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La storica nevicata del 1985 a BERGAMO

Altri tempi?

Amarcord - 7 Gennaio 2003, ore 16.32

Il 1985, quante emozioni... Per ricostruire questo mio resoconto sono andato a “spulciare” nell’archivio dei ricordi ed in quello più concreto dei dati meteorologici relativi al periodo. Io allora avevo 10 anni e vivevo in una zona di Bergamo ancora poco edificata, ai margini di un’ampia campagna dove i contrasti della natura apparivano ancora in tutto il loro fascino, primo fra tutti quello di una bella nevicata. Ricordo bene come quell’anno fosse cominciato con un freddo fuori da ogni norma, con valori (e qui mi rifaccio all’archivio dei dati del Centro Agro-meteorologico di Bergamo per il mese di gennaio) che riporto brevemente in questa tabella relativa alla prima decade: Data Temperatura minima Temperatura massima 1 -5,2 2,8 2 -6,0 -0,4 3 -13,0 4,4 4 -8,2 0,4 5 -7,8 0,4 6 -12,0 -1,8 7 -11,6 -1,6 8 -10,4 -5,8 9 -10,4 -3,0 10 -11,6 -0,4 Come si può notare non si tratta certo di valori nella media del periodo ( che per inciso a Bergamo vedrebbe una minima di –2,5 ed una massima di 5,3 per la prima decade di gennaio). Di neve in realtà vi erano “solo” i 20 cm. caduti il 27/12/84 e la spruzzata di 2 cm. il 9 gennaio ( ragazzi, con una temperatura massima di –3,0 ed una minima di –10,4 !), ma nulla faceva presagire quanto sarebbe accaduto da lì a poco. Ricordo ancora distintamente il particolare del ghiaccio, con la neve al suolo che sembrava fatta di marmo (il che contribuirà non poco ad aumentare lo strato al suolo e la sua consistenza nella nevicata della seconda decade). Va anche ricordato come ciò creasse non pochi problemi di riscaldamento e di ghiaccio nelle tubature, nonché pittoreschi ghiaccioli alle grondaie dei palazzi ed alle belle porte medioevali che danno accesso alla Città Alta. La seconda decade si apre come si era chiusa la prima, cioè con assenza di precipitazioni ed un freddo pungente. In realtà il cambiamento del tempo era già nell’aria, come si può intuire dal leggero rialzo termico delle massime e dall’assestarsi dei valori minimi su valori più in media con il periodo (ma che oggi farebbero gridare all’ondata di freddo polare fuori da ogni norma, quantomeno su certa stampa che tratta ogni cambiamento del tempo come un evento degno dell’Apocalisse !). Vediamo più in dettaglio i dati relativi alla seconda decade: Data Temperatura minima Temperatura massima 11 -11,6 1,8 12 -11,4 1,8 13 -11,6 -2,4 14 -7,4 -1,0 15 -2,4 -1,4 16 -1,4 -0,6 17 -1,4 2,2 18 -0,8 1,0 19 -1,8 1,8 20 -5,4 3,0 Come vedete non si può certo dire che facesse caldo, ma comunque le correnti in quota cominciavano a cambiare direzione e, soprattutto, a portare nubi cariche di neve anche sul Nord Italia. Il giorno 14 si aprì con una nevicata che già di per sé avrebbe lasciato il segno, in quanto a Bergamo ho trovato scarsi precedenti di una precipitazione nevosa di 26 cm nell’arco delle 24 ore ( forse anche meno, perché mi pare di ricordare che iniziò a nevicare nella tarda mattinata, potendo gioire ancora di più dell’evento dalla finestra della mia classe di quinta elementare, che ricordo dava su un ampio prato ai margini della campagna). La temperatura rimaneva comunque abbastanza bassa, favorendo il depositarsi al suolo della neve, su quella già abbondante caduta alla fine del 1984 (quante coincidenze favorevoli quell’anno…) . La giornata successiva portò un nuovo contributo di 14 cm. di neve fresca, creando grosse situazioni di disagio per la circolazione stradale e ferroviaria, con le prime ventilate ipotesi di chiusura delle scuole ( ricordo ancora l’attesa di quel fatidico annuncio…). Va sottolineato come le temperature rimanessero ancora sotto lo zero anche per la massima, portando neve farinosa ma non troppo bagnata, la condizione ideale per ogni appassionato di neve! Ma la giornata forse più critica fu quella del 16 gennaio, in quanto un nuovo apporto di 22 cm. di neve (questa volta abbastanza pesante e bagnata ) si accumulò al suolo creando uno strato di ben 70 cm. (tenendo conto di quanto era rimasto dalla nevicata di fine ’84 ) e deciso pericolo in tutta la città per i veri e propri massi di neve che cadevano dai tetti su auto in sosta e malcapitati passanti. Inutile sottolineare come la scuola fosse stata chiusa, e se anche ciò non fosse avvenuto per decreto dubito che chiunque sarebbe stato in grado di raggiungerla senza affondare nel manto di neve della campagna circostante. Ricordo con estremo piacere la mattina del 17 gennaio, quando aprendo la finestra dalla casa di mia nonna (dove ero “costretto” a dormire per via dell’impossibilità di raggiungere la mia casa dispersa tra i bianchi campi e dove fra l’altro il riscaldamento funzionava a singhiozzo ) vidi questo panorama irreale, con neve che sui prati, sui tetti, sulle auto ormai letteralmente sepolte, un bianco abbagliante che avvolgeva tutto, pure il rumore dei tanti impegnati a spalare per rendere le strade più percorribili. Quell’ultimo giorno, di neve ne caddero altri 10 cm. che, vista la temperatura al suolo di circa 2°, finì per appesantire ulteriormente quella già caduta creando una “moria” di tetti di vecchie cascine ed i già citati “blocchi-killer” che cadevano dai tetti delle case senza troppi preavvisi. Proprio in quel periodo fu eclatante il caso del velodromo Vigorelli di Milano crollato sotto il peso di 80 cm. di neve, ma certo non fu l’unico edificio a riportare i segni di quella che, nel bene o nel male, è stata la nevicata del secolo passato.

Autore : Guido Neri

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