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Come sono variate le piogge negli ultimi anni in Italia?

Valutiamo insieme se le precipitazioni sono aumentate o diminuite sul nostro Paese.

Climatologia - 6 Ottobre 2003, ore 10.41

La pioggia, quasi sempre, viene considerata dalla maggior parte delle persone una sorta di “fastidioso fenomeno atmosferico” che ci obbliga ad uscire con mantelle ed ombrelli. In effetti molti lavori all’aperto non si possono svolgere quando piove, con ripercussioni notevoli sull’iter lavorativo di diverse imprese. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che la pioggia è un bene importantissimo per i terreni e le falde acquifere, che traggono “giovamento” ad ogni millimetro d’acqua che cade dal cielo. La pioggia però è anche distruzione quando si presenta sottoforma di nubifragio e soprattutto quanto si concentra in zone ristrette e in un lasso di tempo piuttosto breve. L’orografia tormentata del nostro Paese fa il resto, determinando le condizioni per le cosiddette “alluvioni lampo”, estremamente pericolose. In questi ultimi anni, di conseguenza, si fa un gran parlare della pioggia: c’è preoccupazione quando scarseggia e la si invoca a squarciagola, mentre quando si presentano sull’Italia diverse perturbazioni foriere di intense precipitazioni, come lo scorso anno, si spera addirittura che la pioggia cessi. In questa alternanza di piogge intense e periodi di secca, due domande sorgono spontanee: “le piogge in Italia sono aumentate o diminuite?” E inoltre “l’uomo con i suoi inquinanti ha modificato il regime pluviometrico del nostro Paese?”. Per rispondere alla prima domanda sono stati presi in esame numerosi dati e si è giunti ad una conclusione: su quasi tutta l’Italia le piogge sono diminuite negli ultimi 20 anni, con scostamenti piuttosto alti rispetto alle medie, specie nel periodo invernale. Un lieve incremento delle precipitazioni, tuttavia, si evidenzia al centro-nord tra la tarda primavera, l’inizio dell’estate e nei mesi autunnali. Questo, comunque, non riesce a bilanciare le perdite invernali e il bilancio di conseguenza risulta in deficit. A scala nazionale, le piogge sembrano diminuite maggiormente al nord e al sud, mentre al centro si registrano scostamenti più blandi dai valori medi. Quali le cause di queste variazioni nel campo delle precipitazioni? Nessuno lo sa con certezza. Sicuramente si tratta di cicli che la natura segue; queste traggono origine da anomalie termiche e bariche che di tanto in tanto si manifestano. Tutto ciò si ripercuote sulla circolazione generale dell’atmosfera che propone anticicloni di blocco molto ponenti alternati a brevi fasi di intensa attività depressionaria. Risulta ancora totalmente da valutare l’ipotesi che questo stato di cose si sia venuto a creare a seguito delle attività antropiche. Quindi il ritenere sempre l’uomo come responsabile delle fluttuazioni climatiche è quantomeno paradossale, in quanto non suffragato da dati certi.

Autore : Paolo Bonino

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