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Il cielo di dicembre

Guida alla comprensione del cielo stellato del mese di dicembre.

Astronomia - 24 Novembre 2007, ore 09.17

"Ma che stellata questa notte!"... Quante volte abbiamo esclamato questa frase osservando il cielo durante una tersa serata invernale. In effetti, le costellazioni che occupano la volta celeste invernale a differenza di altri periodi dell'anno hanno un'alta percentuale di stelle molto luminose che sommate allo splendore del "vicino transito" dei due pianeti giganti Giove e Saturno, conferiscono al cielo un aspetto particolarmente brillante e suggestivo. In prima serata, osservando ad Est poco sopra l'orizzonte, troviamo la costellazione dei Gemelli. La Costellazione prende il nome dalle sue due stelle principali: Castore e Polluce, i due gemelli che nella mitologia sono figli di Leda e Giove, protettori dei romani in battaglia e dei marinai durante le tempeste. Polluce, la stella piu' brillante, di magnitudine 1,2 e di colore giallo, dista da noi 35 anni/luce (330.000.000.000.000 Km). Castore, meno luminosa della sua gemella, splende di luce bianca, e' di magnitudine 1,6 e dista da noi 45 anni/luce. Quest'ultima e' una delle piu' interessanti stelle doppie, cioe' ha una stella legata gravitazionalmente che le orbita attorno in circa 4 secoli. Nella Costellazione troviamo due "ammassi aperti": M35, un ammasso abbastanza luminoso e relativamente vicino situato a 2200 anni/luce da noi e NGC 2158, molto meno luminoso del primo si trova a ben 16.000 anni/luce dalla nostra Terra. Sulla destra, sotto i Gemelli, troviamo la costellazione di Orione (in latino Orion, Orions). La costellazione è una delle più belle e spettacolari di tutto l'emisfero boreale, con una cintura centrale costituita da tre piccole stelle allineate. Grazie alla sua posizione, prossima all'equatore celeste, essa può essere vista da qualsiasi parte della Terra, ad esclusione dei due poli. Vi sono contenute tre delle ventiquattro stelle più luminose del cielo: Betelgeuse, Rigel e Bellatrix. Queste tre stelle, insieme a Saiph, costruiscono un quadrilatero che rappresenterebbe poi la sagoma di Orione. Alfa Orionis è Betelgeuse, che in arabo significa spalla; si tratta di una stella gigante rossa di tipo spettrale M2, distante 270 anni luce. La sua temperatura superficiale è di circa 3200 gradi kelvin ed il suo diametro è pari a 400 volte quello del Sole. Beta Orionis è detta anche Rigel (il piede del cacciatore Orione). E' una stella di magnitudine 0,3 e tipo spettrale B8. Il diametro di Rigel è 19 volte quello del Sole e la sua luminosità è 25.000 volte maggiore con una temperatura interna stimata di 50.000.000 °C. La distanza dalla Terra è di circa 650 anni luce. Gamma Orionis, o Bellatrix (che in latino significa "la guerriera") è una stella di magnitudine 1,9, distante dalla Terra 250 anni luce. Le tre stelle della cintura centrale di Orione sono Alnilam, Alnitak e Mintaka ("Cintura"). Queste tre stelle sono note con diversi appellativi, per es. i tre Re Magi, o i tre Re, o il rastrello. Alnilam e Alnitak significano ambedue "filo di perle". La costellazione di Orione ospita uno tra gli oggetti piu' affascinanti dell'intero cielo boreale: la Nebulosa di Orione o M 42, una nebulosa gassosa distante 1500 anni luce dalla Terra. Il diametro apparente di questa enorme nube di idrogeno, scoperta nel 1610 dall'astronomo Peiresc è di 3 gradi circa, e la sua magnitudine totale è di 2,9. Appena visibile con un binocolo, la Nebulosa possiede in realtà una massa totale pari a 10 masse solari. Poco più in basso a destra di Alnitak (una delle stelle della cintura di Orione) troviamo la famosa Nebulosa Testa di cavallo non visibile ad occhio nudo. Si tratta di una nebulosa oscura, distante 1600 anni luce, detta anche Barnard 33. Intorno alla seconda metà di ottobre la costellazione di Orione sembra riversare sulla Terra uno sciame meteorico piuttosto generoso, detto delle "orionidi", che gli astronomi mettono in relazione con i vari passaggi della cometa di Halley. La costellazione di Orione nella mitologia, rappresenta la figura di un uomo mentre affronta la carica del toro, rappresentato nella vicina costellazione. Le stelle Betelgeuse e Bellatrix (la combattente o l'amazzone) raffigurano le spalle d'Orione; in mezzo è posta la cintura (le stelle Mintaka, Alnilam e Alnitak). In alcune regioni d'Italia le tre stelle della cintura sono identificate con i re Magi. Più in basso, si trovano Saiph e Rigel, che segnano rispettivamente il ginocchio e il piede. La nascita di quest'asterismo risale ai Sumeri, che l'associarono al mito di Gilgamesh. Per i Greci, invece, Orione era figlio di Poseidone, dio del mare, ed Euriale, figlia del re di Creta Minosse. Si narra che una notte, sull'isola di Chio, corteggiò Merope, figlia del re Enopione. Questo suscitò l'ira d'Enopione, che lo fece accecare e lo allontanò dall'isola. Orione si diresse verso l'isola di Lemno dove Efesto, impietosito dalla sua cecità, lo affidò alla guida di Cedalione, che lo condusse verso est, da dove sorgeva il sole e lì riacquistò la vista. Il mito di Orione è legato anche alle Pleiadi rappresentate dall'omonimo ammasso nel Toro, M45), le sette figlie d'Atlante e Pleione, delle quali s'innamorò e perseguitò. Secondo la tradizione Orione trovò la morte a causa di uno scorpione. La costellazione di Orione fu oggetto di molte attenzioni anche da parte degli Egizi. Sembra, infatti, che nell'antico Egitto le tre piramidi nella piana di Giza siano state disposte in modo da rappresentare la costellazione, col fiume Nilo come Via Lattea. Inoltre un condotto d'aria della Grande Piramide è "allineato" con le stelle della cintura d'Orione, mentre l'altro condotto laterale è allineato con Thuban (alpha Draconis), la stella polare di allora. Colgo l'occasione per augurare a voi lettori, meteoappassionati ed amanti della natura un Buon Natale ed un "Sereno" Anno Nuovo. Arrivederci al prossimo mese !

Autore : Luca Savorani e Valerio Zuffi-Gruppo Astrofili Rigel

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