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Inverno: l'americano non ci crede, l'inglese resta quasi isolato, le ultimissime dalla redazione

Si discute in redazione.

Brevissime - 18 Novembre 2013, ore 14.16

-Alessio Grosso fa notare ai colleghi come l'ultimo run del modello americano non creda proprio in un'escalation invernale per la fine della settimana. Lo zero termico, secondo la maggioranza delle corse alternative di questo run, oltre che per la corsa ufficiale e di controllo, difficilmente riuscirà a sfondare sia sul settentrione, nè tantomeno sul centro Italia.

-Luca Angelini ritiene che il rialzo della maggioranza delle termiche per la fine del mese, così come viene evidenziato dall'analisi spaghetti, vorrebbe suggerirci una possibile temporanea compattazione del vortice polare con conseguente propagazione verso levante dell'anticiclone delle Azzorre e limitazione degli scambi meridiani di calore.

-In realtà dall'osservazione di tutte le corse si evince come la spinta del getto non porti automaticamente verso l'alta pressione, ma possa consegnarci anche un treno di correnti atlantiche piuttosto ondulate, che potrebbe favorire la prosecuzione della fase variabile, a tratti piovosa. Sempre però in un contesto mite.

-Subito nasce il confronto con il modello inglese, che invece anche nella sua analisi d'ensemble, cioè d'insieme, opta per la prosecuzione della fase di scambi meridiani, con nuovi affondi di vortici freddi verso l'Europa centrale sino a coinvolgere l'Italia. Secondo gli inglesi l'episodio freddo sull'Italia da domenica ci sarebbe eccome e avrebbe poi anche conseguenze nevose a bassa quota sia in Appennino che sulle Alpi, addirittura al momento l'ipotesi della corsa ufficiale li vedrebbe sino in Valpadana.
Anche il il modello canadese opta in verità per il freddo con neve in Appennino per lo stesso periodo, gli altri modelli piazzano l'irruzione sull'ovest del Continente.

-La soluzione va cercata allora sul Pacifico e in stratosfera, oltre che da tante ulteriori comparazioni, ma sempre utilizzando le mappe in versione Global, per cogliere l'uscita delle correnti occidentali dagli States. Una temporanea accelerata della corrente a getto era prevista (ed oltrettutto era prevedibile), resta da capire se tutto questo accadrà davvero entro fine mese oppure no.

-E' preoccupato Paolo Bonino dalla situazione in Sardegna con ben due autorigeneranti sull'isola, uno ad ovest ed uno ad est, come fossero due falò. Evento abbastanza raro, perchè di solito l'energia si concentra tutta in un punto, salvo quando l'energia in gioco è molta, come in questi casi.

-In serata il team si attende forti piogge anche su Calabria jonica, Golfo di Taranto e Ponente ligure, dunque attenzione agli spostamenti su queste zone.


Autore : Redazione di MeteoLive.it

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