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EUROPA SEMI-SOMMERSA?

Ecco la sintesi di un'importante intervista al Dottor Borghi dell'osservatorio di Brera-Duomo sul cambiamento climatico in atto

Climatologia - 24 Gennaio 2001, ore 09.09

Nell'articolo di Ruggero Leonardi - vedi "Oggi" n° 3 del 17.01.01- che anticipa cosa potrebbe succedere tra migliaia di anni sul nostro pianeta se, a causa dell'effetto serra si sciogliessere i ghiacci e si alzasse eccessivamente il livello del mare, è stato intervistato il direttore dell'Osservatorio meteorologico di Brera Duomo dott. Sergio Borghi. Il dott. Borghi fa il punto sulla situazione del nostro pianeta: “è una realtà, dice, che la temperatura sia aumentata di quasi un grado nell'ultimo secolo. Le enormi immissioni di anidride carbonica e altri gas nell'atmosfera, le deforestazioni, i ghiacci polari che si sciolgono, non sono estranei alla mano dell'uomo. Alla domanda postagli, se è vero che il pianeta diverrà con città e continenti sommersi dall'innalzamento degli oceani, Borghi risponde che è pur vero che si stanno registrando fenomeni atmosferici di insolita violenza e che il clima variabile sta diventando una regola, ma tutto ciò non significa che debba accadere quanto catastroficamente previsto." Per quanto riguarda l'anidride carbonica precisa che le immissioni attuali costituiscono il tre per mille dell'anidride già presente nell'atmosfera. E' una percentuale esigua e dire, come fa qualcuno, che bisogna ridurre di un terzo le immissioni significa ridurre di un terzo i processi di combustione del pianeta: trasporti, riscaldamento, attività industriali ecc. Gli Stati Uniti propongono la riforestazione in attesa di maggiori conoscenze. Borghi ricorda poi che nel 1700 la temperatura si era abbassata, ora sta risalendo ma ciò non significa che il fenomeno sia inarrestabile e che la terra si riduca ad un deserto. Borghi continua commentando che se i nostri ghiacciai si sciolgono ciò è anche dovuto ad inverni anticipati con poche nevicate in novembre e dicembre. La neve che cade più tardi viene fusa dal riscaldamento cosicchè la quantità di neve nei ghiacciai non si accresce. Le nevicate infatti avvengono in tempi diversi rispetto ad una volta. Per quanto riguarda il nostro futuro c'è il sospetto, peraltro condiviso da molti studiosi, di "estremizzazione del clima" cioè che la nostra atmosfera, sempre attenta a ricreare i suoi equilibri tra Terra e Sole, si difenda con i "capricci del clima" dall'eccesso di energie che le vengono imposte." Ruggero Leonardi chiede infine le previsioni del tempo per il 2001. Borghi lo accontenta a grandi linee: Per l'Italia, paese in cui la fine dell'inverno è abitualmente determinata da mesi poveri di pioggia e neve, si possono ipotizzare precipitazioni più abbondanti della norma e temperature leggermente più alte. Per quanto riguarda la primavera si prevede un pò più rigida con poche precipitazioni e che tende a prolungarsi con un periodo di siccità fino alla tarda estate coinvolgendo in pieno anche settembre. Non si pronuncia invece (per fortuna) sul prossimo inverno.

Autore : Maria Luisa D'Asti

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