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Quel 4 giugno 1999 a Vittorio Veneto

Solo pochi sapevano quello che stava per succedere...

Amarcord - 4 Aprile 2002, ore 08.47

Una data che ha segnato la storia meteorologica di Vittorio Veneto Era mattina, una mattina come tante altre, e io andavo in seconda media. Sono da sempre un meteo-fanatico, amo la neve più di ogni altra cosa, ma non disdegno neanche i temporali estivi. Come detto,il 4 giugno appariva a un occhio comune come una giornata senza nome, senza un evento che avrebbe segnato le memorie, forse per sempre. Stavo seguendo dalla serata del 3 un sistema nuvoloso che si stava muovendo dalla media Europa all'Ungheria, ma con qualche propaggine anche al nord est; si trattava di un fronte temporalesco attivo, dopo giorni di caldo quasi estivo. Alle 8 di mattina entro in classe, ma da buon osservatore, seguo costantemente con lo sguardo una imponente formazione nuvolosa a WNW, con una strana forma protuberanza, segno di qualcosa di eccezionale in arrivo. Ma una causa di forza maggiore(un odioso compito di matematica!!!)mi costringe per un'ora a concentrarmi altrove;purtroppo per il compito, il mio vero pensiero era su quella nuvola. Non dovevo comunque attendere tanto; ore,9.30 un cupo tuono rompe il gelido silenzio dell'aula e io non mi trattengo più: mi butto sulla prima finestra, restando stupito da quello che vedo. Una incudine temporalesca di proporzioni terribili sovrastava Vittorio Veneto, con le sue "Mammatus" dell'incudine molto estese. Mio Dio!!! Si prendono le precauzioni;i prof.n on riescono a capire il pericolo, e solo un'insegnante ascolterà il consiglio di portare al riparo la macchina. Sarà la sola a non avere danni. Alle 10 inizia un vero e proprio diluvio,il vento è assente e il cielo si fa sempre più scuro, facendo presagire il peggio. Io sono alle stelle, infatti sarebbe stato il primo temporale previsto correttamente. Ma il peggio, inaspettato, arriva alle 10.13: una grandine grossa come noci e talvolta come arance scende con grande furia dal cielo plumbeo,con fulmini,tuoni, vento molto forte e grida di chi vede i vetri delle proprie macchine sfondate da chicchi mai visti qui. Alla grandine segue una pioggia torrenziale, che scioglie lo strato di ghiaccio sulle strade e sui campi:tutto diventa un lago,i tombini sono pieni, il fiume Meschio si alza paurosamente. Alle 11 è finita; 45 minuti di bombardamento naturale termina, e si esce a controllare e a verificare i disastrosi danni provocati dalla grandine. La scuola termina alle 13,io sono in bicicletta,e tornando a casa devo evitare rami, tegole, piante, ogni cosa maciullata. Arrivo a casa. Non vedo che distruzione. Tutti gli alberi provvisti di foglie sono completamente spogliati,i rami a terra sono quasi più numerosi di quelli ancora miracolosamente attaccati. Per terra è ancora tutto bianco,e la grandine resisterà in certi punti protetti, per tre giorni! Raccolgo i chicchi più grossi: alcuni sono come un pugno della mano. I danni alle colture, in piena crescita, sono stimati in miliardi di lire, il raccolto della stagione quesi totalmente distrutto.

Autore : Andrea Costantini

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