridionali così attivato sull'Italia trasporta i corpi nuvolosi sino al nord provocando fasi di maltempo nevoso o piovoso. Durante il periodo estivo od inizio autunnale questo pattern è garanzia di temporali e fenomeni di instabilità concentrati soprattutto nei versanti tirrenici. 

Nelle dinamiche invernali questa evoluzione può rappresentare il passo successivo al primo punto citato in questo articolo.

Inizialmente l'anticiclone delle Azzorre risulta in posizione invasiva su Inghilterra, Francia e penisola Iberica. Il continuo martellamento del fianco orientale dell'alta pressione da parte di venti gelidi da nord o da est può però gradualmente deprimere la pressione ed il geopotenziale anche sull'Europa occidentale favorendo la formazione di depressioni più ad ovest. 

Durante il periodo invernale richiami sciroccali che sovrascorrono sopra il cuscino freddo padano possono portare episodi di neve sino in pianura sul settentrione mentre scirocco e temperature miti prenderebbero possesso delle regioni centrali e meridionali, con atmosfera più secca. 

- anticiclone delle Azzorre ritirato in pieno Atlantico, blocco anticiclonico sull'Europa orientale: pattern potenzialmente pericoloso e relativamente frequente dal periodo tardo estivo sino all'autunno inoltrato. L'anticiclone delle Azzorre risulta defilato molto ad ovest in pieno oceano Atlantico. Aria fredda nord atlantica di sovente scorre verso sud lungo il fianco orientale dell'anticiclone giungendo sino alla penisola Iberica. 

Le temperature roventi africane non sono ancora messe del tutto fuori causa. L'innesco sul Mediterraneo centro-occidentale di un intenso flusso di correnti meridionali di risposta all'affondo freddo favorisce l'elevazione di un'area di alta pressione sull'Europa orientale ed i Balcani. 

Si tratta del classico pattern alluvionale o da nubifragio per le regioni centro-settentrionali. L'evoluzione dell'intero sistema perturbato risulta difficoltosa, l'intenso richiamo di aria calda innescato dalla stessa depressione ne rallenta l'avanzata verso est predisponendo le regioni esposte ai venti meridionali ad accumulate molto importanti. 

Un pattern di questo tipo comporta di sovente il ritorno di temperature quasi estive nel mezzogiorno anche nel mese di ottobre inoltrato.

- cut off mediterraneo: situazione tipicamente estiva od inizio autunnale. Gli anticicloni in questa fase risultano molto potenti ma può comunque accadere che un fronte più intraprendente degli altri riesca a bucare il tessuto anticiclonico facendo breccia nel Mediterraneo. 

In questo periodo dell'anno la forza delle depressioni e le relative alimentazioni fredde sono limitate nel tempo e nello spazio. L'alta pressione tende così a chiudere velocemente la falla barica interrompendo l'alimentazione fredda alla depressione favorendone l'evoluzione in cut-off, cioè un minimo chiuso di bassa pressione non più alimentato da aria fredda. 

Quando il cut-off perde completamente il collegamento con l'aria fredda che lo alimentava, non più sostenuto dal getto d'alta quota va arenandosi esaurendosi sul posto oppure isolandosi sempre più a sud (sprofondamento) riassorbendosi in pochi giorni. 

La distribuzione dei fenomeni dipende essenzialmente su dove andrà a collocarsi il cut-off nel bacino del Mediterraneo o sull'Europa.

Ritorniamo così al punto uno. Anticiclone delle Azzorre defilato in atlantico oppure sbilanciato molto a nord favorisce l'isolamento dei cut-off sul Mediterraneo occidentale con interessamento del settentrione, la Sardegna ed i versanti tirrenici. 

Anticiclone delle Azzorre "adagiato" all'Europa occidentale con scarsa propensione ad elevarsi verso nord favorisce soprattutto cut-off sul basso Tirreno e lo Jonio con maltempo e temporali diretti al mezzogiorno. 


Autore : William Demasi

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